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Le panchine rosse che educano: Fermo le affida agli studenti dell'Artistico. "Ne metteremo una in ogni quartiere"

25 Novembre 2021

FERMO – Nella giornata contro la violenza sulle donne, Fermo presenta i suoi progetti ‘educativi’ e simbolici affidati all’assessora alle Pari Opportunità. “Primo supporto è stato il settore Cultura, perché il germe della violenza per estirparlo deve passare per la formazione” spiega l’assessora Micol Lanzidei. Entra così in campo Fum e la realizzazione delle panchine rosse all’interno di Fermo.

“Abbiamo così coinvolto la scuola, trovando nel liceo artistico Preziotti Licini il compagno di viaggio”. Sono quattro le panchine in quattro luoghi diversi: Torre di Palme, Duomo, piazzale di via Leti e una di fronte all’artistico. Ognuna manda un messaggio: violenza psicologica, la richiesta di aiuto, la multietnicità della violenza, il rompere le catene che limitano le donne.

“Vorremmo metterne una all’anno in un quartiere. Sono simboli fisici, che seminano consapevolezza. E sono un segno dell’impegno quotidiano” ribadisce Lanzidei. Ogni panchina ha il numero 1522 inserito nella targhetta che certifica l’approvazione degli Stati generali delle donne. Dietro tutto c’è Andrea Marsili, progettista di Fum che ha già permesso di abbellire il muro del terminal Dondero “e che spero sia solo un inizio per rendere unici i maxi parcheggi”.

Siria Rastelli è stata la prima artista coinvolta, con i suoi disegni è diventata partner di lavoro degli studenti. “Le panchine diventeranno parte del percorso di Fum, il viaggio tra i 18 murales in città”. La Rastelli chiarisce le scelte: “Ogni panchina ha un messaggio chiaro, veicolato in modo semplice poi dai ragazzi e dall’artista Paolo Bazzani”.

Per gli alunni parla Emanuele Beccarini: “Prima abbiamo modificato i bozzetti e ci siamo mesi all’opera. Importante dare il messaggio. Pennelli e vernici apposite da esterno. Fa effetto sapere che qualcosa di nostro è in città, un orgoglio”. Due gruppi di tre studenti, composti da Chiara Ferretti, Elisa Addazi, Giacomo Girotti Pucci, Ilaria Del Monaco, Giada Diomedi, sono entrati in azione, a coordinarli la professoressa Mignini: “Hanno saputo mettere del loro, migliorando i piccoli capolavoro di Siria. Hanno saputo trasferire le immagini sulle panchine, a loro va il mio grazie. Sono stati un orgoglio”.

Non solo panchine nel lavoro di Micol Lanzidei. Il 27, alle 18 alla Sala dei Ritratti, ci sarà uno spettacolo a tre voci dal titolo ‘Violenza tacita’, un racconto delle situazioni di violenza che vanno superate proprio parlando. “E poi l’urlo di penelope è stato affisso fuori dal comune, con tutti nomi delle vittime di femminicidi dal 2006 al 2020. Un urlo che restituisce voce al chi ha subito violenza e vuole stimolare a denunciare” prosegue l’assessora.

È pronto il regolamento per la commissione pari opportunità e politiche di genere, che colmerà così un vuoto che da troppo tempo caratterizza il capoluogo: “Andrà in Consiglio a dicembre e lo approveremo. Un lavoro lungo perché abbiamo dovuto modificare lo statuto su cui si è impegnato il dirigente Gianni della Casa”.

Per lasciare acceso un simbolo, con il Soroptimst è stato deciso di illuminare d’arancione la statua di San Savino fino al primo dicembre. Si sono concluse invece gli incontri patrocinati dalla Fondazione Opera Pia Don Ricci, mentre proseguono gli allenamenti alla parità di genere con il tempio di Bellona.

r.vit.

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