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Marche, regione al plurale. Il procuratore: "Siamo terra di mafie, ognuna col suo spazio"

1 Febbraio 2020

di Raffaele Vitali

FERMO - Sergio Sottani non spreca parole. Il procuratore generale della corte di Appello è un tipo diretto. “Rimane alta l'attenzione sul fenomeno della criminalità organizzata di stampo mafioso i cui procedimenti sono aumentati. Non vengono segnalate nelle Marche - rileva Sottani - associazioni qualificabili come espressive di 'mafie etniche’ ma si sono inseriti, in maniera progressivamente più penetrante, gruppi criminali di matrice etnica che, agevolati dall'assenza di un capillare controllo territoriale da parte di organizzazioni criminali mafiose autoctone, sono riusciti a ritagliarsi il proprio spazio nei settore del traffico di stupefacenti, di reati contro il patrimonio, dello sfruttamento della prostituzione, del traffico di esseri umani e dell'immigrazione clandestina”.

Massima attenzione, quindi anche se restano stabili i reati commessi nel 2019. Ma desta preoccupazione il numero di quelli legati al traffico di sostanze stupefacenti, alla prevenzione degli infortuni sul lavoro, ai furti, all'informatica e quelli legati a fenomeni corruttivi commessi da pubblici ufficiali. “L'anno che si è appena concluso – sottolinea il procuratore inaugurando l’Anno giudiziario -  è andato meglio rispetto al 2018, l'anno terribile con le vicende di Macerata, Corinaldo e Pesaro”. Ma la guardia resta alta. “Non c’è motivo per essere allarmati perché la criminalità non è aumentata- dice Sottani affiancato dal presidente della Corte d'Appello Luigi Catelli- ma i numeri relativi ai reati legati al traffico di stupefacenti e ai furti in abitazione (3.498 procedimenti nello scorso anno giudiziario) sono alti.

Spicca l'aumento dei reati di violenza di genere a danno delle donne balzato a +42% e gli omicidi tentati con vittime di sesso femminile che registrano +167%. Tra le forme di criminalità rimane alta l'attenzione a quella organizzata di stampo mafioso i cui procedimenti sono aumentati. “Non c'è un radicamento nel territorio - ha precisato il procuratore generale -, ma la regione rappresenta un terreno fertile per il riciclaggio”. Un fenomeno questo ultimo riscontrabile anche in nuovi reati informatici, che trova spazio e nei canali dei social e l'utilizzo dei bitcoin, la moneta virtuale. Attenzione alta anche sulla criminalità etnica di albanesi e nigeriani per il traffico di droga e lo sfruttamento della prostituzione. Anche la Procura generale sottolinea la carenza del personale amministrativo che riguarda anche la distrettuale di Ancona con percentuali di scoperto pari al 25% per la prima e 31,37% per la seconda.

 Tra luglio 2018 e giugno 2019 nelle Marche sono stati accertati 500 reati contro l'ambiente e, a fronte di 55.000 controlli, sono stati contestati 2.179 illeciti amministrativi per un importo sanzionato di 1,9 milioni di euro.

Sia Sottani che Luigi Catelli, presidente della Corte di Appello, hanno sottolineato le carenze organiche relative soprattutto al personale amministrativo: le situazioni più gravi riguardano la Procura generale di Ancona e la Procura distrettuale di Ancona che presentano una scopertura rispettivamente del 25% e del 31,37%. Segnalata anche la carenza di magistrati alla Procura dei minori. È stata poi ricordata la richiesta al ministero della Giustizia di verificare la possibilità di realizzare una cittadella giudiziaria capace di ospitare tutti gli uffici giudiziari del circondario di Ancona. Infine è stato annunciato l'arrivo nelle Marche di 24 operatori giudiziari di cui 4 saranno per Ancona.

I DATI

impennata di procedimenti iscritti per il reato di corruzione (+38%; da 16 a 22 casi) e, parallelamente, anche per quello associazione di stampo mafioso (+67%; da 3 a 5). Per numero di reati fanno la parte del leone i furti, in aumento del 14% (9.088 rispetto a 8.003). Nel complesso i reati contro la pubblica amministrazione sono calati (-13%; da 1.649 a 1.437): in diminuzione i casi di concussione (-67%; da 12 a 4) mentre crescono quelli di peculato (+20%; da 108 a 130).

Tra i delitti, un altro trend è preoccupante, quello delle violenze di genere (violenza sessuale, maltrattamenti e atti persecutori; da 1.460 a 1.679, +42%) sfociate anche in tentati omicidi nei confronti di donne (+167% e 8 casi; +18% ai danni di uomini, 20 casi). In calo nel dettaglio i procedimenti per stalking (-18%; da 614 a 506). Gli omicidi volontari in generale sono stati 16 contro i 14 del periodo precedente (+14%).

Raffaele Vitali

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