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L'Asur difende il Murri: "Percorsi sicuri e operazioni garantite". Appello ai politici: "Non spaventate i cittadini". L'ospedale di Sant'Elpidio diventa Covid

13 Novembre 2020

FERMO – “Diciamo la verità, serve correttezza nella comunicazione. Urlare ora fa male a tutta l’organizzazione sanitaria e fa passare messaggi distorti e negativi sul nostro operato” esordisce Licio Livini, direttore Asur 4. A chi parla? Politici e sindacati.

“Stiamo affrontando una emergenza vera, con le strategie dettate dalla gravità della situazione. In cui il Murri, come tanti altri ospedali, ha da svolgere appieno la propria funzione”. Ma Fermo ha un ospedale solo: “Non servono rivendicazioni politiche o strumentalizzazioni sul fatto che l’ospedale cura i Covid a dispetto di altre patologie”. Il Murri non è un luogo sporco e pericoloso, lo ribadisce. “Altrimenti disorientiamo i cittadini. Il Murri cura tutti”.

Per Livini, il nosocomio deve essere un perno dell’emergenza: “Abbiamo un personale che seppur contato sa essere pronto a lavorare. A noi servono fiducia e sostegno, poi le proteste entrino dove si prendono decisioni. Le urla non servono”. Emergenza significa forte attenzione al fenomeno, continuando a garantire l’attività ordinaria “che stiamo cercando di garantire” prosegue.

Il Murri ha ‘compromessi’ meno di un terzo dei posti letto totali: “In una emergenza di queste dimensioni son numeri possibili, per una organizzazione che sa il fatto suo. Per cui le cure sono mantenute, ridotte e sospese: noi sappiamo distinguere”.

La struttura è sicura, ha percorsi prefissati: “Ci si sporca fuori, quando siamo negligenti nell’osservanza delle regole”. Avrebbe sognato anche Livini un Murri pulito: “Ma ragionare sullo spostamento di personale non è stato possibile. se il Covid Center è regionale, va usato da tutti nella stessa maniera. Macerata ha scelto di spostare il personale, per noi più complesso seguire la stessa strada. Noi andremmo in un contesto differente. Con il sindacato locale abbiamo parlato, poi c’è l’azienda madre che deve sottoscrivere gli accordi”.

Un messaggio a politici e in particolare alle rappresentanze: “Chiedono Dpi, chiedono tamponi, chiedono sorveglianza sanitaria, chiedono assunzioni: tutto quello che il sindacato chiede, noi lo stiamo garantendo. Abbiamo scorte per i prossimi cinque mesi in magazzino. Siamo i primi ad aver avviato gli esami sui dipendenti. Per cui ci dispiace la protesta. Da marzo 48 assunzioni: 26 infermieri e 13 medici e altre figure, anche con medici e infermieri per le Usca”.

Il dottor Polci, Area sanitaria, lo ribadisce: “Oggi sei pazienti Covid al pronto soccorso, quattro hanno trovato pronta risposta. Per cui, ci sono due pazienti che respirano da soli. Siamo all’apice della seconda fase con i 32 posti di malattie infettive occupati, come i 22 di medicina e la rianimazione con sette pazienti. Siamo anche nella fase in cui siamo in grado di dare risposta a chi arriva grazie alle pari dimissioni. Ma l’evoluzione non la conosciamo”.

Intanto, ci sono altri venti posti letto post acuzie che il sistema garantisce a Sant’Elpidio a Mare, dove nel giro di pochi giorni sarà riconvertita l’attività: “Cure intermedie con vocazione Covid. Parliamo di un livello di complessità più basso, completiamo così la filiera Covid con rianimazione, semintensiva, acuti a Medicina e ora Sant’Elpidio a Mare, per pazienti come quelli di Campofilone. Ma non si toccano ambulatori e centro trasfusionale” spiega il responsabile dei servizi sanitari Renato Rocchi, che si rivolge poi al personale: “Li abbiamo sempre assistiti, tanto che abbiamo numeri inferiori rispetto ad altre zone, monitorandoli in primavera, sospendendo durante il periodo estivo e ripartendo da ottobre. La direzione ci ha pure chiesto di implementare i controlli, per cui il giro sarà ancora più intenso sui dipendenti che sanno usare al meglio i dispositivi di protezione individuale”.

L’obiettivo è garantire tranquillità, evitare lo stress che la pandemia di suo porta con sé: “Fino a oggi un tampone al mese, ma dobbiamo accelerare”. Ogni giorno 500 tamponi e da ieri è arrivato lo strumento che permette di incrementare di 300 al giorno gli esami affidati al primario Licitra. Sono stati distribuiti 1500 test antigenici, ne sono in arrivo altri 3mila per esaminare il personale esterno e gli ospiti delle Rsa in primis. “Siamo in attesa dell’accordo con i medici di medicina generale”.

Ma nel mentre tre nuovi Ddt: Amandola, Petritoli e Piane di Montegiorgio; terza Usca a fine mese; radiologia domiciliare e un nuovo team per tamponi a casa già partiti. “Questo per far capire che il Murri e le sue ramificazioni sono più che efficienti, con quattro posti di rianimazione puliti sempre in funzione”. Insomma, se c'era da urlare andava fatto prima: "Oggi bisogna lvorare dentro i protocolli, poi se ci evitano la fase 3 è meglio per tutti" conclude il direttore dell'Area vasta.

@raffaelevitali

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