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L'affondo di Zacheo: "60 giorni in isolamento a combattere con il Coronavirus. Comune e Asur, quanti errori"

13 Maggio 2020

Fermo – Aveva colpito il suo lungo silenzio in questi mesi di emergenza. E il motivo è emerso in maniera dirompente in una nota: la famiglia di Pasquale Zacheo, consigliere comunale ed ex candidato sindaco a Fermo, era stata colpita dal Coronavirus. La moglie lavora in ospedale e coma altri operatori sanitari ha contratto il malefico Covid, riuscendo con fatica a vincerlo.

“Ma ora rifletto, dopo un lungo periodo di isolamento famigliare. Un periodo lungo 60 giorni. La storia di mia moglie è però drammaticamente uguale a quella di tanti altri medici e infermieri del nostro nosocomio, infettatisi nel tentativo disperato di fronteggiare la drammaticità dei primi giorni e l’evolversi del contagio” sottolinea Zacheo.

Che punta sul concetto della gratitudine verso il mondo che in trincea ogni giorno salva vite, ma anche sulla consapevolezza che qualcosa non ha funzionato “nelle procedure di prevenzione all’interno dell’ospedale, dato il numero di medici e infermieri infettati, con alcune situazioni davvero critiche”.

Di fronte a questo quadro il consigliere lamenta il comportamento della direzione sanitaria: “Ci saremmo attesi parole di scuse dal vertice aziendale, non certo autoelogi o attribuzione ad altri delle responsabilità. Un atteggiamento, questo, di minore rispetto per le condizioni di chi ha sofferto e temuto per la propria vita a causa dall’inadeguatezza evidenziata dal sistema di prevenzione e protezione. Di certo, come nel caso della mia famiglia, ha funzionato la medicina di base, con il medico capace di affrontare, sin da subito, la delicata questione. Un grazie è doveroso al dottor Antonio Vallesi”.

Poi Zacheo torna consigliere, lasciando sul tavolo il ruolo di marito: “Sono rammaricato con me stesso per non essere riuscito a convincere, insieme ad altri colleghi della minoranza, il sindaco Calcinaro ad approvare il nuovo regolamento comunale di igiene, predisposto, peraltro a costo zero, da una risorsa interna allo stesso consiglio comunale, ovvero il dottor Giambattista Catalini specializzato anche in Igiene Pubblica. Uno strumento che oggi avrebbe consentito allo stesso sindaco di affrontare, con appropriatezza, le scelte necessarie per far ripartire in sicurezza le aziende, per la gestione degli spazi comuni, per regimare gli accessi nelle strutture mediche e sanitarie, per l’apertura dei negozi e dei locali pubblici, quanto per la disinfestazione di alcuni siti”.

Sarebbero bastati 1500 euro che “Non vennero trovati. E così oggi ci siamo ritrovati un sindaco alla finestra di casa a guardare e criticare sui social la vecchietta che spendeva solo qualche euro per la sua spesa”. Per rimediare c’è sempre tempo, magari ripartendo dalla mozione del luglio 2019 presentata dal consigliere Tulli: “che riguardava il depotenziamento della nostra struttura ospedaliera a favore di altre limitrofe. Ci siamo accorti, oggi più che mai, che la salute è un bene irrinunciabile e fondamentale per le comunità. Conseguentemente, non si può rinunciare alla competenza di chi amministra e gestisce, a tutti i livelli, la pubblica salute”.

Raffaele Vitali - via Leopardi 10 - 61121 Pesaro (PU) - Cod.Fisc VTLRFL77B02L500Y - Testata giornalistica, aut. Trib.Fermo n.04/2010 del 05/08/2010
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