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La Pasqua dei calzaturieri: export in calo, persi 600 dipendenti e 100 milioni sul 2023. Fermo tra Germania e Belgio

6 Aprile 2026

MONTEGRANARO – Nell’uovo di Pasqua, il mondo calzaturiero marchigiano, e fermano in particolare, non trova la sorpresa. Perché i dati ufficiali sul 2025 parlano di un rallentamento dell’export del 5,7%. Numeri pesanti che costano, tra l’altro, a Fermo il sorpasso da parte di Mantova al quinto posto italiano per export.

In generale, il settore calzaturiero italiano chiude il 2025 con un fatturato di 12,84 miliardi di euro, in flessione del -2,8% su base annua. I dati sono del Centro Studi Confindustria Accessori Moda per Assocalzaturifici e confermano l’instabilità dei mercati.

Considerando che il, mercato estero vale l’85% di quanto prodotto, si comprende quanto guerre e rincari sino determinanti per un settore che comunque ha un saldo commerciale attivo  di 4,8 miliardi. “Il comparto si conferma trainante per il Made in Italy, nonostante la congiuntura sfavorevole” spiega la presidente Giovanna Ceolini.

A livello regionale, le prime 5 destinazioni dell’export marchigiano, che coprono assieme il 45% del totale, sono Francia (-0,2%), Germania (+0,9%), USA (-21,4%), Cina (-34,8%) e Belgio (+16,9%). La Russia, all’ottavo posto, ha perso il -27,6%.

“Nel 2025 la resilienza dell'Europa e la crescita del Medio Oriente hanno compensato quasi interamente il sensibile rallentamento del Far East e della Cina in particolare. Il mercato cinese, un tempo locomotiva del lusso, sta vivendo una fase di ripensamento che ci impone nuove strategie di approccio. Parallelamente – oltre alla forte preoccupazione per le conseguenze del conflitto scoppiato nelle scorse settimane nell’area mediorientale – guardiamo con estrema cautela agli Stati Uniti: l'introduzione di misure protezionistiche proprio in un mercato chiave per il nostro alto di gamma aggiunge un ulteriore elemento di incertezza in una fase già delicata”.

Il numero di imprese ovviamente subisce il dato dell’export. Sono diminuite di 142, con una perdita di 612 posti di lavoro. E questo nonostante un +109% di cassa integrazione rispetto al 2019 (-3,4% sul 2024), che ha raggiunto nel 2025 quasi sei milioni di ore.

Guardando fuori dal distretto fermano-maceratese, chi resite meglio è la Lombardia, una scarpa su quattro prodotta in Italia arrivano da Milano e dintorni. E così, sono le capitali della moda, Milano e Firenze, dominano la graduatoria provinciale, con la prima che scende, ma vale 2,12 miliardi, e la seconda che cresce dell’11%  toccando gli 1,54miliardi.

Per trovare Fermo, bisogna prima passare per Treviso, Venezia e Mantova, che è passata dai 67 milioni del 2023 ai 171 del 2024 fino ai 585 milioni nel 2025. Un balzo dovuto probabilmente agli investimenti compiuti dalla provincia lombarda nella logistica piuttosto che a nuovi insediamenti produttivi nel calzaturiero. Mantova ha scavalcato i marchigiani Fermo (-5,3%) e Macerata (-2,2%). Tra le prime 20 province, oltre all'exploit di Mantova, bene Vercelli e Reggio Emilia, entrambe sopra al +20%. Con il peggior andamento ci sono Verona (-25,9%) e Ascoli Piceno (-13% per 158milioni, calo legato principalmente alla Cina).

Per Fermo, 578 milioni, cento in meno del 2019 e 113 in meno del 2023, che è stato l’anno record con 691 milioni di export. Ha tenuto la Germania, che però nel 2025 vale solo 68 milioni, sorpassata dalla Francia che è cresciuta del 20% ed è arrivata a 75,8 milioni di euro. In difficoltà Stati Uniti e Cina, paese che nelle Marche interessa in realtà a pochi brand.

Riprende a correre il Belgio (+39% e 37 milioni di euro di export), mentre dopo anni di crescita si ferma la Polonia, che in ogni caso vale 10 milioni, a conferma che quando la si definisce ‘mercato alternativo’ bisogna fare attenzione. Considerando poi un altro dato: la Russia vale 24 milioni nonostante l’infinita guerra e le sanzioni. Chi cresce, pian piano, è il Kazakistan che è arrivato a 7 milioni di euro, come cresce l’Ucraina del 13%, ma si parla di mini nicchia visti i 2,74 milioni di export.

Un ultimo dato, l’import fermano dalla Romania cresciuto del 104% (32 milioni), quello del maceratese del 94%, a conferma di come una fetta del made in Italy del distretto nasce nell’est Europa o in nord Africa, la Tunisia cresce in doppia cifra e supera i 20 milioni (nella foto i presidenti delle sezioni calzaturiere, da sx, di Macerata, Ascoli e Fermo).

Raffaele Vitali

Raffaele Vitali - via Leopardi 10 - 61121 Pesaro (PU) - Cod.Fisc VTLRFL77B02L500Y - Testata giornalistica, aut. Trib.Fermo n.04/2010 del 05/08/2010
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