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Metrotramvia, lo studio c'é: costa 10 milioni al km, ciclabile vicino ai binari. "Si può fare in tre blocchi"

13 Dicembre 2025

FERMO – Adesso tocca alla politica dire se per il Fermano c’è un futuro infrastrutturale con la metrotramvia. Perché le associazioni di categoria, supportate da Provincia, Regione e Fondazione Carifermo, uno studio preliminare e approfondito sulla scrivania di chi ha la possibilità di decidere lo ha fornito.

Sono tre le fasi operative: Porto San Giorgio-Fermo-Campiglione (connessione strategica per il nuovo Ospedale), Campiglione di Fermo-Servigliano e Servigliano-Amandola. “Una realizzazione dell'infrastruttura metrotranviaria è modulare, consentendo l'attivazione della sola prima tratta, più remunerativa e con maggior densità abitativa, prevedendo l’aggiunta della seconda, comunque fondamentale e di facile realizzazione, o raggiungendo l'intera estensione (terza tratta), più complessa, in funzione della copertura finanziaria” spiegano i membri del comitato promotore.

Si parla anche in maniera chiara di costi: u minimo di 10 milioni e un massimo di 20 per ogni chilometro di metrotramvia. “Cifra che include l'infrastruttura principale, tutti i servizi tecnici connessi (progettazione, impianti, sicurezza, ecc.) e la realizzazione della ciclovia associata”. Sembrano tanti? “Bisogna a considerare che un investimento di  questo tipo è più efficiente rispetto ai costi spesso significativamente superiori che si sostengono per la costruzione di strade e autostrade tradizionali”.

Piace lo studio. “Un progetto di grande valore sociale, culturale, economico, turistico e ambientale, che contribuirà al rilancio delle zone interne dell’Appennino colpite dal terremoto del 2016” aggiungono supportati dalle cento persone in sala durante la presentazione.

Hanno già deliberato a favore dell’infrastruttura ben 31 comuni (24 della provincia di Fermo, 5 della provincia di Macerata e 2 della provincia di Ascoli Piceno). Si sono detti favorevoli, e non è un dettaglio, il presidente del Parco nazionale dei Monti Sibillini, l’Unione Montana dei Monti Azzurri, gli Ordini degli Ingegneri e degli Architetti della Provincia di Fermo, i Collegi provinciali dei Geometri e dei Periti Industriali.

Molto interessati sono i sindaci, che in fatti non sono voluti mancare. In prima fila c’erano Valerio Vesprini di Porto S. Giorgio, Fabrizio Vergari di S. Vittoria in Matenano, Marco Rotoni di Servigliano, Alberto Antognozzi di Grottazzolina, Adolfo Marinangeli di Amandola, Giuliana Sestili per Monsampietro Morico.

Per tutti un convinzione: “L'opera, oltre a soddisfare le esigenze di rilancio delle valli del Tenna, dell'Aso, dell'Ete e delle aree interne, potrà apportare notevoli benefici anche ai comuni limitrofi delle province di Macerata e di Ascoli Piceno, per una nuova mobilità secondo le esigenze della transizione ecologica. Questa moderna infrastruttura, utile ai pendolari (studenti e lavoratori), sarà strategica per il turismo internazionale dei prossimi decenni” proseguono Italia Nostra, Centro Studi e Ricerche G. B. Carducci, CNA e Legambiente del Fermano.

La nuova sfida ora è intercettare i fondi, il professor Gianluigi Mondaini, direttore del D.I.C.E.A. (Dipartimento Ingegneria Civile, Edile, Architettura) della Politecnica ha trasformato dei sogni in possibili cantieri. Alla politica dire se resteranno sogni.

Raffaele Vitali - via Leopardi 10 - 61121 Pesaro (PU) - Cod.Fisc VTLRFL77B02L500Y - Testata giornalistica, aut. Trib.Fermo n.04/2010 del 05/08/2010
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