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Murri, infermieri pronti alla guerra. Rocchi: "Umore alto e preoccupazione. I cittadini potevano fare di più". E dei premi neppure l'ombra

2 Novembre 2020

FERMO - La notizia della riapertura della Medicina Covid, al Murri, Renato Rocchi l’ha data con un post su Facebook. «I nostri guerrieri sono pronti» ha scritto il direttore delle Professioni sanitarie dell’Area Vasta 4. Sotto, la foto di cinque infermieri con addosso tute protettive e visiere trasparenti. 

Dottore, di nuovo in prima linea. Com’è l’umore tra i sanitari?

«Rispecchia il mio. C’è un po’ di delusione per un’emergenza conosciuta e annunciata già da qualche mese. Il civismo dei cittadini ha lasciato a desiderare. Gli atteggiamenti posti in essere nei mesi precedenti, oggi, danno questo risultato. Potevamo fare meglio: accompagnare questa recrudescenza in maniera più dolce e gestibile per la santità. Ma siamo professionisti, chiamati a svolgere la nostra attività in tempi di pace come di guerra».

E questi sono tempi di guerra?

«Di fronte a un’emergenza, moltiplichiamo le energie profuse e gli sforzi. L’umore è abbastanza alto, ma serpeggia preoccupazione, com’è logico che sia, perché è forte la consapevolezza di quelli che sono i rischi».

 A numeri, il personale com’è messo?

«Quello che il datore di lavoro ci mette a disposizione è sufficiente a fronteggiare lo stato emergenziale in cui ci troviamo dal punto di vista del mero computo matematico. Perché, in queste emergenze, si innescano tante altre situazioni che fanno sì che il personale, alla fine, debba arrangiarsi. Al momento, siamo in grado di dare le risposte necessarie, ma non conosciamo esattamente gli sviluppi dell’emergenza e rischiamo, tra un po’, di non essere più sufficienti». 

I rinforzi promessi?

«Stanno arrivando. Il programma di reclutamento sta andando avanti, seppur con tante difficoltà».

Dove attinge?

«Per gli infermieri, da una graduatoria Asur per le assunzioni a termine. È in corso di svolgimento avanzato un concorso pubblico e, a breve, dovrebbe essere disponibile una graduatoria per il reclutamento di personale a tempo indeterminato».

Con i “premi” della Regione a che punto siamo?

«Ad oggi non sono stati corrisposti. Le amministrazioni stanno lavorando per l’attribuzione. Per far sì che i professionisti abbiano le premialità che la Regione mette a disposizione e che legittimamente si aspettano». 

Il Murri sarà di nuovo “misto”. Così ha deciso Saltamartini, anche se è l’unico ospedale del Fermano. Cosa ne pensa?

«Sono scelte politiche sulle quali preferirei non entrare. Gestire un ospedale misto è molto difficile. Ci siamo riusciti e contiamo di riuscirci anche in questa occasione. Questo ci dicono di fare e questo facciamo».

Riaperto il Covid Hospital, torna il nodo personale. Quello del Murri è pronto a trasferirsi?

«I professionisti sono professionisti. Immagino che si renderanno disponibili a prendere servizio laddove l’azienda ritiene che debbano essere collocati. Chiamate non ce ne sono ancora state. Se e quando arriveranno, l’Area Vasta 4 farà la sua parte».

Chi andrà?

«Cerchiamo le esperienze. Sono posti letto di Rianimazione, che non si prestano a essere gestiti con personale neoassunto o inesperto. Dovremo attingere alle risorse migliori, con l’expertise maggiore in quel campo, per dare un’assistenza sicura ai nostri pazienti, ovunque loro siano».

Francesca Pasquali

redazione@laprovinciadifermo.com

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