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L'economia non riparte. Schiavoni: "Chi lavora con l'estero è più esposto". Male la manifattura nelle Marche, crolla il settore moda

5 Novembre 2020

FERMO – Se il terzo trimestre ha sorriso all’economia italiana, non si può dire lo stesso per quella marchigiana. La produzione dell'industria manifatturiera nel terzo trimestre dell'anno, secondo i risultati dell'indagine condotta dal Centro studi 'Giuseppe Guzzini' di Confindustria Marche, in collaborazione con Ubi Banca, nel periodo luglio-settembre 2020 la produzione industriale ha registrato una flessione del 6,8%.

Tutti i comparti inclusi nell'indagine hanno registrato variazioni negative tranne che il legno e il mobile. "Il dato relativo al terzo trimestre - spiega il presidente di Confindustria Marche, Claudio Schiavoni- riflette l'impatto negativo che la pandemia ha ancora sui principali comparti dell'economia regionale nonostante alcuni settori abbiano registrato un relativo miglioramento rispetto ai mesi di lockdown”.

I provvedimenti governativi non lasciano nessuno indenne. L'andamento delle vendite in termini reali ha registrato una flessione del 5,6% rispetto allo stesso periodo del 2019 con un andamento negativo sia sul mercato interno (-3,7%) che sul mercato estero (-7,5%). "Il rallentamento interessa in maniera rilevante anche le imprese operanti sui mercati internazionali” conclude Schiavoni leggendo i dati dei livelli occupazionali che hanno registrato un sensibile calo (-1,2%) e, nello stesso periodo, delle ore di Cassa integrazione che sono decuplicate, rispetto al terzo trimestre 2019, passando da 2,4 milioni a 25 milioni circa. 

Guardando al settore moda, la fotografia nazionale, che si ripercuote sulle Marche, è ancora peggiore. Nel terzo trimestre del 2020 le aziende del settore registrano un calo del fatturato in media del -27,5% rispetto al 2019, in netta decelerazione rispetto al -36,2% del primo trimestre e al -39,0% del secondo, ma in significativa diminuzione rispetto all'andamento generale dell'economia italiana che ha visto il Pil rimbalzare del +16,1%

“E’ sempre più grave la crisi del settore del Tessile, Moda e Accessorio, oramai impotente di fronte a questa seconda ondata pandemica - commenta il presidente di Confindustria Moda, Cirillo Marcolin - Le aziende che compongono le nostre filiere sono generalmente piccole e medie imprese ed è quindi naturale che vengano più colpite rispetto alla media. Anche l'andamento del fatturato nel terzo trimestre conferma una debolezza più marcata rispetto ad altri settori, dovuta da una parte alla diminuzione del mercato domestico, e dall'altra alle grandi difficoltà nell'export, attività che storicamente ha aiutato tutto il Made in Italy”.

Stava illudendo il sistema la ripresa del mercato francese e tedesco, ma il lockdown scelto dalla cancelliera Merkel preoccupa ancora di più. “Per quanto riguarda l'export nei primi sette mesi dall'anno l'andamento dell'export dei settori rappresentati da Confindustria Moda ha ceduto il -26,4%, contro il -14,0% del settore manifatturiero nel suo complesso” conclude Marcolin.

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Raffaele Vitali - via Leopardi 10 - 61121 Pesaro (PU) - Cod.Fisc VTLRFL77B02L500Y - Testata giornalistica, aut. Trib.Fermo n.04/2010 del 05/08/2010
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