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La sfida di Bertolaso: 100 posti di rianimazione in dieci giorni. "Le Marche sono la mia terra". Si punta sul Palaindoor

23 Marzo 2020

FERMO – Perché ha detto sì mentre era impegnato a portare linfa vitale alla Lombardia? Bertolaso lo spiega appena attera il suo elicottero ad Ancona: “Questa è la mia terra, sto dando una mano dove me lo chiedono, figuriamoci se non vado nelle Marche”.

Il neo consulente del presidente Luca Ceriscioli è atterrato e subito si è messo al lavoro: in 10 giorni deve costruire un reparto di terapia intensiva da 100 posti. Tra i siti al vaglio il capannone della ex Tubimar e un altro capannone nell'area delle dogane. "Servono 12 milioni di euro, mi appello alle grandi aziende" sottolinea il governatore.

Per chi avrebbe voluto al suo posto Roberto Oreficini, la miglior risposta è arrivata proprio dall’ex capo della Protezione civile regionale che era al porto, insieme a Ceriscioli ad accogliere Bertolaso. Tutti sulla stessa barca.

Il gruppo guidato da Bertolaso e Ceriscioli ha visitato prima un carbonile da 9.000 mq quadrati, poi il capannone della ex Tubimar, circa 10 mila mq, molto alto. Poi la carovana di auto (ognuno viaggia separatamente per rispettare la distanza di sicurezza), è uscita dall'area portuale, e ha effettuato un sopralluogo al Palaindoor, nella periferia di Ancona, struttura di proprietà del Comune gestita dalla Fidal, tra le più grandi in Italia per l’atletica al coperto, per poi avviarsi verso l'aeroporto di Ancona Falconara. Al momento sembra che il Palaindoor sia stato ritenuto il più adatto (foto Ansa.it). "Troveremo un luogo grande, attorno ai diecimila metri quadri, questa la dimensione ideale per potersi muovere dentro con grande liberta', dove realizzare questa struttura importantissima per tutta la Regione - spiega Ceriscioli -. Perche' i 100 posti letto serviranno per i residenti della regione che si troveranno in questa evenienza".

Che poi aggiunge: "Come al solito noi lavoriamo su numeri che ancora non ci sono, ma sono quelli che potrebbero essere da qui ad una settimana o dieci giorni. Mettere in moto questa macchina aiutera' tutto il sistema nella fase piu' acuta. Poi lavoriamo anche sul resto: sui tamponi, sulle persone che stanno a casa, sulle strutture in uscita".

r.vit.

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