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Lago di Pilato, l'allarme dell'Ispra: sempre meno acqua. Colpa del sisma e della siccità

30 Maggio 2020

MONTEGALLO – Un’indagine preoccupa il mondo dei Sibillini: l’abbassamento del livello delle acque del lago di Pilato cominci a diventare qualcosa di strutturale. “Le ragioni sono diverse e per questo – spiega l’Ente parco – abbiamo attivato un monitoraggio costante dello specchio d’acqua cercando di preservarne l’integrità e il Chirocefalo del Marchesoni”.

La prima accortezza da avere è di non avvicinarsi all’acqua e alle sponde dell’invaso dove si annidano le uova del Chirocefalo, capaci di resistere a periodi di siccità ma non, ovviamente, ai comportamenti sbagliati di persone incaute.

Secondo l’Ispra, ente pubblico di protezione e ricerca ambientale, l’analisi dei dati pre e post sisma ha permesso di verificare come sia aumentata la velocità di infiltrazione delle acque del lago nel sottosuolo per una probabile variazione di permeabilità dovuta appunto agli effetti del terremoto.

“Occorre cautela ed attenzione” sottolinea Carlo Bifulco, direttore del Parco. “Temevamo questo scenario, amplificato dal sisma del 2016. Dobbiamo tutelare la specificità del lago di Pilato non solo dal punto di vista paesaggistico quanto piuttosto da quello faunistico data la presenza nelle sue acque del Chirocefalo del Marchesoni. Raccomandiamo a chi decidesse di intraprendere un’escursione verso il lago di non avvicinarsi alle sue sponde e a quel che rimane dello specchio d’acqua rispettando un areale ampio poiché sotto quel pietrisco si nascondono le uova del piccolo crostaceo, in uno stadio di diapausa. Appena le condizioni ambientali miglioreranno, il percorso di sviluppo dell’animale riprenderà continuando ad assicurarne la millenaria presenza nel lago”.

Se il fattore sismico ha giocato un ruolo nell’abbassamento del livello delle acque, di certo il fattore climatico appare tuttavia preponderante: “le scarse precipitazioni piovose e nevose di questi ultimi anni - continua Bifulco – hanno impedito il formarsi dei depositi di neve che alimentano il lago. In una prospettiva più ampia, una modalità efficace per affrontare l’emergenza climatica è cercare di implementare una forestazione intensiva delle aree marginali ed abbandonate per aumentare la capacità di intercettazione e ritenzione delle risorse idriche nel terreno e di assorbimento dell’anidride carbonica. È risaputo che la presenza di foreste migliora il clima poiché attenua le massime temperature e l’aridità conseguente. Il Parco, in questo senso, può giocare un ruolo come esempio virtuoso, ma è chiaro che l’azione deve riguardare aree fuori Parco. È lì che si giocherà la battaglia”.

Raffaele Vitali - via Leopardi 10 - 61121 Pesaro (PU) - Cod.Fisc VTLRFL77B02L500Y - Testata giornalistica, aut. Trib.Fermo n.04/2010 del 05/08/2010
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