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Montejorgio Cacionà, lo spettacolo che si fa comunità. Vita: il segreto è uno solo

30 Marzo 2026

di Chiara Fermani

MONTEGIORGIO - Tre serate, un teatro gremito e una comunità intera che si riconosce in un palcoscenico: il 59° anno di “Montejorgio Cacionà” si chiude con un successo pieno, fatto di oltre mille presenze e tre sold out consecutivi al suggestivo Teatro Domenico Alaleona. Un risultato che non sorprende, ma che ogni volta riesce comunque a stupire per energia, qualità e partecipazione.

Un intero anno di preparazione per confezionare tre serate capaci di intrecciare con equilibrio poesia, tradizione, nostalgia, scene di vita quotidiana, musica e soprattutto comicità, vero motore pulsante del gruppo. Una comicità che non rinuncia mai all’improvvisazione – ed è proprio lì, tra una battuta fuori copione e un guizzo inatteso, che si misura la bravura di un collettivo rodato e affiatato. Sul palco e dietro le quinte, oltre 60 persone tra attori, coro e tecnici: un piccolo mondo che si muove all’unisono, guidato dalla regia di Michela Vita e dalla conduzione, impeccabile e naturale, della stessa Vita insieme a Fabio Santilli, storici presentatori perfettamente a loro agio nel tessere il filo dello spettacolo.

Le scene di questa edizione portano con sé una ventata di rinnovamento, grazie al contributo delle nuove generazioni di sceneggiatori – Gioj Toscanelli, Massimo Bernetti e Massimiliano Attorri – che, pur essendo anche attori, hanno saputo scrivere con uno sguardo fresco senza mai tradire l’identità profonda dello spettacolo. Ed è proprio questo il cuore pulsante di Cacionà oggi: un passaggio di testimone continuo, fatto di figli d’arte e giovani talenti che raccolgono un’eredità importante con rispetto e personalità.

“Il segreto di Cacionà - sottolinea la regista Michela Vita - è nel guardare oltre e sempre avanti, ma tenendo lo sguardo fisso a ciò che eravamo e grazie al quale siamo quello che oggi siamo. Il segreto è nel gruppo che tenta di guardare oltre il proprio, nel quale ogni componente offre le proprie capacità gratuitamente, mettendole al servizio di tutti: dello spettacolo in particolare, del paese e della tradizione identitaria che con forza difendiamo, in senso generale!”.

Parole che raccontano bene lo spirito di una realtà nata nel 1967 dall’intuizione di quattro poeti montegiorgesi, con l’obiettivo di preservare il vernacolo e le tradizioni popolari. Oggi, a quasi sessant’anni di distanza, “Montejorgio Cacionà” è molto più di un gruppo folkloristico: è un presidio culturale riconosciuto anche oltre i confini della provincia di Fermo.

A tenere insieme questo grande organismo c’è la presidente Franca Trapè, mentre il perno artistico resta il coro folk diretto da Luigi Azzurro, autore anche dei testi e delle musiche originali, elemento imprescindibile dell’identità dello spettacolo.

E poi c’è la comunità. Famiglie intere coinvolte, generazioni che si incontrano e si riconoscono, un senso di appartenenza che si rinnova ogni anno. Anche il sindaco Michele Ortenzi, presenza costante in platea, non si sottrae al gioco scenico, spesso bersaglio della comicità, accoglie ogni battuta con ironia e partecipazione, fiero di essere parte di questa storia, da primo cittadino e da montegiorgese.

“Montejorgio Cacionà” è tutto questo: amicizia, passione, dedizione. È la scelta, per tre giorni, di mettere da parte tutto il resto e salire su quel palco per raccontarsi, ridere, emozionare.

E mentre si chiude un’altra edizione da record, lo sguardo è già rivolto al prossimo anno: il traguardo dei 60 anni è alle porte, e promette di essere non solo una celebrazione, ma un nuovo inizio.

Raffaele Vitali - via Leopardi 10 - 61121 Pesaro (PU) - Cod.Fisc VTLRFL77B02L500Y - Testata giornalistica, aut. Trib.Fermo n.04/2010 del 05/08/2010
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