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Maturati e vaccinati, che il futuro abbia inizio. Fiori, applausi e abbracci fuori dalle scuole

16 Giugno 2021

di Francesca Pasquali

FERMO - Agitazione e sollievo, facce tese e sorrisi, applausi e mazzi di fiori. È un mix di emozioni il primo giorno degli esami di maturità. E, che le prove siano quattro o una (come quest’anno e lo scorso), per i ragazzi, cambia poco.

Nelle Marche sono quasi 14mila i maturandi, la maggior parte di scuole statali, poco meno di mille dalle paritarie. Per loro, 358 commissioni, tutte composte da professori della scuola, tranne un membro esterno. I maturandi vaccinati alla fine sono poco più del 65%, “un risultato straordinario” per l’assessore Filippo Saltamartini.

A Fermo, erano da poco passate le 8 quando, stamattina, i primi si sono seduti davanti alle commissioni. Fuori, ad aspettarli, i compagni di classe. Quelli di Camilla Cameli, appena è uscita dal Liceo delle scienze umane, l’hanno accolta con dei fiori colorati. E tante domande per sapere che li aspetterà. Lei racconta che l’esame è volato via. Che non s’è quasi accorta del tempo che passava. Tranne alla fine, quando le domande dei professori arrivavano una dopo l’altra. «Sono soddisfatta. Sono stati gli ultimi minuti in questa scuola in cui ho trascorso cinque anni» dice, elegante, in un completo bianco.

Sulle scalette del biennio dell’Iti alcune ragazze ripassano a testa bassa. Dalla porta d’ingresso, esce Leonardo Cocci. Pure lui viene bloccato dai compagni che vogliono sapere com’è davvero questo esame tante discusso. Fatto di una sola prova. Che parte da un elaborato dei ragazzi, che poi devono collegare le varie materie. E che è solo orale. Cosa che all’ex studente di Conduzione del mezzo navale non è dispiaciuto. Anzi. «Sono arrivato preparato e poi, all’orale, riesco a esprimermi meglio», spiega. In aula è voluto entrare da solo «per concentrarmi meglio e non avere distrazioni».

È partito da Dior il colloquio di Anna Piergentili dell’Ipsia “Ricci”, indirizzo Moda. Poi, via con i collegamenti. «Poteva andare meglio. Alla fine, me la sono cavata. Me l’aspettavo più tranquillo, ma non più facile», racconta la ragazza che quando s’è seduta davanti alla commissione era parecchio agitata. Poi, pian piano, si è calmata. «È più l’idea a spaventare che l’esame vero e proprio», spiega e sorride al fidanzato che l’ha accompagnata per farle coraggio.

La mamma di Michela Rutili all’esame della figlia avrebbe voluto assistere. Ma, alla fine, non se l’è sentita ed è rimasta fuori. «Aveva paura di emozionarsi», racconta la ragazza, appena uscita dal portone del Liceo classico “Caro”. «È andata. Adesso comincia l’estate», dice. Dell’esame, spiega, l’è piaciuto soprattutto l’elaborato, «perché ho avuto modo di esprimere la mia persona».

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