
*Benvenuto 2026. Non sarà facile diventare un buon anno, perché la base di partenza è paludosa. Situazione economica in negativo da una serie infinita di trimestri, tanto che si brinda quando un dato scende meno di quello precedente.
Quadro sociale a rischio, perché se le aziende chiudono, il lavoro crolla e le persone non hanno di che vivere. Da qui il rischio conti per i comuni, tutti hanno aggiunto risorse nei bilanci di previsione per il sociale e anche ai capitoli che vanno a coprire le mancate entrate da tributi.
Troppo spesso quando si parla della vita delle persone, si trascura l’economia. Ci fermiamo a parlare al bar delle scelte della politica sui temi sociali o, negli ultimi mesi, di politica estera, di quella pace che manca da troppo tempo in Europa e non solo.
Poi, però, è a casa, quando si apre il frigo o una busta lasciata dal postino, che ci si rende conto di cosa significhi la parola inflazione, del perché si parli tanto di adeguamento stipendi o rinnovo dei contratti. Che non è un privilegio, ma una necessità perché la partita Iva soffre, ma può avere alti e bassi, il contrattualizzato, senza adeguamenti, finisce per vedere davvero eroso il suo potere.
In questo contesto, la speranza del nuovo anno non si può spegnere. Per questo, ci sono alcune parole che devono diventare parte di atti, di azioni concrete a ogni livello. Quali? Ognuno ha la sua. Se chiedi al senatore Castelli, commissario alla Ricostruzione post sisma, utilizza responsabilità, che non deve mancare nei politici, ma neppure tra i cittadini.
Se a parlare è l’avvocata Elena Fabbri, l’esperta stimata da Bruno Vespa, diventa prevenzione. Perché il 2025 è stato anche l’anno dei troppi femminicidi, della donna ancora vessata dall’uomo, spesso compagno di vita che non si deve più giustificare utilizzando la parola raptus. C’è poi la sindacalista, la leader della Uil Claudia Mazzucchelli: difesa è la sua scelta. Difesa dei diritti, del lavoro, del futuro.
Tutte giuste le parole. Se per la Treccani quella che ha segnato l’anno è fiducia, qualcosa che si dà ma che si deve anche meritare, per vivere al meglio il 2026 da qualche parte bisogna pur partire: ascolto come base, gentilezza come obiettivo.
Una parola sottostimata, che ha però una caratteristica. Gentile è colui che di fronte alla debolezza dell’altro sceglie l’aiuto, esattamente l’opposto dell’egoista che della debolezza altrui fa la sua forza. Di questo abbiamo bisogno, relazioni sane, pur nelle naturali differenze. Che siano politiche, sociali, comiche o semplicemente fisiche.
*direttore www.laprovinciadifermo.com
