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Micam, il ritorno di Bigioni: "Qui per nostro padre. Il marchio va bene in Russia. Noi creiamo gli artigiani producono"

26 Febbraio 2026

MILANO/MONTEGRANARO - Nel Micam dei grandi ritorni, da Giano a Vittorio Virgili, spicca anche lo stand nero ed elegante di Bigioni. All’interno, Roberta e Ronny, fratello e sorella e volti di un’azienda che ha segnato la storia dei calzaturifici di Montegranaro.

Un’azienda che ha ceduto nel 2022 la linea produttiva, e i dipendenti, alla Eli Factory dei fratelli Croceri, ma che non ha mai rinunciato  al proprio marchio, “anche per rispetto di nostro padre”.

“Siamo venuti al Micam, poi Almaty e Mosca: non ci sono altre fiere all’orizzonte. Non avrebbero senso, in quei mercati invece siamo un brand” esordisce Ronny Bigioni. “Portiamo la nostra collezione, rigorosamente made in Italy”.

Non hanno più dipendenti, ci lavorano tre persone nella nuova Dino Bigioni, ma tutto nasce all’interno della vecchia fabbrica, la prima aperta dai genitori, in cui hanno stabilito il quartier generale e in cui una manovia c’è sempre.

“Noi ci occupiamo della creazione del modello e dell’acquisto delle materie prime, poi affidiamo il tutto a degli artigiani selezionati che producono per noi” commenta Bigioni, che in azienda entra dopo le 17, quando termina la sua giornata da responsabile di un gruppo internazionale che si occupa di tomaifici per grandi griffe.

“Abbiamo deciso di tornare al Micam perch è una vetrina. Mancavamo da tre edizioni, siamo qui per il marchio di famiglia, nostro padre c’è sempre stato e sarebbe venuto pure lui”. Rispetto al passato il calo di visitatori è evidente, “bisogna rinnovare la fiera nella sua mentalità. Bisogna riorganizzare e compattare meglio le aziende, ormai è chiaro che nel padiglione 1 il cliente di passaggio non lo incroci più, ritrovi quelli che ti conoscono”.

Le scarpe Bigioni continuano ad avere il loro mercato in Russia e nel paesi dell’ex Csi. Piace lo stivale da donna, anche in Canada e nel nord Europa”. Le commesse arrivano, a Montegranaro si pianifica la produzione che poi viene affidata esternamente. “Mi manca la manovia, l’ammetto. Del resto ci sono cresciuto, ma il passato non era replicabile. Ogni tanto vado al sera nelle aziende che  lavorano per noi. Il nostro obiettivo è tenere vivo il marchio di famiglia che soprattutto in Russia e in Ucraina è un brand. Questo ci dà forza e ci spinge a continuare. Ci sono 30 anni di presenza in mercati che non ci hanno mai fatto mancare ordini e supporto, questo perché non abbiamo mai abbassato la qualità del prodotto e della logistica”.

L’azienda Bigioni quindi è viva e vegeta: “Non siamo una commerciale pura, siamo produttivi. Ancora compro le pelli, seleziono i materiali, faccio le forme e ricerco i fondi. Poi la scarpa va nelle amni dei nostri artigiani che le rendono una Dino Bigioni” concludono fratello e sorella.

Raffaele Vitali

Raffaele Vitali - via Leopardi 10 - 61121 Pesaro (PU) - Cod.Fisc VTLRFL77B02L500Y - Testata giornalistica, aut. Trib.Fermo n.04/2010 del 05/08/2010
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