
di Raffaele Vitali
FERMO - “L’eredità di Isabella è molto ricca perché lei era una persona con una straordinaria energia e capacità innovativa. Basti pensare che si deve a lei l’apertura del centro Cefalea e dell’Ambulatorio con Tossina Botulinica inoltre ha sempre collaborato al centro sulle demenze ed è stata attiva protagonista nelle attività e nelle iniziative per il Parkinson”.
Le parole sono quelle di Patrizio Cardinali, primario di Neurologia, che ha organizzato la seconda edizione della giornata neurologica fermana dedicata alla memoria di Isabella Paolino, la neurologa, e amica, prematuramente scomparsa nel 2024.
Una lunga giornata di studio, di ascolto, di confronto che è stata caratterizzata da una serie di interventi scientifici di alto profilo di esperti nazionali nel campo della malattia di Alzheimer, del Parkinson, della Cefalea e della terapia della spasticità con Tossina Botulinica.
“Questi argomenti erano quelli cari alla dottoressa Paolino la cui importante eredità è stata rimarcata in questo convegno da tutti i colleghi che l’hanno conosciuta ed apprezzata per le alte doti umane e professionali” sottolinea Cardinali.
Il nome della dottoressa è risuonato spesso nella sala convegni del mercato coperto, perché è anche “grazie a lei che abbiamo ricevuto il premio della fondazione Onda come centro Cefalea sensibile alle necessità delle donne nell’ottica di un ospedale con bollino rosa. Pertanto, la sua assenza ci ha impegnato nel dare continuità a tutte le iniziative che lei aveva intrapreso. Ora abbiamo diversi specialisti che si occupano specificatamente delle malattie che Isabella curava con il suo proverbiale entusiasmo”.
Quell’entusiasmo che sta cercando di portare nella Sanità anche Paolo Calcinaro, l’assessore regionale made in Fermo. Suoi i saluti, seguiti da quelli di Roberto Grinta, direttore dell’Ast: “Il nostro impegno è massimo nel supportare la sanità locale con interventi sul piano ospedaliero e territoriale per permettere una crescita che sia coerente con i bisogni e con le ricchezze della zona fermana”. Da qui la promessa che il 2027 sia l’anno del nuovo ospedale di Fermo.
I lavori scientifici sono stati aperti dalle parole di Diego De Leo, presidente dell’AIP (associazione italiana di psicogeriatria), incentrato sul tema della salute mentale nell’invecchiamento e a seguire dall’intervento del direttore della Clinica Neurologica di Ancona, Mauro Silvestrini, che ha dato consigli pratici su come mantenere più a lungo in buona funzione i neuroni.



Oltre 150 professionisti del settore hanno seguito gli interventi, che hanno animato mattina e pomeriggio, un susseguirsi di esperti nella prevenzione e cura di malattie altamente importanti e impattanti come le demenze, il Parkinson, la cefalea e la spasticità.
Tutti i direttori delle unità complesse di Neurologia della regione Marche erano presenti, incluso quello del cento Nemo. Per loro ascoltare Alberto Benussi sull’Alzheimer, Daniele Belvisi sul Parkinson, Roberto De Icco sulla cefalea e Jonathan Bemporad sulla spasticità è stato un vero arricchimento.
Il convegno si è chiuso nel pomeriggio con una relazione sulle attività della Neurologia di Fermo molto ricca di ambulatori dedicati alla presa in carico della cronicità in continuità con l’impegno e la competenza della dottoressa Paolino. A cui è dedicato il premio, del valore di 2mila euro, voluto dalla Fondazione Carifermo e dall’Aip Marche che è andato alla dottoressa Martina Cantarella, una giovane ricercatrice attualmente impegnata a Liverpool per uno studio sulla malattia di Parkinson.
A oggi, il reparto di Fermo ha a disposizione 14 posti letto di cui 4 Stroke Unit. Sono oltre 400 i ricoveri anno e più di mille i pazienti presi in carico negli ambulatori che vanno dal centro cefalea al centro sclerosi multipla, dalla Sla all’epilessia, dal Parkinson agli ecodoppler vasi del collo. Numeri importanti per un reparto che conta su sette medici neurologi, tre tecnici, due operatori in segreteria, circa trenta unità tra infermieri ed Oss.
“Numeri che crescono grazie all’impegno del team, che bene segue l’esempio di Isabella. La sua figura – conclude Cardinali, ringraziando i neurologi Angelocola, Acciarri, Angeloni, Balestrini, Forconesi, Pucci, Tiberi - è insostituibile e per me averla persa ha un grandissimo significato sia sul piano professionale che su quell’umano considerando la grande e affettuosa amicizia che ci legava. Anche se niente sarà come prima, sappiamo tutti che dobbiamo andare avanti cercando di fare sempre il meglio per i nostri pazienti come lei con il suo esempio ci ha insegnato nei fortunati giorni vissuti insieme”.
