
FERMO – Tradizione e innovazione si sono incontrati al Fermo Forum, dove l’ABC Fashion Event, ideata dall'imprenditore e vicepresidente di Assocalzaturifici Valentino Fenni, si conferma non solo una fiera di settore, ma un vero laboratorio di idee per il distretto calzaturiero fermano-maceratese. Un appuntamento che ha messo a confronto imprenditori storici e nuove generazioni, chiamati insieme a ridisegnare il futuro di uno dei comparti simbolo del Made in Italy.
A raccontare lo stato di salute del settore è Germano Ercoli, patron di Eurosuole. "Stiamo attraversando una fase congiunturale difficile a causa della guerra – sottolinea – e mi auguro che possa terminare presto, altrimenti rischia di condizionare pesantemente il nostro lavoro».
Le criticità si riflettono soprattutto sulla filiera: «Abbiamo scorte che nel breve periodo ci tranquillizzano, ma i tempi di approvvigionamento si sono allungati in modo preoccupante: da 30 giorni siamo passati anche a dodici settimane. Se saremo costretti ad aumentare i prezzi, il rischio è aggravare ulteriormente la crisi del comparto calzaturiero».
Difficoltà evidenti, ma il distretto continua a dimostrare vitalità. Lo conferma Graziano Mazza, alla guida di Premiata: «Siamo arrivati alla quinta generazione e abbiamo trasformato l’artigianalità, che ha reso grande l’Italia, in un valore competitivo anche nel segmento delle sneakers». L’azienda guarda avanti con nuovi investimenti: «Stiamo ampliando la produzione verso il total look, includendo abbigliamento e accessori, e stiamo realizzando una nuova sede nel Fermano».


Accanto alle imprese storiche cresce una nuova generazione di imprenditori. È il caso di Umberto Ciucani, che ha riportato in azienda competenze maturate all’estero: «Siamo partiti come laboratorio e continuiamo a esserlo nello spirito. Oggi siamo un catalizzatore di conoscenze: sviluppiamo internamente innovazione e ricerca, puntando su una meccanica di precisione che ci consente di realizzare calzature interamente prodotte nel territorio».
Innovazione che passa anche dalla sostenibilità. Francesco Cognigni racconta il progetto “Charlie”: «La nostra scarpa sostenibile è stata selezionata tra i progetti della Call for Start-up di Ecomondo 2025. È un riconoscimento importante che conferma la validità del nostro impegno nell’economia circolare».
Tra i temi centrali emersi durante l’evento c’è anche il riconoscimento IGP per la calzatura Made in Fermo e Macerata, considerato un passaggio strategico per il rilancio del distretto. «La Regione Marche, insieme alla Camera di Commercio, sostiene le imprese con voucher per la partecipazione alle fiere e strumenti finanziari dedicati», spiega l’assessore regionale allo sviluppo economico Giacomo Bugaro. «Il fondo da 60 milioni attivato con la BEI, con un intervento regionale di 5 milioni per abbattere i costi, è stato esaurito in soli 15 giorni e sarà rifinanziato».
Per Germano Craia, presidente del Consorzio Calzature Fermano Maceratese IGP, il valore dell’iniziativa è chiaro: «Non si tratta solo di valorizzare i singoli marchi, ma di riconoscere il territorio come un brand. Un modello simile a quello dello Champagne: il nome del luogo diventa sinonimo di qualità e identità». Il percorso, avviato a Monte Urano, coinvolge oggi l’intero distretto. «Dalla primavera presenteremo le domande per ottenere il riconoscimento», aggiunge affiancato dagli imprenditori Lorenzo Totò e Doriana Marini.
Sulla stessa linea Eleonora Ferracuti, consigliera provinciale con delega all’IGP: «È un progetto nato nel cuore del distretto e cresciuto fino a coinvolgere le province di Fermo e Macerata, a dimostrazione della sua forza».
A chiudere la giornata, la premiazione di Mattia, studente del Liceo del Made in Italy di Porto Sant’Elpidio, autore del logo della futura calzatura IGP: per lui un assegno da 400 euro. “Un segnale concreto di come il futuro del distretto passi anche dalla formazione e dal coinvolgimento delle nuove generazioni” ha commentato la consigliera regionale Milena Sebastiani.
Nuove generazioni che meritano attenzione anche dal mondo del credito, tema che è stato al centro del secondo talk di giornata con il consigliere regionale Andrea Putzu, ”con i vari strumenti regionali abbiamo stanziato 60milioni”, Ermanno Traini Direttore Generale Carifermo, “siamo qui dal 1958 e siamo vicini alla filiera”, e Paolo Mariani Direttore Generale Confidi UNI.CO, “c’è bisogno di credito, le banche non abbiamo troppa cautela”. Con loro Agostino Apolito Direttore Assomac, Francesca Orlandi presidente Linea, e Paolo Marzialetti, imprenditore del cappello.
