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Museo delle tradizioni, andare a Montegranaro è un Must. Ubaldi: dal grano alle scarpe, un luogo per scuole e chi ama la storia

15 Giugno 2024

MONTEGRANARO – Per tutti sarà un ‘Must’ visitare il museo delle tradizioni di Montegranaro. Un sogno diventato realtà quello del sindaco Endrio Ubaldi e della sua maggioranza che fin dal programma elettorale aveva messo la realizzazione di questo spazio espositivo come priorità.

Tagliare il nastro è motivo di orgoglio, è il frutto del lavoro della politica, ma soprattutto di chi ci ha messo anima e cuore, “come gli operai comunali e chi ci ha supportato nel percorso, da Turismarche a Kyros”. Poi c’è chi fisicamente ha realizzato le ricostruzioni sceniche, l’artigiano William Timi. E infine Assan, un falegname di origini marocchine che collabora sempre con il comune veregrense.

Entrare dentro il museo è un po’ perdersi nel tempo, senza mai dimenticare la connessione con il presente e futuro grazie a degli inserti tecnologici, dai tablet ai monitor e a pannelli esplicativi adatti a ogni pubblico. “Il recupero della parte del palazzo degli agostiniani è appena cominciato, perché ci sono tanti spazi da rigenerare”.

Il comune ha investito 75 mila euro nel Museo della storia e delle tradizioni, che ha un logo accattivante che unisce il grano e la forma delle scarpe. “Racchiude l’identità della città, che è partita dal grano e ha trovato poi la sua strada nella calzatura. Come ricorda un pannello 'l’eleganza e la solidità di un paio di scarpe dipendono dalla qualità dei materiali utilizzati ma soprattutto dall’abilità con cui vengono svolte le singole fasi di lavorazione'. Ed è giusto farle consocere".

Un lavoro lungo di ricerca e recupero del materiale dietro la realizzazione. “Deve diventare un punto centrale non per Montegranaro, ma per il territorio. Coinvolgeremo i sindaci del territorio, perché nasce con fini didattici. Non abbiamo scelto il museo con oggetti, ma un museo che interagisce. E lo abbiamo fatto coinvolgendo tanti artigiani, anche grazie ai figli di chi non c’è più. Aggiungendo agli strumenti delle fotografie dell’800”.

Il complesso che ospita tre associazioni veregrensi in un piano, il museo in un altro, presto potrebbe vedere il recupero anche della parte sotto strada da parte del Presepe Vivente. Una struttura a cui i veregrensi sono molto legati, perché è stato per un periodo anche scuola.

“Una volta entrati, ci si perde nel corridoio verde che fa da raccordo ai diversi ambienti, da quello dedicato al grano all’ufficio del titolare in cui troneggia uno storico manifesto della ‘Mostra nazionale della calzatura’ a Civitanova Marche – Montegranaro.

"Abbiamo puntato sul maestro calzolaio, quelli che sono sempre meno ma fanno la differenza. A questo abbiamo abbinato l’inizio della nostra storia legato al grano, all’agricoltura, al lavoro manuale con un focus sul ruolo fondamentale delle donne” prosegue il sindaco che spera con Must di sensibilizzare anche le nuove generazioni “avvicinandoli a un mestiere partendo dalla storia”.

A pieno regime il museo lo sarà dalla primavera 2025, “questi sei mesi serviranno per rodarlo e per farlo conoscere, sapendo che può sempre crescere, tanto che ho inserito a bilancio una voce fissa per il Must”.

Intanto sarà visitabile, passando per l’ufficio turistico, e probabilmente anche durante i pomeriggi del Veregra. “Sono disponibile a ogni idea per farlo poi crescere e arricchire, non temiamo neppure l’utilizzo di ulteriori spazi” ribadisce mentre osserva gli operai terminare gli ultimi ritocchi, sotto l’occhio vigile della dirigente Levantesi e poter così tagliare il nastro.

Raffaele Vitali

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