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Latte, concimi, tetra pak, energia: Cna Fermo e Coldiretti lanciano l'allarme. A rischio gelaterie e agricoltori

5 Settembre 2022

FERMO – Aumenta tutto. Ogni giorno un prodotto entra nelal discussione nazionale. Ma soprattutto nelle tasche degli italiani. Coldiretti e Cna Fermo accendono il faro su alimenti che siamo abituati a mangiare e che a risentiranno di pesanti rincari.

Si parte con la colazione. Gli aumenti vanno dal +9,8% dei biscotti al +19% per il latte conservato ma l'effetto dei rincari energetici si fa sentire anche su pane (+13,6%), zucchero (+14,9%) burro (+33,5%) e marmellate (+7,9%) senza dimenticare il caffè che fa segnare un +6,7%.

"L'aumento – sottolinea la Coldiretti - non risparmia neanche chi sceglie un'alimentazione naturale con i listini dello yogurt che aumentano del 12,1%, quelli della frutta dell'8,3% e con in più l'incremento dei cereali da colazione del 5,5% mentre chi ama il pasto mattutino continentale le uova sono in aumento del +15,2% ed i salumi del +6,8%".

Colazioone amara anche per gli allevatori e le loro mucche da latte con l'esplosione delle bollette di luce, gas, carburanti e mangimi che per l'impennata dei costi sta portando sull'orlo della chiusura migliaia di stalle.

L'aumento delle spese colpisce duramente l'intera catena agroalimentare a partire dalle campagne dove più di 1 azienda agricola su 10 (13%) è in una situazione così critica da portare alla cessazione dell'attività ma ben oltre 1/3 del totale nazionale (34%) si trova comunque costretta in questo momento a lavorare in una condizione di reddito negativo per effetto dei rincari.

Secondo tassello, l’agricoltura in cui la Coldiretti registra aumenti dei costi che vanno dal +170% dei concimi al +90% dei mangimi al +129% per il gasolio fino al +300% delle bollette per pompare l'acqua per l'irrigazione dei raccolti. Guardando agli altri pezzi necessari, il vetro è rincarato di oltre il 30% in più rispetto allo scorso anno, il tetra pak +15%, +45% il cartone, dal +60% costi per i barattoli di banda stagnata, fino ad arrivare al +70% per la plastica.

La Cna torna invece sul settore più amato in estate, quello delle gelaterie. Lo spiega Alessandro Quinzi, presidente Cna Alimentare: “Nella mia azienda, dove in media ogni estate produciamo quasi 5mila chili di gelato, abbiamo consumato il 16% di energia in più e abbiamo pagato il 240% in più. Vale a dire che a luglio del 2021 la bolletta della luce è stata di poco meno di 2 mila euro, quella di luglio 2022 invece è salita a 7 mila euro”. Una stangata, cui si aggiungono gli aumenti di materie prime come latte e derivati (panna in primis), materiali in carta e accessori biodegradabili, tra cui palette, coppette e così via.

“Il latte – aggiunge Quinzi - è la principale materia prima usata anche dai caseifici e incide per il 40-50% sul costo totale del formaggio. Oggi acquistare il latte alla stalla, vuol dire pagarlo il 43% in più rispetto al 2021, mentre il prezzo del “mercato spot”, per così dire, ha subìto un incremento del 73%.  Per non parlare di cartone e plastica per gli imballaggi. In più ci sono tutti i costi indiretti, come manutenzioni, analisi di laboratorio, indumenti di lavoro, materiali di pulizia e gli oneri finanziari”

La richiesta finale, per salvare i piccoli produttori è di intervenire sul prezzo del latte, delle bollette di energia e delle rate dei mutui.

redazione@laprovinciadifermo.com

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