
MONTEGIORGIO - Visione macro e azione micro, perché se non si parte dalla base non si cresce. In Italia, come spiega l’Unicef, il 37% dei bambini e giovani è esposto a messaggi di odio e oltre il 34% è esposto a immagini cruente e violente. Stando all’Unicef, il 14,3% dei bambini ha subito frequenti episodi di bullismo. “Le offese ripetute attivano le stesse aree cerebrali coinvolte nel pericolo e nel dolore. Ogni parola lascia una traccia. Sta a te decidere quale” spiega l’Unicef.
Che poi aggiunge con il suo presidente Nicola Graziano: “I bambini che subiscono bullismo e abusi online presentano livelli significativamente più alti di ansia, pensieri suicidari e comportamenti autolesionistici. Il bullismo e il cyberbullismo sono esperienze che possono lasciare segni profondi su bambini e adolescenti compromettendo la loro crescita e le relazioni. Per proteggere la salute mentale dei giovani e degli adolescenti sono necessarie soluzioni concentrate sulla prevenzione del bullismo e degli abusi online e sulla riduzione dell’esposizione a contenuti dannosi”.
Tra le soluzioni, l’Unicef sta lavorando con gli psicologi, con cui è stata stilata una guida, nel Fermano invece Elvinia Minnoni, consigliera comunale di Montegiorgio e avvocata, ha individuato il Bullizzometro. Un progetto che crea una rete di azione fondamentale per fermare la violenza.
Al chiostro di Sant’Agostino si sono ritrovai genitori, associazioni, amministratori e docenti. “Parliamo – ha ricordato Minnoni – di un progetto educativo calibrato già all’età delle scuole elementari. È lì che inizia un percorso di ascolto ed educazione per prevenire i fenomeni”.
Gli interventi tecnici sono stai affidati a Ilenia Salvatori, pedagogista che ha spiegato come riconoscere bullismo e cyberbullismo ed è entrata nel merito dei ruoli del bullo e della vittima, e alla dottoressa Lara Menghini, educatrice fondatrice di Coop24, che ha puntato sulle emozioni come strumento di difesa. Entrambe hanno ribadito che “riconoscere un atto di bullismo è il primo passo verso la prevenzione”.
Se si arriva purtroppo alla violenza, entrano in gioco anche altre figure, tra cui le forze dell’ordine. Per questo è intervenuto il tenente Fabio Fabrizi, comandante della compagnia carabinieri di Montegiorgio, che ha parlato degli effetti del bullismo e ha anche fatto riflettere sul danno che fanno quelli che restano a guardare durante gli episodi di bullismo.
Entusiasta del percorso legato al Bullizzometro nelle scuole di Montegiorgio, visto che lo strumento è nato proprio all’interno dell’Arma: “Parliamo di una serie di domande che rappresentano "situazioni tipo" poste in ordine crescente per gravità, sono un "termometro" per misurare il livello di bullismo al quale si è esposti. Uno strumento pratico e immediato che aiuta i ragazzi a prendere coscienza di ciò che stanno vivendo, ma che soprattutto indica loro a chi rivolgersi per avere aiuto” ha aggiunto il comandante.
Importante la voce della scuola, con la professoressa Antonella Beleggia, che dell’Isc Cestoni è referente per bullismo e cyberbullismo: “Bisogna trovare il modo di aiutare i bulli intercettandone i disagi che sono alla base del loro agire” ha ricordato.
La prof ha stimolato l’intervento anche da alcuni giovani, tra cui Stefania Pende: “Se ci fosse stato il Bullizzometro quando eravamo a scuola, forse in tanti avremmo vissuto meglio il periodo. È importante l’ascolto, i giovani hanno bisogno di riferimenti e stimoli”.
Riferimento resta la Misericordia di Montegiorgio, che ai giovani offre opportunità di volontariato che creano comunità e relazioni: “I genitori di un ragazzo vittima di bullismo come devono relazionarsi con lui? Quali sono le parole da utilizzare per un dialogo costruttivo e d'aiuto?”. Son queste alcune delle domande che sono rimaste sul tavolo e che saranno al centro di un futuro incontro su cui sta già lavorando la dinamica consigliera montegiorgese.
“Ci rivediamo il 3 marzo, vogliamo che la comunità sia sempre più coinvolta e partecipe per evitare che i giovani cadano in stai di ansia, isolamento emotivo, bassa autostima, difficoltà di fidarsi, per citare alcuni dei sintomi più comuni che l’Unicef continua a denunciare” la chiosa di Elvinia Minnoni che ha trovato nel Comune di Montegiorgio guidato da Michele Ortenzi un compgno di viaggio.
@raffaelevitali
