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Murri, al Pronto soccorso si è accesa la super Tac: tempi ridotti e meno radiazioni. Grinta: "Per un mese è dedicata al Covid"

27 Novembre 2021

FERMO – Una nuova Tac per il pronto soccorso di Fermo “che sarà in questa fase dedicata ai pazienti Covid, almeno per un mese”. È soddisfatto il direttore generale dell’Asur 4, Roberto Grinta. “Una giornata importante pe cui devo dire grazie al mio predecessore Livini, che ha avuto l’idea. Noi oggi terminiamo i lavori”.

Il Covid ancora preoccupa e ogni arma è fondamentale: “È un virus subdolo, dobbiamo dare la massima attenzione a questa quarta ondata. La regione è sotto controllo, stiamo avendo una buona campagna di vaccinazione con 7-800 vaccini al giorno alla don Dino Mancini. E infatti abbiamo aumentato il numero dei medici e di infermieri e Oss che stanno collaborando senza sosta. Bene anche Porto San Giorgio, circa 200 al giorno”. E sono in arrivo altri poli vaccinali sul territorio, “durante la prossima settimana aprirà Porto Sant’Elpidio e stiamo valutando Valdaso e Valtenna”. L’80% dei ricoveri in terapia intensiva è di soggetti non vaccinati, il direttore lo ribadisce: “Per questo è fondamentale vaccinare, dalla prima alla terza dose”.

La nuova Tac nel piano di cura è fondamentale perché indica in maniera adeguata il percorso che poi deve seguire il paziente. “È previsto entro metà dicembre il completamento di un tunnel che darà un percorso completamente isolato ai pazienti Covid. E così, da qui a trenta giorni, potremo immaginare di usare la Tac anche per pazienti urgenti che arrivano al pronto soccorso, migliorando così l’efficienza dell’ospedale e del nostro punto di accesso”. Lo strumento è di ultima generazione, come spiega il primario Valeri: "I un secondo scatta 160 immagini, in pochi secondi studia tutto il corpo. lavora con o senza mezzo di contrasto ed è dotata di un software che riduce le radiazioni".

Rocco Pennacchio, arcivescovo di Fermo, non entra nel tecnico, ma nel fine del nuovo mezzo tecnologico: “Il pronto occorso è l’unico reparto di ospedale dove non è possibile prevedere orari di ingresso e uscita, un luogo dove si scopre una volta dentro quello che accadrà. Mi rendo conto dello stress continuo per operatori e utenti. Dotarlo di nuovi strumenti che permettono di abbreviare i tempi e migliorare le diagnosi iniziali, significa dare un servizio in più alla persona, alla sua serenità. Perché quelli che per voi sono tempi tecnici, per il paziente sono tempi di attesa senza conoscere il suo destino”.

La Tac ha il plauso del sindaco: “Il pensiero in primis va al dottor Valentino e alla ristretta equipe medica e infermieristica. Capire subito lo stato dei polmoni è determinante, l’ho vissuto io stesso. per cui averla già all’ingresso è determinante. Sapere che a questo si aggiungerà il robot chirurgico e che nel nuovo ospedale ci sarà un nuovo padiglione dedicato alla malattia infettiva ci deve rafforzare. Ormai sappiamo che con il Covid dovremo imparare a viverci insieme arginandolo”. L’ultimo grazie va a Roberto Grinta, “che ha una passione insita nel comune”, a chi c’era prima e alla regione che investe su Fermo: “Ricordiamoci che per combattere il Covid bisogna lavorare dalla stessa parte”.

A ogni livello, prefettura inclusa: “C’è un grande lavoro fatto insieme con le forze dell’ordine, con il sindaco e l’Asur nella battaglia contro il Covid. I sanitari sono in trincea, noi siamo al lavoro per rendere la vittoria possibile. Dobbiamo remare insieme, la strada è lunga. Abbiamo gli strumenti e questa tac ne diventa un perno.

r.vit.

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