
FERMO – Non basta l’impegno preso dall'assessore Paolo Calcinaro di garantire visite anche nei fine settimana, “nelle Marche sempre più cittadini raccontano la stessa esperienza: si rivolgono al Cup per prenotare una visita specialistica o un esame diagnostico e si sentono rispondere che non c'è disponibilità per mesi, a volte addirittura per un anno”.
Ad attaccare è la capogruppo in consiglio regionale del M5s Marta Ruggeri che ha presentato una mozione in Consiglio regionale, sottoscritta anche dal resto dell'opposizione, che chiede alla Giunta “tre azioni concrete: garantire l'effettiva applicazione del cosiddetto 'percorso di tutela’, informare i cittadini sui loro diritti e intervenire in modo strutturale sul problema delle liste d'attesa”.
Al momento, per i cittadini ci sono solo due strade: “Pagare privatamente oppure rinunciare a curarsi, come avviene purtroppo per il 10% dei marchigiani. «Le liste d'attesa - rimarca - rappresentano oggi una delle principali emergenze della sanità marchigiana e richiedono risposte rapide, trasparenti e concrete.
Eppure la normativa è chiara. “Se il sistema sanitario pubblico non riesce a garantire una prestazione nei tempi previsti dalla prescrizione medica, la prestazione deve comunque essere assicurata anche in regime di intramoenia o presso strutture private accreditate, pagando soltanto il ticket. Lo stabilisce l'articolo 3 del Decreto Legislativo 29 aprile 1998 n. 124, disposizione recepita anche dalla Regione Marche. Il problema è che questo diritto, - conclude Ruggeri - troppo spesso, resta solo sulla carta. Il punto è politico prima ancora che organizzativo”.
