
PESARO – Assist di Cividale alla Victoria Libertas Pesaro: la Fortitudo ha perso contro il team Pillastrini, autore di un quarto periodo clamoroso. Bologna non ha segnato per sei minuti consecutivi e da meno uno, dopo essere stata avanti di nove punti, finisce a -20. Peccato che, invece, sulla sirena Brindisi battte Livorno, altrimenti sarebbe stata una Pasqua perfetta per i biancorossi.
Pesaro, il suo, lo aveva fatto nell’anticipo contro Verona. Una vittoria al cardiopalma, frutto della compattezza del gruppo, del pubblico capace di annebbiare la vista di Monaldi in lunetta nel finale, e della leadership indiscussa del suo capitano, Lorenzo Bucarelli. Capitano che dopo la partita ha raggiunto i compagni, giovani e non, a mangiare nel covo dei cestisti pesaresi, il Tipo Pub dell’ex capitano di Scavolini, Premiata e Siena, Simone Flamini.
Un gruppo che sta bene dentro e fuori dal campo. “Un gruppo che non vince solo per la tigna, come leggo spesso, ma – precisa Bucarelli – perché gioca bene a basket”. Una frase che vuole rimettere al centro del primo posto in classifica la qualità del roster e l’organizzazione raggiunta.
“La nostra è una squadra che fa le scelte giuste, quelle che ci permettono di dominare le partite e di recuperarle quando qualcosa va storto” aggiunge. A riprova, oltre al primo posto, c’è anche un altro dato: “Negli ultimi tre mesi, gli Mvp del campionato siamo stati io, Tambone e Miniotas. Se bisogna buttarsi ci buttiamo, ma siamo soprattutto giocatori che sanno giocare a basket e fare canestro”.
Quel gioco che ha permesso a Bucarelli di mettere in ritmo anche Smit. “Non si pensi che sia stato facile. Nei primi allenamenti ho spedito più di un pallone in tribuna, perché i ritmi con Andrew sono molto diversi da quelli di Miniotas e Leka mi aveva chiesto di cercare gli alley-oop, essendo molto verticale. Dopo due giorni ho preso le misure e si è visto, l’intesa c’è perché dopo poco ci siamo fidati uno dell’altro”.
Quella fiducia che ogni giocatore ha nel compagno, concetto che coach Leka sottolinea spesso. “Noi sappiamo che siamo artefici del nostro destino. Per cui, in campo si va per vincere, ogni volta. Se lo facciamo, non dobbiamo aspettare i risultati degli altri. Testa bassa, allenamenti e via in campo. Quando sarà il momento, alzeremo la testa, ma prima dobbiamo raggiungere l’obiettivo” conclude Bucarelli.
Raffaele Vitali
