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"Le mie Olimpiadi". Giulia Cicchinè da Altidona a Tokyo: a 29 anni inviata per Eurosport

14 Luglio 2021

di Raffaele VItali

MARINA DI ALTIDONA – La Regione Marche alle Olimpiadi di Tokyo presenta 31 tra atleti e tecnici. Tutti ricevuti in Regione. Ma in realtà, c’è un’altra olimpionica che sabato salirà sul volo diretta in Giappone: Giulia Cicchinè. La 29enne di Marina di Altidona è una delle giornaliste che racconteranno le Olimpiadi, ogni giorno, dalle telecamere di Eurosport o meglio ancora di Discovery Plus. Approdata a Milano nel 2013, nel 2015 dopo periodi di stage ha ottenuto il primo contratto a Sport Italia, poi dal 2016 lo sbarco ad Eurosport dove si è guadagnata il suo spazio tra ciclismo e basket, due passioni diventate lavoro.

Giulia Cicchinè, solo a pronunciare la parola Olimpiade ci si emoziona. Lei di cosa si occuperà?

“Sono una reporter e mi occuperò di tutte le interviste post gara, ma anche dei collegamenti pre gara nel giorno delle competizioni. E poi, chiaramente, c’è tutto il colore, il racconto dell’atmosfera di Tokyo”.

Quale sarà la sua base di lavoro?

“Per me si apriranno le porte di Casa Italia. Siamo in dieci tra giornalisti, produttori e tecnici che Eurosport ha scelto di inviare. Considerate che se non ci fosse stata la pandemia saremmo stati in trenta. E per questo ho anche temuto che sarei potuta rimanere fuori dopo il rinvio”.

Si è chiesta perché hanno scelto proprio lei?

“Porto con me esperienza televisiva, sul campo, l’essere stata dentro un evento sportivo. Tanti nei 30 non avevano avuto magari questa esperienza, pur bravissimi sono più abituati allo studio. Dovendo scremare hanno puntato su chi già dava garanzie. Inviata, studio, gestione dei social, in questi anni ho mostrato di essere ibrida e versatile”.

Le riconoscono tutti grandi capacità, dall’inglese perfetto alla parlantina implacabile. Ma si allena in questo?

“Mi viene naturale. Ma faccio tanta pratica. E poi ho la fortuna di lavorare al fianco di Guido Bagatta, che è un modello e averlo vicino aiuta. Ho imparato ascoltando i miei capi, seguendo esperti di settore. Tempi e parole me li hanno insegnati”.

Lei è la ‘spalla’ tecnica e il volto dal campo. Ha mai pensato di passare alle telecronache?

“Un domani vedremo, intanto vado in video. Mi piace stare in mezzo al campo. Quando arriverà l’altra me che ha vent’anni, ci penserò”.

Olimpiadi a 29 anni, la più giovane?

“Nel nostro team c’è una 25enne giapponese, ma come giornalista penso proprio di sì”.

Come sarà organizzato il suo lavoro?

“Per norme Covid non saremo quasi mai vicino agli atleti. Tutte le Olimpiadi andranno su Discovery Plus, poi le interviste più corpose, più lunghe, le pubblicheremo su Eurosport.it, poi produrremo contenuti per il magazine che andrà in onda in chiaro su La9 e che è condotto da Margherita Granbassi. Io lavorerò sempre con un cameraman, quindi è un upgrade del mio lavoro, perché devo portare a casa il servizio muovendomi da sola, senza un vero coordinatore. Ecco perché hanno scelto persone già con esperienza”.

Emozionata?

“Intanto per il mio primo volo intercontinentale” risponde con il suo sorriso contagioso per poi aggiungere: “Dopo aver visto le olimpiadi di Atene in tv, lo avevo detto ai miei genitori: un giorno sarò alle Olimpiadi. Un conto però è dirlo, un altro è essere al posto giusto nel momento giusto. Eurosport ha i diritti e mi ha scelto. Fortuna e capacità. Ho pianto e ho iniziato a chiamare tutti. perché è qualcosa di troppo grande. A oggi ancora non ii rendo conto di quello che andrò a fare. lo capirò quando metterò il pass al collo. Tanti mi hanno detto di avere fatto un’olimpiade quando torni a casa ed è finita”.

Come le hanno detto che lei era una delle giornaliste olimpiche?

“Indimenticabile. Il produttore olimpico è alla sua decima olimpiade. Mi ricordo l’incontro, ero nel corridoio. Mi si avvicina e mi dice: ‘cosa sai di Giapponese’. Rispondo sushi e sashimi. E lui mi dice: ‘per andare a Tokyo dovrai sapere qualcosa di più’. Ci penso un attimo e torno alla scrivania. Poco dopo è arriva la comunicazione vera, durante la riunione”.

Versatilità, competenza, lavoro televisivo, social e inglese: dove può migliorare?

“Intanto devo studiare. Normalmente le convocazioni olimpiche arrivano due anni prima. A noi gli sport che dobbiamo seguire ce li hanno comunicati la settimana scorsa. Per me basket 3vs3 e basket, ma non il ciclismo perché ci sono oltre 100 chilometri di distanza dal villaggio olimpico. Per cui sarà Eurosport Uk a seguirlo. Poi se un nostro atleta vincerà una medaglia passerà per Casa Italia”.

Sul basket sa tutto, quindi è tranquilla.

“Certo, solo che quello è uno sport. In realtà seguirò pallavolo, ginnastica artistica, scherma e un mondo che non conoscevo: lotta libera, canoa, kayak e taekwondo”.

E come ci si prepara?

“Iniziando dalle regole, studiando i volti degli atleti. Per cui sto riprendendo le loro dichiarazioni, i risultati e poi li abbino alle loro caratteristiche extra sportive.

Le interviste come funzioneranno?

“Molte cose sono ancora da capire, non sappiamo neppure quanti giornalisti entreranno ala cerimonia di apertura in uno stadio da 80mila posti completamente vuoto. Tutto cambia in fretta, a cominciare dal fatto che non ci sarà il pubblico su decisione del Giappone. Per questo fare interviste fuori dalle occasioni ufficiali sarà molto complesso. Noi sappiamo di avere 90 secondi per atleta. Sui 90 secondi mi concentrerò sulla gara, non sul suo passato. Poi se arrivano a Casa Italia, il quartiere genarle organizzato dal Coni, tutto si potrà allungare”.

Quanto starà via

“Parto il 18, il 23 iniziano le Olimpiadi e terminano l’8 agosto. Il 9 atterrerò di nuovo in Italia”.

Sa già come sarà la sua vita, il ritmo di lavoro?

“So quello che seguirò e quindi come si svolgerà la mia giornata tipo. non possiamo spostarci con mezzi pubblici, ci sono auto noleggiate per l ‘Italia dal Coni e i furgoncini mesi a disposizione dal Cio. In base a questo abbiamo una scheda che non si può modificare. Mattina una location e così la sera, dalle 18 alle 24 si lavora a Casa Italia, salvo gare in contemporanea.

Immagino i protocolli sicurezza.

“Vaccino con doppia dose obbligatoria. Per loro, anche se hai avuto il Covid devi avere il doppio vaccino o il Johnson. Due tamponi molecolari pre partenza con certificato anche in giapponese. E anche per questo ho fatto tutto in Lombardia, nelle Marche era impossibile. Prima di ritirare l’accredito olimpico, che è il mio visto, altro tampone all’aeroporto di Tokyo e se sei negativo puoi entrare. E poi misurazione della febbre tutti i giorni, il termometro lo dobbiamo portare noi. Nei primi sette giorni, tampone quotidiano, poi ogni quattro giorni. Anche per questo arriviamo con giorni di anticipo: recuperiamo il fuso e accorciamo i tempi di semi quarantena obbligatori”.

Giulia Cicchinè, ma lei si sente un’olimpionica?

“E certo. Non sono una atleta, ma per il mio lavoro sono una giornalista da Olimpiadi”.

Basket e ciclismo sono le sue passioni, il resto?

“Quando lavori in testate che si occupano si ogni sport, devi appassionarti di altro. Seguo il tennis e le coppe del mondo degli sport invernali. Partendo da Marina di Altidona non avevo mai visto tanta neve”.

Kit olimpico, già ricevuto? Cosa contiene?

“Chi lo sa. Ci aspetta lì, in albergo. Gli atleti l’hanno avuto a casa. Trolley, fascetta per la valigia. Noi invece lo troveremo in Giappone. Spero solo che la polo non sia troppo calda, sono previsti 35 gradi e l’80% di umidità”.

L’azienda come vi ha preparati?

“Corsi di aggiornamento continui. Tanti mini video tutorial con domande da rispondere. Alcuni di comportamento con i giapponesi (forniti da Discovery mondo) dal non dare la mano all’inchino. C’è anche un video sul fatto che è una zona sismica, ma su quello non ho problemi, venendo dalle Marche”.

Atleti ne conosce già tanti?

“Abbastanza. In questi anni ne abbiamo seguiti molti. Sono venuti in sede”.

Impossibile non chiederle della nazionale di Basket. Come andrà?

“Una delle sorprese del torneo. Nessuno puntava sulla vittoria in Serbia, oggi da underdog arriviamo con fame e voglia di emergere. Gli Stati Uniti sono fortissimi, si sa. Poi c’è l’Australia. Vedo anche un’ottima Argentina e la Spagna che non tramonta mai. Se pensiamo all’Italia nel 2004, però, nessuno puntava a noi ma eravamo un gruppo, così ci ha detto Pozzecco. E questa Italia è una vera squadra”.

È tempo di partire, la porta di Marina di Altidona si chiude. I genitori, con il padre giornalista che ha fatto crescere Giulia tra gare di ciclismo e le partire in serie A della Sutor, che si preparano alla maratona televisiva. L’abbonamento a Discovery Plus è già pronto. Le Marche hanno una freccia in più, speriamo che tutti, dal comune alla regione, se ne ricordino dopo il 9 agosto, perché se l’ha capito Eurosport che la giovane Giulia è tanto brava da valere le Olimpiadi, lo comprenderà dopo le prime dirette anche la politica: il merito ogni tanto ancora viene premiato.

@raffaelevitali

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