
di Raffaele Vitali
FERMO - “Buongiorno, la chiamavo perché mi piacerebbe riflettere sulla mia candidatura”. Si presenta così Andrea Diprè, neo candidato sindaco a Fermo. Quando è uscito il suo nome, i social sono letteralmente esplosi, tra interazioni, visualizzazioni, commenti. Stupore, ironia, aspettative, un po’ di tutto.
Ma c’è un punto che andava subito chiarito. E da qui è iniziato il dialogo con Diprè, classe 1974, laurea in Legge, appassionato d’arte, di fede e, racconta la sua storia, di eccessi e belle donne. Per molti è il re del trash, per altri il genio che ha anticipato i tempi tra Youtube e social, guadagnandosi a inizio millennio un posto in tv. Di certo un nome che fa rumore.
Andrea Diprè, ma perché ha deciso di candidarsi proprio a Fermo?
“Ho legami diretti con la città, da anni. Sia parenti sia conoscenze personali, ma soprattutto rapporti costruiti nel tempo a livello lavorativo”.
Quindi conosce la città?
“La mia non è una candidatura calata dall’alto, ma nasce da un rapporto reale con il territorio”.
E quindi?
“Serve il mio impegno. Sono stato recentemente nelle Marche e nel Fermano. È evidente il potenziale enorme e inespresso del territorio. Le Marche sono un unicum, non è un caso lo slogan ‘Marche bellezza infinita’. Avete storia, cultura, mare e montagna, tutto in pochi chilometri. Si aggiunge una qualità della vita che in pochi possono permettersi. Ma nessuno conosce le Marche davvero. Ed è per questo che mi sono mosso. Perché Fermo ha bisogno di uscire dallo stato mentale fermo in cui si trova”.
Vede una Fermo immobile?
“E’ letteralmente bloccato da anni, direi da tre decenni. Perché lo schema mentale non cambia e il potere è in mano alle stesse facce a Fermo, il provincialismo più bieco e la quintessenza del bigottismo, e vengo dal Trentino quindi me ne intendo. Hanno escluso i migliori dal gioco politico, lasciando spazio sempre alle stesse logiche e agli stessi blocchi. Qui non si governa per il bene collettivo o per una visione, si gestisce per appartenenza. E queste dinamiche, conoscendole, le voglio rompere”.
Torniamo a Fermo, legame familiari a pate cosa la spinge a candidarsi?
“Ho lavorato per anni a Fermo per la creazione dei miei contenuti artistici e sociali. Conosco le case, sono entrato bene nelle teste degli abitanti di Fermo e ho visto da vicino come funziona la città. E soprattutto ho visto cosa non funziona. Insomma, ho visto il potenziale enorme sprecato. Perché Fermo è stupenda, dal punto di vista artistico”.
Quale è il suo obiettivo?
“Entrare in città e rompere tutto. Voglio smontare il sistema. Fermo non è solo una città, è l’occasione di dimostrare che quando liberi un territorio dalle catene mentali può diventare ricco, visibile e centrale può diventare una bellezza infinita. E io sono qui per questo”.
Come pensa di trovare candidati creare le liste?
“In queste ore stiamo costituendo la squadra per raccogliere le firme e lanciare le liste. L’interesse è stato immediato. Ho ricevuto 4mila messaggi di adesione in poche ore, nel giorno di Pasqua. Questo significa che c’è voglia di partecipazione”.
Quando sarà a Fermo? “Arriverò a brevissimo, devo incontrare persone, strutturare le liste e avviare operativamente il progetto. Quindi, a presto”. (foto da ilriformista.it)
