
RUVO DI PUGLIA – Primo posto sudato per la VL Pesaro che negli ultimi due minuti trova due giocate da americano di Felder. Non una grande partita quella dell’ex Cleveland, ma nel basket a volte i canestri si pesano e non si contano. E così, le sue due penetrazioni, quella dell’81-89 che sembrava chiudere il match, e soprattutto quella dell’88-91 a 40 secondi dalla fine sono state decisive.
Ruvo, allenata molto bene da Stefano Rajola, uno che la spiegava in campo come play e che sa leggere le partite anche da allenatore, Leka dovrà lavorare sull’attacco alla zona, ha avuto per due volte la palla del pareggio. Ma prima ha scelto i due punti sicuri, poi ha perso palla con il suo uomo migliore, Smith, a una manciata di secondi dalla fine.
Si complica la vita da sola Pesaro che per i primi due quarti era stata a dir poco bella. Alcune azioni da manuale, non a caso i primi venti minuti si chiudono con 14 assist. Alcuni canestri di Miniotas, dopo che quattro compagni hanno toccato palla, sono spettacoli che non si vedono neppure in A1 (32-43).
Poi, però, Pesaro si specchia, soffre i non tiri di Felder, che per fare canestro ha bisogno di caricarsi come una dinamo, vedi la penetrazione coast to coast dopo aver stoppato Ulaneo, un lungo fisico che ha fatto male dentro l’area. Ma male gli ha fatto anche Miniotas, che è stato poi dimenticato nel terzo quarto dai compagni. che per fortuna l’hanno ritrovato nel finale.
Ruvo resta in partita grazie alle giocate di fisico di Brooks, su cui nessuno è riuscito a difendere in casa biancorossa. Ha approfittato di qualche leggerezza, come la palla persa di Bertini a un minuto dalla fine che riapre il match. Ma soprattutto ha di nuovo messo in mostra le mancanze a rimbalzo dei biancorossi. In particolare dei piccoli.
Quando Musso, il vecchio ex che ha insegnato pallacanestro ai giovani pesaresi, ha raccolto un rimbalzo sull’83-89 sulla riga da tre punti, segnando poi ovviamente il canestro, tutti hanno cercato Bertini, il suo marcatore. Purtroppo era già vicino al ferro, aveva seguito il tiro e no l’uomo, peccato che la palla ha rimbalzato cinque metri indietro.
Sta di fatto, però, che Pesaro ha vinto una partita (perdendo gli ultimi ddue quarti) che conferma la difficoltà di ogni match in A2. Brindisi è stata schiacciata a Cremona, così ora in vetta ci sono solo VL e Rimini, che ha iniziato a macinare gioco e canestri.
A Leka resta il giusto tempo per festeggiare, poi si siederà con Baioni al monitor, rivedrà ogni giocata, darà qualche buffetto ai giovani e proseguirà il lavoro di psicanalisi su Felder, su cui la fiducia cresce, visto che è stato preferito a Maretto nei cinque minuti finali, diversamente dalla partita contro Milano. E vista la giocata chiave, seguita poi dalla freddezza ai liberi di Tambone, ha avuto ragione il coach italo-albanese. Finisce 90-95 con la squadra sotto lo spicchio di tifosi che hanno trasformato il palazzo pugliese in un piccolo catino pesarese. (foto Grifo Wines Ruvo di Puglia)
Raffaele VItali
