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Nel segno di Enosophia, Sant'Elpidio a Mare si brandizza con 'Andrea Bacci'. "Cultura e turismo, tre giorni di grandi eventi"

13 Giugno 2024

SANT’ELPIDIO A MARE – Tra Bacci ed Enosophia, il vino è protagonista a Sant’Elpidio a Mare. Un fine settimana molto ricco e profumato quello del 21-23 settembre. “Frutto del lavoro di tante persone, dagli uffici a Tipicità, dalle associazioni al supporto della Bcc Ripatransone e Fermano, fino agli assessori, sia l’uscente Michela Romagnoli sia del nuovo Matteo Verdecchia” introduce il sindaco Alessio Pignotti.

Numerose le location per ‘I giorni del Bacci’ con “il territorio che viene attraversato, muovendosi tra villa Il Castellano, Santa Croce e il palazzo comunale con i Crivelli in mostra”. I 500 anni dalla nascita di Andrea Bacci hanno spinto l’amministrazione ad arricchire il programma, resa possibile dalla legge regionale sul Bacci, unendo più realtà, senza mai dimenticare chi ha fatto partire tutto, anni fa, ovvero Di Arte in Vino di Marino Calvigioni. Non mancheranno la musica e la cultura con il ‘premio Bacci’.

Cultura e turismo sono le deleghe che ha il vicesindaco Matteo Verdecchia: “Sono entrato in corsa, due giorni fa abbiamo fatto la prima riunione con la Regione per il ‘Bacci 500’, una serie di iniziative che dureranno due anni e come comune saremo responsabili dei festeggiamenti regionali. Al mio fianco, tra i tanti, avrò anche Giulio Conti, oltre a Matinelli. Con Enosophia apriamo le danze, poi lavoreremo con tanti communi. Per noi il Bacci sarà il brand del prossimo biennio”.

Angelo Serri con Tipicità e il Grand Tour porta competenza e organizzazione: “Una figura rimasta per troppo tempo nell’oblio, invece Bacci prima dei francesi creò lo champagne. Poi i francesi hanno saputo renderlo un prodotto vetrina. Vino e cibo sono attrattori che legano il bello che c’è, dal Crivelli al paesaggio che Sant’Elpidio ammira dall’alto”.

Per Serri “Enosophia è promozione in modo diverso, da qui il coinvolgimento di Assoenologi e di Ais. Noi portiamo Bacci in tutto il mondo, lo faremo anche in Giappone durante la settimana di cucina italiana nel mondo che fa tappa a Osaka. Dove poi torneremo durante l’Expo, visto l’intesa con l’ambasciatore Vattani che coordina il padiglione Italia”.

La tre giorni è ricca: venerdì 21 forum degli enologi, in collaborazione con la Politecnica, aperitivo con Marco Ardemagni, sabato tour in e-bike per il territorio e chiusura di giornata alla basilica di Santa Croce tra musica e degustazione. Domenica, gran finale con il premio Bacci, assaggi e serata musicale in piazza Matteotti.  

Giuliano D’Ignazi porta l’esperienza di Assoenologi: “Per noi Enosophia è il momento in cui fare il punto sulla vinicoltura. Sarei felice se il Bacci diventasse un brand del territorio e dell’enogastronomia marchigiana. Filosofo, scienziato, medico e autore della prima guida dei vini della storia in cui parlava anche di come abbinarlo al cibo e di quanto consumarne in base allo stato di salute, finendo con un focus sulle produzioni delle varie regioni italiane”.

I sommelier hanno un ruolo importante: “Mi dispiace solo di non aver conosciuto il Bacci, lui raccontò quello che noi facciamo oggi: parlare di cultura del vino, raccontando i vini in ogni aspetto, partendo dalle tecniche. Noi trasmettiamo tutto quello che c’è dietro una singola bottiglia, che non è un semplice succo fermentato ma è storia e filosofia. Per questo Ais Marche non poteva mancare” spiega Stefano Isidori che avrà al suo fianco anche il direttore di WineNews e che sarà protagonista di un’anteprima il 20 dedicata agli spumanti.

“Ricordiamolo sempre a tutti, le Marche secoli prima di altri erano già protagoniste con vini che raggiungevano il mondo, sapendolo anche raccontare”. Partner fondamentale è la Bcc di Ripatransone e del Fermano, non a caso si sono mossi il consigliere Alessandro Mori e il direttore generale Vito Verdecchia.

“Il consiglio non ha esitato quando ho proposto di affiancare l’evento, una volta contattato di Angelo Serri e Alberto Monachesi. La filosofia delle Bcc, figlie delle casse rurali e artigiane, qui ben si ritrova. Di aziende vitivinicole ne seguiamo tante, era quasi un obbligo affiancare Enosophia e di farlo pensando a questo appuntamento come a un inizio di percorso. Siamo piccoli, ma solidi quindi è giunto il momento di espanderci, ampliando il bacino di utenza”.

Chiosa è quella di Verdecchia: “Ripatransone, dove siamo partiti, è città del vino. Avvicinarci a un evento che produce questo prodotto è stato naturale. È dal 1994 che lavoro in banca, l’allora presidente cassa rurale era un viticoltore, Raffaele Vagnoni, e così il vice, Cocci Grifoni, che seppe ridare vita al Pecorino. Per cui, mi sento parte di questo percorso che ha in Bacci, che non conoscevo, il classico umanista italiano, capaci di sviluppare il suo pensiero su ogni arte principale dell’epoca. Noi abbiamo un vincolo, ridare al territorio parte di quello che abbiamo e noi lo facciamo con piacere, in questo caso per Enosophia”.

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