
FERMO – Due anni di lavori per ridare al territorio una scuola superiore ancora più moderna ed efficiente agli studenti del futuro, che siano geometri, esperti di turismo o altro, sono tante le specializzazioni che garantisce l’Itet Carducci Galilei di Fermo.
I rumors attorno a una perdita di tre milioni di euro di finanziamento, ha spinto il vicepresidente della Provincia, Giorgio Marcotulli, e il commissario alla ricostruzione post sisma, Guido Castelli, a fornire importanti chiarimenti
Il Pnrr non avrebbe garantito tempistiche adatte peer la realizzazione dei lavori e così si è presa una strada alternativa, resa possibile dalla perfetta intesa con l’ufficio ricostruzione. “Gli atti approvati e il parere favorevole sulla congruità economica della perizia di variante, insieme alla decisione della cabina di regia sisma di incrementare le risorse disponibili, certificano infatti un risultato preciso: l’opera sarà realizzata integralmente e con una copertura finanziaria rafforzata. L’importo complessivo dell’intervento sale a oltre 5,3 milioni di euro, grazie a un incremento di 3.237.276 euro a valere sui fondi della ricostruzione post-sisma 2016” spiega Marcotulli.
Fin dall’avvio del progetto la Provincia ha rispettato le scadenze previste, assicurando l’apertura del cantiere. Tuttavia, nel corso dei lavori sono emerse criticità tecniche da richiedere un aggiornamento progettuale e una revisione del quadro economico, incompatibili con i tempi stringenti imposti dal Pnrr. Da qui la decisione di rinunciare a quei fondi, puntando su una soluzione alternativa che garantisse continuità e realizzazione dell’opera.
“Una scelta responsabile” ribadisce l’amministrazione provinciale, che ha consentito di evitare il blocco dei lavori e di assicurare la piena copertura economica attraverso i fondi sisma. “Il risultato - sottolinea l’ente - è la continuità del cantiere e la priorità assoluta alla sicurezza dell’edificio scolastico. Abbiamo scelto la strada più seria: garantire la realizzazione dell’opera” ha ripreso il presidente della Provincia, Michele Ortenzi.

L’intervento riguarda il completamento delle opere necessarie a rendere l’edificio pienamente sicuro e agibile, con attenzione alla qualità strutturale e alla continuità didattica. Un passaggio significativo nell’ambito della ricostruzione post-sisma, che punta non solo alla messa in sicurezza, ma anche al rafforzamento del ruolo della scuola come presidio sociale.
A sottolinearlo è anche il Commissario straordinario alla ricostruzione, Guido Castelli, che evidenzia l’impegno nel garantire edifici scolastici “sicuri, moderni e accessibili, fondamentali per la vita delle comunità e per contrastare lo spopolamento”.
Alla luce dei nuovi sviluppi, il confronto politico lascia spazio ai dati: nessuna perdita di risorse, ma una rimodulazione che consente di portare a termine un intervento strategico per il territorio e per gli studenti. “Non mancheranno i disagi, è evidente. Alcune classi, una decina, saranno spostate al Fermo Forum, al posto delle attuali occupate dagli alunni dello Scientifico che faranno rientro in sede. Questo per circa due anni, che è il tempo previsto per completare i lavori” conclude Marcotulli.
r.vit.
