Generic selectors
Exact matches only
Search in title
Search in content
Post Type Selectors

Niente da fare: Pesaro ci prova ma vince la Fortitudo. L'ex Imbrò decide il match sulla sirena

25 Marzo 2026

PESARO – Maretto da cinque tattico per lughi minuti, Jazz Johnson che alterna giocate da leader a errori incredibili, Bucarelli che non trema mai ma con un tecnico complica la sua partita almeno in difesa, subito ne approfitta Fantinelli, Tambone che si accende nel finale ma poi viene dimenticato dai compagni. E così, il tabellone recita 84-86. Vince la Fortitudo, vince Matteo Imbrò, l’ex mai amato dal pubblico pesarese, che vuole giocare tutti i palloni decisivi. Vince Caja con la sua zona, per 40 minuti, che decide il match.

Tanta paura dei big man, ma il primo quarto ha un padrone indiscusso: il tiro da tre punti. Solo che la Fortitudo ne mette a segno di più e chiude con un 5/10 che fa male. Pesaro risponde con un 3/6, tra l’altro quelli sbagliati sono stai ben costruiti. Ritmo intenso, non mancano i falli in attacco e le palle perse.

Caja imbriglia l’attacco della VL con una zona molto aggressiva, i piccoli sono molto mobili e cambiano su ogni taglio. Leka si inventa Maretto e Bucarelli da 4, sono loro che provano a prendere posizione in mezzo all’area per aprire la scatola bolognese. Sembrava la strada giusta, ma nell’ultimo minuto si spene la luce e i bolognesi scappano sul 19-26.

Soffre a rimbalzo Pesaro, inevitabile avendo di fronte il miglior rimbalzista del campionato, Sorokas (chiude con 22 rimbalzi). Ma il lungo della Fortitudo non è solo seconde chance per i compagni, si presenta con una tripla che costringe Leka ad alzare la difesa. Un mini break nel secondo quarto rimettere la partita in equilibrio (24-26) e così la curva può urlare ‘tutti in piedi per la VL’.

Perché, mentre si gioca in campo, c’è una partita anche sugli spalti con il tifo biancorosso che si presenta con la curava completamente rossa e un grande teschio in mezzo, quella della Fortitudo come sempre piena di petti nudi e braccia alzate.

Tambone non ingrana, si innervosisce e commette due falli banali. Finisce così in panchina insieme con Bucarelli, che ha bisogno di un break. Come ne avrebbero bisogno i pesaresi per ricordarsi come si fa un tagliafuori. Perché, anche in questo caso, non è solo Sorokas l’arma di Caja, tanti rimbalzi lunghi finiscono nelle mani dei piccoli biancoblu.

Senza i due veterani, Pesaro arranca in attacco e soprattutto non parla in difesa. In un amen la F riprende le distanze (24-33) e costringe Leka al time out e soprattutto a rimettere il capitano. Più equilibrio, ma resta una chimera il canestro, soprattutto di Bertini. Che invece oggi sarebbe fondamentale per scardinare la zona di coach Caja, soprattutto visto l’impalpabile Jazz Johonson.

Il dominio a rimbalzo, 21 a 6 dopo 15 minuti, è il vero segreto del vantaggio ospite (25-36). Pesaro però è resiliente, l’ha dimostrato più volte: non si arrende. Anche dopo l’antisportivo a Maretto, che alza troppo il gomito a rimbalzo e ancora di meno davanti ai 7mila della Vitrifrigo Arena.

Il terzo quarto fatica a ingranare, un lampo di Tambone e Jazz, che alterna una cosa buona a tre letture sbaglia, rianima tutto il palazzo (46-48). Non è facile per Pesaro attaccare, Caja insiste con la zona per approfittare il più possibile dell’assenza del pivot in casa biancorossa. Eppure, i tiri costruiti sono buoni. Due di fila escono con Trucchetti, che al 27’ una bomba invece l’aveva messa a segno. Quando la palla rimbalza ed esce, poi è difficile anche tornare in difesa, da qui le giocate irreali di Sarto che approfitta degli scarichi di Della rosa, il trottolino che difende come un furetto e in attacco crea scompiglio. Ci vuole la ‘furbata’ di Bucarelli, in campo con quattro falli dopo un tecnico preso in condivisione con Anumba, che subisce fallo da Imbrò a 3 secondi dalla fine del quarto mentre tira da tre quarti campo (60-64).

C’è vita quindi in casa biancorossa, ultimi dieci minuti e quattro punti da recuperare., sapendo che il march di Quirino De Lautrentiis è finito a inizio terzo periodo quando esce toccandosi la gamba. L’impegno è massimo, soprattutto per Maretto che gioca da 5 contro il forte Sorokas e questo lo fa arrivare spompato in attacco, ma se inizi il quarto periodo con 0/4 al tiro e una palla persa, diventa durissima (60-68).

Della Rosa è una tellina attaccata allo scoglio, che ha il volto di Tambone. Senza le giocate del 15 biancorosso, è dura per tutti. Capita però che se decidi di difendere attaccato al tuo uomo, prima o poi sbagli. E Della Rosa lo fa per due volte consecutive: due falli e 5 liberi a segno per Tambone che riapre, ancora una volta, un match incredibile.

Mai svegliare il can che dorme. Tambone si gasa e non c’è niente di peggio per un avversario: blocco, palleggio e tiro. La tripla entra. È il sorpasso di Pesaro, il primo di un match di rincorsa. Bologna traballa, come i pugili colpiti al mento. Caja chiama time out, ma niente.

La VL è in trance, assist di Bucarelli e Virginio si traveste da Miniotas per un appoggio a canestro. È il 75-72. Non si sente più nulla alla Vitrifrigo Arena, gli arbitri fischiano, i giocatori continuano a correre, è bolgia. La partita diventa un affare da ‘uomini duri’. E anche, purtroppo, di rimbalzi: Bologna ne prende tre consecutivi in attacco che trasforma in 9 punti.

Tre improvvisi di Anumba, dopo un rimbalzo su tiro libero sbagliato, tre di Sarto e tre, micidiali alla Belinelli, del grande e fischiato ex Matteo Imbrò. Che poi prosegue la striscia con due liberi che sembrano chiudere il match (78-83 con poco più di un minuto da giocare). Sembrano, perché Bertini non si arrende: seconda tripla consecutiva. Non basta, perché c’è Imbrò. Caja gli affida la squadra, lui se la prende e ha ragione: tripla sula sirena. Game set and match.

Mai come questa volta, però, la curva applaude i suoi giocatori, capaci di arrivare a un possesso dalla vittoria, pur giocando praticamente senza pivot - inevitabili polemiche sul pivot non comprato in settimana dalla società - e avendo solo sette tiri da Tambone. Bologna si porta a casa i due punti, il primo posto in classifica, anche se Pesaro mantiene la differenza canestri. Solo che da oggi la vetta la condivide con Bologna e Brindisi e vede Scafati, forse la squadra più minacciosa, a soli due punti.

Raffaele Vitali

Raffaele Vitali - via Leopardi 10 - 61121 Pesaro (PU) - Cod.Fisc VTLRFL77B02L500Y - Testata giornalistica, aut. Trib.Fermo n.04/2010 del 05/08/2010
linkedin facebook pinterest youtube rss twitter instagram facebook-blank rss-blank linkedin-blank pinterest youtube twitter instagram