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La politica scopre la crisi delle aziende. Interlenghi, Calcinaro e Canigola: "La Toolk ritiri i licenziamenti"

17 Agosto 2020

MONTE URANO/ FERMO – La politica scopre la crisi economica, soprattutto quella che si è abbattuta sulla Toolk, azienda calzaturiera che conta un centinaio di dipendenti. La protesta dei sindacati, insieme con i dipendenti, davanti allo stabilimento, ha risvegliato i vertici istituzionali. Dalla presidente della Provincia, Moira Canigola, all’andato sindaco Renzo Interlenghi, che aveva chiesto alle istituzioni di prendere posizione, fino al sindaco di Fermo, Paolo Calcinaro.

“Quella che sembrava inizialmente una crisi legata ad un momento difficile dell'economia locale si sta invece trasformando in una vicenda molto più complessa con ripercussioni pesanti per il territorio ed il tessuto sociale dell'intero comune di Monte Urano e del comprensorio fermano. Infatti l'aver inviato le lettere di licenziamento a tutti i dipendenti dell'azienda (circa 80) senza alcun preavviso e senza aver tentato accordi con le organizzazioni sindacali ed aver percorso tutte le fasi previste per ridurre al minimo l'impatto della forte crisi che l'azienda sta attraversando pone problematiche serie da non sottovalutare nella correttezza e nella possibilità di trovare soluzioni alternative che tengano conto dell’importanza delle maestranze” sottolinea la Canigola.

Che poi si rivolge ai titolari: “Ritirate la lettera di licenziamento e mettete in atto tutte le azioni necessarie a risolvere nella maniera più positiva possibile per quelle che sono state le figure che hanno collaborato, negli anni passati, alla fortuna dell'azienda. Sono e resto a disposizione per trovare, insieme alle istituzioni competenti, una soluzione atta a salvaguardare l'integrità dell'azienda”.

Le parole della presidente, che è anche sindaco di Monte Urano, seguono l’appello di Interlenghi alle istituzioni: “Solidarietà alle donne e agli uomini che sono scesi in presidio davanti alla Toolk di Campiglione. Il rispetto delle leggi e dei diritti dei lavoratori è imprescindibile. Le istituzioni hanno il dovere di farsi sentire e prendere una posizione netta. I sindacati si sono subito mobilitati, ora tocca alla politica lavorare per garantire il rispetto della legalità, aprire una discussione seria su questa vicenda, sulla situazione del distretto calzaturiero fermano e creare le condizioni affinché il dramma occupazionale non si trasformi in dramma sociale”.

E dopo la Canigola, ecco Polo Calcinaro: “Pur in presenza di un difficile momento dell'economia non dobbiamo perdere mai di vista l'umanità che ha da sempre caratterizzato il nostro territorio. La vicenda è così difficile che, in contatto con le organizzazioni sindacali, stiamo valutando possibili inter-venti di sostegno da parte del Comune per quelle situazioni più fragili tra le maestranze coinvolte: di certo non una soluzione strutturale ma un segno che un’Amministrazione può e deve dare”.

Infine, Giorgio Raccichini, dei Comunisti italiani: “Va garantito ai lavoratori che perdono il lavoro un degno sostegno economico, ma non basta: bisogna assicurare la formazione professionale e che ci siano posti di lavoro stabili e dignitosamente pagati”.

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