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Micam e Lineapelle, il bicchiere è mezzo pieno. Fenni: "Da Eni a Fendi, messaggio al territorio: qui lavorano i migliori"

24 Settembre 2021

FERMO – Nel giro di pochi giorni si sono chiusi Micam e Lineapelle. Due momenti chiave per il distretto fermano maceratese. Fiere tornate in presenza, con buyer e visitatori. Fiere che hanno fatto dire a tutti ‘meglio delle aspettative’. E da qui parte Valentino Fenni: “Se vogliamo affrontare al meglio l’oggi e il domani, dobbiamo anche smettere di fare paragoni impropri. Il 2021 è una specie di anno zero, perché il 2020 non è esistito. Quindi ogni segno più va letto per quello che è, ovvero qualcosa di positivo”.

Entrando nel merito, il presidente dei calzaturieri parla di “speranza”. Anche se a parlare, da sempre dopo le due fiere, sono gli ordini: “Tre giorni intensi, un nuovo format che piace e che insieme ad Assocalzaturifici miglioreremo. I buyer si sono mostrati interessati, hanno ordinato e questo non era scontato. E parliamo di collezioni primavera-estate, tradizionalmente meno impattanti sui fatturati rispetto a quelle che presenteremo a febbraio”.

Le due fiere hanno chiuso entrambe con il sorriso. oltre 1300 espositori. Da un lato il meglio delle calzature, dall’altro la conferma che il regno dei pellettieri è “the best place to be” per la ricerca di materiali destinati all’industria manifatturiera della moda, dell’accessorio, del design, dell’automotive.

Tecnologia è una delle parole che è emersa. Anche per i suggerimenti che il rettore della Politecnica di Ancona ha regalato dal palco della Fashion Square. “La tecnologia predittiva, che potrà aiutare le aziende, se ben indirizzata sarà il futuro e permetterà di pianificare al meglio campagne e linee, riducendo così costi attualmente molto elevati. Ma la realtà al momento però è ancora nelle mani e nelle menti dei singoli imprenditori. Che sono bravi, spesso dimentichiamo di ricordarlo. Poi arriva qualcuno da fuori e tutti se ne accorgono. Penso a due buone notizie nel giro di pochi giorni”.

Il riferimento di Fenni è a Fendi, brand del gruppo Lvmh, e Finproject, la società guidata d Maurizio Vecchiola, acquisita dall’Eni. “Il piano di sviluppo di Fendi è importante, dialogheremo con il Ceo, suggerendo di creare una filiera, di cui tanto parliamo, facendo lavorare direttamente piccole realtà produttive, che hanno già know how e strutture, sotto il suo brand”.

Nella mossa di Versalis, la società chimica di Eni, Fenni vede invece un messaggio ai giovani: “Questo significa che le Marche, e il nostro distretto, ora sono inserite nell’azienda di riferimento nazionale nel mondo. Posti di lavoro garantiti e soprattutto possibilità di ricerca e sviluppo senza pari, che porterà benefici al sistema imprenditoriale. Del resto, grazie al lavoro di Vecchiola e della sua squadra, Finproject è uno dei massimi produttori di suole ultraleggere mondiali, e un obiettivo di lavoro per giovani che troppo spesso pensano di dover per forza arrivare a Milano per sentirsi parte del mondo”.

Guardare al bicchiere mezzo pieno, quindi, sapendo che ci sarà da lottare. Con una consapevolezza in più, quella che il governo ha acceso un faro sulle Marche. la riprova dal ministro Giorgetti che a Milano ha ribadito la necessità di infrastrutture e che si può rivedere la politica degli sgravi contributivi che vale per il sud d’Italia. “Dovremo ora essere bravi a parlare con una voce sola e forte per non far cadere le aperture nel vuoto”.

r.vit.

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