
FERMO – Lavorare di domenica e farlo per raggiungere un doppio obiettivo. È quello che si è dato Lorenzo Morresi, dermatologo dell’Inrca di Fermo da troppi anni in attesa che l’Ast di Fermo sia dotata di un reparto di dermatologia.
“Analizzando le visite in elenco, ovvero in attesa, ho visto che ci sono diverse B, ovvero quelle erogabili a 10 giorni. Non ancora soddisfatto, sono andato al Cup e ho verificato che in coda ci sono anche alcune, devo dire poche, visite P, ovvero le programmate. Dovete sapere – spiega Morresi sul suo profilo social – che queste ultime riguardano moto spesso pazienti da fuori provincia”.
La dermatologia dell’Inrca di Fermo, infatti, attira da Ascoli, Ancona e Macerata. “L’ultimo caso da Matelica, no esattamente dietro l’angolo” scherza il dottore. Numeri meno alti di altri reparti, frutto anche di una programmazione pluriennale, al potenziamento dei macchinari e da mesi anche del personale medico.
“Di fronte a questo quadro, abbiamo deciso di aderire, come richiesto dall’assessore regionale Paolo Calcinaro, alla campagna di visite aggiuntive. Lo faremo come dermatologia di Fermo sabato e, personalmente, domenica”.
Ma non basta questo, Morresi voleva qualcosa i più. “Ho deciso di rinunciare al pagamento delle prestazioni aggiuntive, richiedendo la corresponsione di questo denaro all’ANGSA, perché molti di noi riescono ad uscire dal tunnel, ma molti vi restano intrappolati e vanno aiutati”.
L’Angsa è l’associazione che riunisce le famiglie con figli autistici, bambini o adulti. “Voglio – conclude Morresi – che la mia domenica di lavoro abbia davvero un riscontro completo con il mio territorio e la mia coscienza”.
