
“Nel corso della Conferenza Stato-Regioni abbiamo approvato un emendamento che introduce, come primo passo, l’obbligo per le aziende tessili di giustificare lo smaltimento degli indumenti sintetici e dei materiali affini. Ho proposto un’esenzione per le imprese con fatturato fino a 2 milioni di euro. Auspichiamo che il Governo, in sede di Conferenza Unificata, accolga questa proposta”. Le parole sono dell’assessore regionale alle Attività produttive Bugaro, intervenendo su uno dei temi più delicati per il sistema manifatturiero, durante l’incontro dedicato al mondo della moda dalla Confartigianato di Fermo, Macerata e Ascoli.
Sul fronte economico, l’assessore ha evidenziato segnali preoccupanti legati alla logistica internazionale: “Ci sono navi che iniziano a fermarsi: arrivano in Italia e non ripartono, oppure ripartono senza container. È un indicatore che non possiamo sottovalutare”.
Ampio spazio verrà dato alle misure per il credito: “Abbiamo attivato garanzie fino al 90%, coperte dal Medio Credito e dalla Regione. Una misura senza precedenti”. A questo si aggiunge l’accordo con la BEI (Banca Europea per gli Investimenti) per 60 milioni di euro, di cui 5 messi direttamente dalla Regione, finalizzati ad abbattere interessi e costi di istruttoria.
“La prima tranche è andata esaurita in appena 15 giorni – ha spiegato – con finanziamenti compresi tra 40mila e 2 milioni di euro, cumulabili con strumenti di fideiussione. La maggior parte delle richieste è arrivata da micro e piccole imprese”.
Nuove risorse sono già in arrivo: “Tra maggio e giugno lanceremo ulteriori 30 milioni. Inoltre, grazie al recupero di fondi non utilizzati, avremo a disposizione altri 21 milioni da rimodulare nei prossimi 22 mesi, destinati in gran parte alle PMI”.
Sul fronte dei fondi europei, la Regione può contare su 60 milioni di fondi FESR ancora da distribuire: “Di questi, 17,5 milioni saranno destinati all’housing sociale, è una richiesta specifica europea, ma il resto sarà tutto destinato al sistema produttivo”.
Non manca un appello all’unità del tessuto economico: “Vorrei che Confindustria e artigiani parlassero la stessa lingua. Questa convinzione si è rafforzata dopo che ho visitato una grande impresa che si è ripresa dopo la crisi: accanto, nei capannoni vicini, tanti artigiani erano invece scomparsi. Dobbiamo lavorare insieme”.
Da qui la volontà di coinvolgere anche il mondo artigiano nei tavoli industriali: “Non per una questione di affinità, ma perché industria e artigianato sono interdipendenti. Per affrontare una crisi così drammatica serve una visione comune”.
Parlando al mondo della moda, Bugaro ha anche sollevato preoccupazione per il futuro delle professioni: “Gli artigiani, i sarti, stanno scomparendo. Dobbiamo evitare questa perdita, favorendo il passaggio generazionale e dando la possibilità ai dipendenti di rilevare le aziende. Questo garantisce continuità e servizi, soprattutto nelle aree interne”.
Uno sguardo, infine, alla prossima programmazione europea: “Dobbiamo iniziare a costruire il ciclo 2028-2034, che avrà meno risorse. Si parla di una riduzione fino al 30% dei fondi come FESR e FSE per finanziare difesa e armamenti. Rischiamo di compromettere la coesione europea. Le associazioni datoriali devono far sentire la loro voce a livello europeo. È una battaglia decisiva nei prossimi mesi”.
Sul piano occupazionale, emergono dati contrastanti: “Nelle aree del cratere registriamo una quasi piena occupazione, con un +6% rispetto alla media nazionale e +12% nei territori più colpiti dal sisma. Tuttavia, si sta riducendo la domanda nell’edilizia per saturazione. Siamo passati dalle famiglie che chiedevano un posto di lavoro per i figli, alle imprese che chiedono lavoratori. Qualcosa no funziona, impegniamoci tutti” conclude l’assessore regionale.
@raffaelevitali
