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Mobilità dolce, tutti pronti a pedalare lungo il Tenna dalla costa a Campiglione

29 Gennaio 2020

In prospettiva risalendo la vecchia ferrovia, la ciclovia arriverà fino a Montefortino.

FERMO – Pedalando dal nuovo ospedale a Porto Sant’Elpidio. Nel 2021 sarà possibile. Dopo la ciclovia dell’Aso, ecco il pettine che corre lungo il fiume Tenna. Il presidente della regione Marche, Luca Ceriscioli, ha scelto Sant’Elpidio al Mare, comune baricentrico, per presentare il progetto, già finanziato con 3,3 milioni. “Il Pil della nostra Regione cresce del 3%. Leggendo i dati dell’Istat ho pensato: ma forse siamo cinesi? È dagli anni ’90 che non cresciamo così in Italia. Siamo i primi e non ci stupisce: i dati sull’occupazione già ci avevano già premiato. Questo ci rafforza e ci sprona a investire in infrastrutture. E le ciclabili ne sono un tassello chiave, mentre per le strade che nel Fermano sono una nota dolente abbiamo già parlato con la ministra De Micheli”.

Al termine dei lavori saranno 800 i chilometri di ciclovie regionali a cui si aggiungeranno le centinaia di ciclabili locali. “Sono finanziate per oltre la metà e nei prossimi cinque anni ci sarà la copertura totale visto che la programmazione europea va in questa direzione” sottolinea Luca Ceriscioli affiancato dai volti fermani in regione, Fabrizio Cesetti e Francesco Giacinti.

Nel piano regionale anche percorsi con centri di ricarica per le biciclette a pedalata assistita. E poi ci saranno i bike hotel. “La biciletta destagionalizza e agevola tutti. Pensate che uno potrà andare a lavorare da Porto Sant’Elpidio all’ospedale nuovo pedalando”. E il tutto in accordo con Trenitalia che nel giro di pochi anni cambierà tutti i treni inserendo wifi e spazi per biciclette, inclusa la ricarica. “Mobilità sostenibile per raccontare una regione con sapere più identità”.

La Valtenna coinvolge 18 comuni ed è lunga 57 chilometri. Si parte con il primo tratto finanziato che include quattro comuni per 12 chilometri con una pendenza media di 1,6%. Partendo da Porto Sant’Elpidio, dal ponte che divide la città da Tre Archi, e parallelamente al Tenna, che sarà completamente messo in sicurezza, arriva fino a Campiglione di Fermo. “Si è scelta la sponda sinistra, un percorso rettilineo con due parchi fluviali. Sarà larga tre metri e servirà a controllare il fiume. I parchi saranno così più fruibili da tutti” spiega uno dei progettisti.

Ci sarà un attraversamento dentro il parco di Sant’Elpidio, direzione lungo Tenna di Fermo, e poi via fino al ponte esistente che porta a Campiglione. “Finalmente, un progetto che si concretizza e che ha radici lontane, c’erano Giacinti e Andrenacci a guidare le città vicine” ribadisce Alessio Terrenzi, sindaco di Sant’Elpidio a Mare. “E finalmente con tempi ragionevoli e con un percorso che arriva a Fermo”.

La ciclovia permetterà anche, finalmente, di mettere in sicurezza il parco elpidiense, che al momento è un’opera idraulica circondata da natura. “È fondamentale aiutare le persone a spostarsi dalla costa alle zone interne. Numerose associazioni sportive usano il nostro parco fluviale e noi abbiamo autorizzato dei percorsi ciclabili all’interno del parco. Avanti così” aggiunge Moria Canigola, sindaco di Monte Urano.

Sono tutti soddisfatti i comuni coinvolti, inclusa Fermo che aveva espresso dei dubbi nel 2018 alla presentazione del progetto, per il lato del fiume scelto, oggi entrato nella fase operativa: “Il ponte ciclopedonale sull’Ete Vivo procede e ringrazio la Regione che l’ha inserito all’interno della ciclovia Adriatica. Oggi parliamo di un’altra importante infrastruttura. Una mobilità dolce non solo per turisti, ma che si estenderà alle città. Deve diventare il futuro per muoversi dei cittadini. Arriva vicinissima alla stazione della ferrovia. Siamo sicuri che nel prosieguo valorizzerà il percorso. E siamo certi che parte dell’Ete vivo valorizzerà anche la porzione di territorio di Fermo”.

Il tema della mobilità è quello su cui punta anche Nazareno Franchellucci: “In prospettiva può arrivare fino a Montefortino. Oggi se le aree interne hanno una possibilità concreta di dialogare con collina e costa lo possono a questa mobilità 2.0 della bicicletta. Non vediamo l’ora di pedalare, non tanto verso l’ospedale ma magari da Campiglione alla costa”.

Intanto 12 chilometri, ma la volontà di proseguire risalendo la vecchia ferrovia è grande: “Molti comuni si stanno muovendo attraverso vari canali di finanziamento. Il tipo di progetto pensato per ogni pettine consente di avere standard comuni e quindi è molto più semplice prolungarla, come ad esempio stiamo facendo lungo l’Esino dove c’erano tanti pezzi di ciclabili scollegate” precisa Ceriscioli.

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