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La VL Pesaro scopre il sapore della sconfitta. Rieti domina, Bucarelli non basta, Scafati è prima. Tutto da rifare

12 Aprile 2026

RIETI – Un pezzo di serie A prende la direzione della Campania. Scafati vince a Cento mentre la VL Pesaro crolla a Rieti. Amarezza, tanta. Perché perdere ci sta, Pesaro è prima da sempre, ma nella gara da ‘dentro fuori’ è stato sbagliato tanto a livello di gestione. La prima scelta infelice: fuori Smith per Jazz Johnson contro una delle squadre più grosse del campionato. Questo ha significato lasciare Miniotas da solo contro tutti.

Tolti tre minuti iniziali, per il lituano il canestro è scomparso. Secondo errore, la lettura dei momenti. Grandi break di Rieti, un paio di volte Pesaro è rientrata perché è una grande squadra. Ma non si può sempre sperare che i giocatori facciano da soli quello che deve fare il coach: ovvero fermare tutto, aiutare l’ossigenazione del cervello e soprattutto interrompere il flusso positivo degli avversari.

È così che arriva una sconfitta che non preclude niente, a questo punto è Scafati che dovrà vincere le ultime due per forza. E così dovrà fare Pesaro per sperare nella promozione diretta e comunque per tenersi il secondo posto, la Fortitudo ha vinto a Brindisi, utile per il fattore campo ai play off. Di certo, Leka, con il suo staff, dovrà riflettere su come si possa passare dal 74-71 al 101-79 in poco più di sette minuti.

Non è finita, per i campani il calendario è duro: il derby con Avellino, che si gioca il miglior posto ai play in, e poi la trasferta a Rimini, che vuole i play off. Pesaro ha Forlì e poi Livorno, che a sua volta cerca punti per i play in.

LA PARTITA

La difesa, questa sconosciuta. I primi due quarti hanno fatto divertire il palasport di Rieti, tornato caldo come nel passato. Merito del cambio in panchina, perché la società ha voluto dare una scossa a una stagione che stava andando nella strada sbagliata chiamando Andrea Crosariol in panchina.

Quintetto rivoluzionato e soprattutto fiducia per i laziali. Si inizia a colpi di triple e canestri. Solo che Rieti, a un certo punto, ne trova qualcuna in più. E così, prende il largo 21-14. L’inizio di Pesaro è nelle mani di Miniotas, che soffre invece in fase difensiva l’enorme Hogue. Per rientrare serve il migliore Bertini, visto che dopo qualche minuto in panchina il lungo lituano non viene più cercato. Nulla da Tambone e Johnson, eppure, la VL chiude sotto solo di tre punti. Ma i 30 subiti sono davvero troppi se si vuole vincere in trasferta.

E l’inizio del secondo periodo è ancora peggio. Non è chiaro il piano partita in difesa: cambiare o no sui blocchi? Qualunque sia, non funziona e anche Perry, l’americano impalpabile da due mesi a Rieti, si sveglia. Come se non bastasse, Miniotas si prende pause nell’area pitturata e Guariglia ringrazia: schiaccione a due mani. Il time out è inevitabile. Coach Leka vede i suoi pian piano franare, ma non cambia. Bertini, il migliore del primo quarto, resta in panchina a ibernarsi. Serve l’ennesimo canestro facile di Rieti, con Perry, a spingere Leka a rimettere la sua ala piccola.

La scelta di lasciare a casa Smith e schierare Jazz Johnson nei primi due quarti non paga. Anche perché Rieti ha una batteria di lunghi fisica e tecnica. Tra Pascolo, Guariglia e Piunti, a cui si aggiungono i muscoli di Hogue, per Miniotas prendere posizione diventa minuto dopo minuto più difficile. Per la guardia americana della VL, che da troppe partite commette falli ingenui che costano caro, giusto una folata di quattro punti. Ma è troppo poco, considerando quelli che concede all’uomo che marca. E considerando che dovrebbe fare la differenze, ancora di più nella giornata stortissima di Tambone, che è stato cancellato dal campo da Udom.

Ma è tutta Pesaro a non trovare la chiave di lettura nella propria metà campo. Eppure, la magia del basket, da -17 in due minuti torna a -7. Qui, il time out di Crosariol, Leka invece ha scelto come sempre di non fermare mai i suoi per riflettere, ha l’effetto sperato: nuovo break e il rischio di andare all’intervallo schiaffeggiati. Ci pensa allora Bucarelli, con una tripla chirurgica a chiudere un 60-51 che dice molto sulla serata biancorossa. Considerando le percentuali di Rieti, c’è solo da essere contenti in casa VL.

Non gioca male Pesaro, è che non fa canestro. Soprattutto con Virginio. Ma c’è capitan Biucarelli che nel terzo periodo è semplicemente perfetto per 5 minuti, tolto uno sfondamento inventato. È lui che ricuce di nuovo la fuga della squadra di coach Crosariol (67-56) con una tripla, due assist a Miniotas, che aveva bisogno di serenità, e una grande penetrazione (69-65).

Ma un giocatore solo nel basket non basta. Leka deve far riposare Miniotas, non ha alternative sotto canestro a Virginio, avendo lasciato Smith in borghese. Purtroppo la giornata è davvero di quelle storte, tanto che Virginio sbaglia l’appoggio da sotto canestro dopo il -3 di Bertini (74-71). Risultato: cinque a zero di Rieti e coach Leka che non può stavolta che chiamare time out. Ma come successo in precedenza, di nuovo palla persa. E il break si allunga, anche perché Bucarelli due errori, ed è naturale, li commette.

Si entra così nell’ultimo periodo che per Pesaro vale un pezzo di serie A. E la tensione, questa volta, si è vista tutta. Come la voglia di Rieti di reagire, stimolata anche dal calore del pubblico di Pesaro che ha risvegliato l’orgoglio dei laziali. Bisogna lottare e Leka rimette Tambone, per trenta minuti impalpabile.

Ma non basta. La tripla di Bertini è la folata di vento in mezzo al deserto (84-74). Da quel momento è solo Rieti. La tripla di Perry a quattro minuti dalla fine è la fotografia della giornata storta pesarese, perché l’americano resta fermo per cinque secondi con la palla in mano, quasi attendendo un avversario che non arriva. Per cui, canestro da tre e tanti saluti. Quei saluti che erano già arrivati con il canestro forse decisivo: i tre di Giorgio Piunti, cresciuto a Montegranaro, che aveva chiuso (82-71) il terzo quarto dopo l’illusione di rimonta biancorossa.

E ora? Servono calma e sangue freddo, oltre che lucidità nel decidere chi deve giocare tra i tre stranieri quantomeno in base alle caratteristiche degli avversari. Ma scegliere è, nei momenti chiave, molto difficile e decisivo. E la partita con Rieti lo ha dimostrato. Pesaro può vincere anche contro una squadra che tira con il, 50% da tre, ma non sempre è possibile.

Raffaele Vitali

Raffaele Vitali - via Leopardi 10 - 61121 Pesaro (PU) - Cod.Fisc VTLRFL77B02L500Y - Testata giornalistica, aut. Trib.Fermo n.04/2010 del 05/08/2010
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