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Mostre e musei, il 2025 di Fermo è da record. Arrivano le super mostre: 150 opere di Wharol e prima Frida Kahlo e National Geographic

1 Aprile 2026

di Raffaele Vitali

FERMO – “La cultura è tensione verso il futuro: per noi significa apertura, sperimentazione e contemporaneità. Stiamo lavorando per fare di Fermo non solo una città capace di custodire il patrimonio, ma anche di parlare al presente, accogliere i linguaggi dell’arte contemporanea ed essere un luogo vivo per artisti, curatori e giovani creativi”.

Mostre del passato e mostre del futuro, in un programma che ha permesso alla città di entrare nei circuiti nazionali dell’arte e che guarda già avanti. Questa è la visione di Micol Lanzidei, assessora alla Cultura del comune di Fermo. “Siamo qui per raccontare una visione che ha radici profonde: cinque anni intensi, complessi, difficili e al tempo stesso fertili”. Una visione che rivendica la cultura come infrastruttura strategica: “Per noi è un motore di sviluppo e un elemento identitario fondamentale. Una scelta che porta risultati concreti” prosegue.

A dimostrarlo sono i numeri, ma anche il metodo. “Oggi esiste una rete fatta di competenze e condivisione che ha in Maggioli Cultura il suo perno. Saper collaborare con il privato è una grande risorsa: una sinergia che definirei straordinaria, più che semplicemente strategica. Quando pubblico e privato lavorano insieme, i risultati arrivano e più velocemente”.

Non è stato semplice. “Anche se – precisa il project manager di Maggioli Cultura, Gianluca Bellucci – abbiamo trovato terreno fertile uscendo dal Covid, che a Fermo non ha mai fermato la progettazione. Nel 2019, anno record, abbiamo registrato 17mila visitatori; nel 2025 abbiamo superato i 50mila. Non è un caso: la crescita è legata a un processo di costruzione dei contenuti e di comunicazione che ha prodotto risultati evidenti”.

Turisti, ma anche residenti sempre più presenti nei musei. “Merito anche delle dieci mostre di livello nazionale e degli oltre cento eventi, magari brevi ma intensi. Non sono numeri banali: Fermo è una piccola provincia, ma con un grande contenuto".

Importante anche il lavoro sulla promozione: «Un portale web, un’immagine coordinata e una presenza social permettono di comunicare e accogliere i visitatori, garantendo servizi puntuali». Fondamentale poi il capitale umano: «Quando siamo arrivati lavoravano sei persone, oggi sono sedici quelle impiegate nel sistema museale assunte da Maggioli, oltre agli stagionali che da tre mesi diventano operativi per metà anno. Tutte figure qualificate”.

Per Maggioli, Fermo è diventata un modello: “Ci sono Comuni che ci chiedono di replicare questo sistema, a partire dal servizio civile, molto efficace e capace di inserire giovani in un ambito per cui hanno studiato. La mostra su Cristina di Svezia è stata curata e progettata dagli operatori culturali della città: un segnale di qualità elevata”.

NUOVE SALE

Accanto ai numeri, crescono anche i luoghi della cultura, grazie al lavoro del personale del comune, che va dalla direttrice della biblioteca Leonori a Vissia Lucarelli. “La riapertura della sala delle tavole lignee è stata uno dei successi, grazie a importanti lavori di climatizzazione. E poi il Fontevecchia, che entro dicembre 2027 sarà completato, offrendo una nuova prospettiva al museo archeologico, con un deposito unico visitabile e consultabile per gli studiosi”. In crescita anche il Terminal, spazio dedicato alla fotografia e allo scambio culturale. “Abbiamo inoltre vinto tre PAC, con l’ultima artista oggi presente alla Biennale di Venezia”.

In partenza i lavori di riqualificazione di Palazzo dei Priori, previsti da giugno: spazi fondamentali per migliorare l’accoglienza. “È previsto anche il recupero dell’ex garage dei vigili, utile per lo sviluppo delle mostre contemporanee”. Spazi che, insieme al Fontevecchia, consentiranno anche di restituire alla Sala dei Ritratti la sua funzione convegnistica.

Interventi anche a Torre di Palme, come spiega la funzionaria comunale Francesca Giagni: “L’ampliamento del piccolo museo archeologico è in dirittura d’arrivo, con una sala dedicata alla tomba maschile. Apriremo entro l’anno, insieme a un’aula didattica”. Un progetto che punta ad attrarre visitatori, spesso passano prima a Torre di Palme, per poi raggiungere Fermo, in un’ottica integrata che comprende anche il museo diocesano.

MOSTRE DA CAPITALE

Una traiettoria chiara verso il contemporaneo, ribadita dalle nuove mostre. “Fermo vuole stare nel tempo presente e farlo da protagonista. È una scelta politica, non neutra: investiamo sulla bellezza, sulla capacità critica e sulla costruzione di una comunità più libera e consapevole” sottolinea Lanzidei, guardando già ai prossimi cinque anni: “Vogliamo essere la città in cui la cultura non segue ma anticipa. Abbiamo energie, idee e alleanze giuste, oltre alla responsabilità di osare di più”.

Si parte con “Tradizioni mediterranee”, mostra fotografica non prodotta da Maggioli Cultura ma di alto livello: “Un’esposizione dedicata al viaggio, con fotografi internazionali. Un mix tra immagini e oggetti delle collezioni museali che accompagneranno il racconto. Dal 16 maggio a metà giugno” spiega Bellucci. Tutti gli autori hanno pubblicato su National Geographic. Il progetto nasce anche grazie al fotografo Marco Raccichini, che ha voluto valorizzare la propria città portando la mostra a Fermo.

Dal 28 giugno arriverà al palazzo dei Priori una grande esposizione dedicata a Frida Kahlo e Marilyn Monroe, tra fotografia e pittura: “Un percorso parallelo tra due figure iconiche del Novecento, curato da Vincenzo Sanfo”. In mostra opere e scatti dei grandi maestri del secolo scorso, da Imogen Cunningham a Inge Morath, da Manuel Álvarez Bravo a Nickolas Muray, oltre a dipinti e riproduzioni, tra cui Las Dos Fridas di Zhang Hongmei che, ufficialmente autorizzata, replica quella di Xu De Qi.

IL GENIO DI WHAROL

Lanzidei e Bellucci

Il grande evento sarà però quello invernale, dall’8 dicembre: “Una vera mostra pop, una grande antologica dedicata ad Andy Warhol”. Oltre 150 opere, dalle copertine dei vinili alle celebri serigrafie, da Topolino a Marilyn, fino a sezioni speciali dedicate alle riviste. In esposizione anche lavori di artisti legati alla sua eredità, come Jean-Michel Basquiat, Keith Haring e Jeff Koons. “A Fermo – ribadisce Bellucci – la destagionalizzazione è reale. Si fa turismo se si lavora bene”. Una mostra che da sola costa 200mila euro, un mix tra investimento comunale, che punta a intercettare i bandi regionali e sponsorizzazioni, a cominciare dalla Fondazione Carifermo, e risorse del privato.

LA STRATEGIA

Grandi mostre e scelte ambiziose per una città che ha nella cultura il proprio filo conduttore. «L’ex assessore Trasatti ha avuto meriti, ma oggi possiamo dirlo: il lavoro di Lanzidei, Maggioli e degli uffici è stato impeccabile e ha fatto fare il salto di qualità” riprende il sindaco Mauro Torresi che si augura che sia l’attuale assessore al Bilancio, candidato sindaco, a tagliare il nastro. “«Ho sostenuto questo percorso: se la città vuole crescere, deve investire nell’offerta culturale” ha aggiunto lo stesso Scarfini.

Un’offerta culturale destinata ad ampliarsi dal centro storico al Fontevecchia, fino al recupero dell’auditorium San Martino. “Dobbiamo portare le nostre attività anche nelle periferie, come presìdi culturali” aggiunge Bellucci prima della chiusura dell’assessora Lanzidei: “Proseguiremo nel contaminare il futuro e non fermeremo il dialogo tra contemporaneo e luoghi antichi”.

Raffaele Vitali - via Leopardi 10 - 61121 Pesaro (PU) - Cod.Fisc VTLRFL77B02L500Y - Testata giornalistica, aut. Trib.Fermo n.04/2010 del 05/08/2010
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