
La scelta di Alberto Scarfini di presentare la sua candidatura a sindaco di Fermo con un messaggio su Facebook e non con una conferenza stampa, per ora non convocata, racconta la considerazione che si ha per il mondo dell’informazione, per i media.
Non stupisce, sia chiaro, il sindaco Calciaro ha fatto dei social la sua prima forma di comunicazione. Sono centinaia i casi che si contano in cui un suo post è diventato un comunicato stampa ufficiale nel corso dei suoi 11 anni. Quindi, prima ‘io e il cittadino’ poi ‘io e i giornalisti’.
Metodo usato anche da tanti liberi pensatori che trasformano la piazza virtuale in un catino di tifosi urlanti, che perdono lucidità e analisi dei fatti.
A dire il vero quella di Scarfini, in questo caso, non è una mancata considerazione, è semplicemente una conseguenza del modello nazionale che vuole i politici più importanti bypassare i professionisti dell’informazione, quelli deputati a verificare e a fare domande, con tweet, post, reel e via dicendo.
Salvo poi sperare che tutto venga ripreso da un sistema pigro e poco voglioso di indagare. Un po’per il tempo, che è sempre meno, un po’ per capacità, che scendono anno dopo anno, un po’ per comodità, più facile copiare qualcosa di già scritto che elaborare un concetto.
Diventa così un’operazione win win: giornali e siti riempiono facilmente le pagine, il politico di turno, Scarfini in questo caso ma vale anche per i post che fanno quelli del centrosinistra, evita domande scomode ma soprattutto si garantisce la condivisione social del suo pensiero, senza interpretazioni e mediazioni, senza analisi e quindi rischi di indebolimento del messaggio.
Questo accadrà nei prossimi tre mesi? Mai domanda fu più retorica. Ma c’è un fatto: i cittadini possono informarsi, possono diversificare la fonte di conoscenza, alternando quotidiani cartacei, siti online e anche gli amati social.
Ma fermarsi solo a Facebook e Instagram, significa accontentarsi. Visto che c’è da scegliere chi guiderà la città per i prossimi cinque anni, forse vale la pena perdere qualche minuto in più prima di farsi una opinione. Come insegna Musumeci, giornalista e conduttore della più interessante trasmissione di geopolitica su Radio 24, “tutti hanno diritto ad avere una opinione, tutti abbiamo il dovere di averla informata”.
*direttore www.laprovinciadifermo.com
