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Longhi, Ceriscioli e Acquaroli: la sfida dell'economia. "Il limite? Marche, imprese piccole e tradizionali"

21 Febbraio 2020

FERMO – Un sistema manifatturiero legato per il 41% ai settori tradizionali contro il 14% dell’Emilia Romagna. Ecco uno dei dati chiave della ricerca Nomisma sui cui si sono confrontati Luca Ceriscioli, Sauro Longhi e Francesco Acquaroli. Una prima volta per i tre ‘papabili’ alla guida della Regione Marche. Il secondo dato su cui riflettere è che solo il 15% delle persone lavora in grandi aziende, contor il 27% dell'Emilia Romagna e il 24 dell'Italia.

“Ho idee da mettere in campo, bisogna fare meglio degli ultimi cinque anni, bisogna essere più incisivi, più veloci, capaci di mettere energia nelle situazioni” sottolinea Sauro Longhi intervenendo durante il convegno organizzato dalla Fondazione Merloni su ‘Azioni di policy per il rilancio del sistema produttivo nelle Marche’.

“In questi cinque anni passati c'è stato anche un terremoto, non ce lo dimentichiamo, ci sono stati tantissimi problemi. Dunque, i risultati sono stati ottenuti. Ora aggiungiamo energia, giovinezza speranza, forza e determinazione e sicuramente potremmo incrementare le azioni che sono state avviate dalla precedente amministrazione, magari in questi cinque anni portarle a compimento e soprattutto individuarne tante altre perché c'è bisogno di credere nel futuro”.

Parole con un po’ di miele per il presidente Luca Ceriscioli: “Cinque anni fa l'Emilia-Romagna era sopra di noi di un paio di punti. Oggi lo è ancora ma abbiamo tenuto la stessa tendenza. Il punto di partenza non era lo stesso dell'Emilia-Romagna, i problemi avuti in questi cinque anni sono stati diversi ed avremo anche tempi diversi per arrivare alla stessa situazione" ribadisce il presidente in carica che ha snocciolato i numeri a lui cari, una serie di dati relativi al Pil regionale, cresciuto dell'1,84% nel 2017 e del 3,05% nel 2018, ai consumi interni delle famiglie, che crescono dello 0,61%, all'export, che invece nel 2018 subisce un calo dello 0,9% rispetto al 2017.

L'occupazione nel 2018 è aumentata del 2,5% (64,7%) e, al contempo, la disoccupazione è diminuita del 2,5% (8,1%). A crescere infine è la spesa in Ricerca e Sviluppo (la percentuale sul Pil era dello 0,8% nel 2015 ed è invece dell'1,1% nel 2017) anche se rimane al di sotto delle regioni del Centro Nord. "Tra noi e l’Emilia non ci sono radicali differenzi sui macrotemi sui quali investire come Regione per sostenere le imprese: migrazione verso il digitale, innovazione, internazionalizzazione ed industria 4.0. e poi ci sono i fondi stanziati: 108 milioni in competitività/sostegno credito/nuove imprese/internazionalizzazione e 99 milioni in Sviluppo.

E Francesco Acquaroli che pensa della sua regione? “Abbiamo possibili ricette economiche per far uscire definitivamente le Marche dalla crisi economica. Le Marche possono tornare a essere collegate al sistema Nord-Est-Centro che le vedeva protagoniste e che oggi vede guardare più al Sud con imprese che lavorano sui mercati in maniera più disgregata. Io penso che le imprese sono pronte ma occorre lavorare insieme al sistema universitario e al sistema di formazione delle scuole. È fondamentale avere una visione che ci veda muovere tutti insieme. Di certo va ridotta l'Irap e bisogna pensare a bandi più semplici per Pmi".

Raffaele Vitali

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