
di Chiara Fermani
PORTO SAN GIORGIO - Pasqua in riva all’Adriatico, ma con il respiro lungo dei grandi palcoscenici internazionali. A Porto San Giorgio, lo chalet Settepuntonove di Massimiliano Gabaldi ha firmato uno di quegli eventi destinati a restare nella memoria collettiva: in consolle è arrivato Sven Väth, leggenda assoluta della techno mondiale, classe 1964, un nome che da solo basta a raccontare decenni di clubbing europeo.
Che il Settepuntonove fosse ormai un punto di riferimento consolidato per la musica elettronica nelle Marche è cosa nota. Negli anni ha ospitato artisti di primo piano, costruendo una reputazione solida e credibile. Ma la serata di Pasqua ha alzato ulteriormente l’asticella, trasformando Porto San Giorgio in una piccola capitale della techno, almeno per una notte.
Fa quasi sorridere, e allo stesso tempo racconta perfettamente la portata dell’evento, vedere Porto San Giorgio all’interno del calendario di Sven Väth accanto a mete come Ibiza, Monaco, Washington o Miami. Eppure è successo davvero. E la risposta del pubblico non si è fatta attendere: liste e tavoli esauriti da giorni, oltre 3000 persone sulla spiaggia, arrivate non solo dalle Marche ma anche da Umbria e Lazio, con una presenza massiccia di romani e umbri.

Un colpo d’occhio impressionante, con la sabbia gremita e un’energia rara. Il richiamo di Väth, del resto, attraversa generazioni, chi lo segue dagli anni Novanta e chi lo ha scoperto più di recente si sono ritrovati sotto la stessa consolle, uniti da un linguaggio universale, quello della musica.
Il dj tedesco non ha tradito le aspettative, in pole anche il sindaco Valerio Vesprini. Puntuale alle 20, Vath ha preso il controllo della serata con la naturalezza di chi calca le scene da una vita. Tre ore piene, intense, costruite con maestria. Nonostante l’affluenza imponente, tutto si è svolto senza intoppi. La macchina organizzativa del Settepuntonove ha retto l’urto, dimostrando ancora una volta professionalità e capacità di gestione. Un aspetto tutt’altro che secondario, soprattutto in eventi di questa portata.
Il cachet, verosimilmente importante considerando il nome e la data, è stato ripagato da una partecipazione calorosa e composta. Segno che il pubblico c’è, è attento, e riconosce quando gli viene proposta un’esperienza di livello internazionale.
Il Settepuntonove si conferma non solo come uno dei beach club più affermati delle Marche, ma come un vero e proprio hub per la musica elettronica. Un luogo capace di attrarre pubblico da fuori regione e di portare sulla costa adriatica artisti che hanno fatto la storia. In un panorama spesso concentrato sulle grandi metropoli, eventi come questo dimostrano che anche una realtà come Porto San Giorgio può, grazie a visione e organizzazione, giocare una partita da protagonista.
