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La grande sfida dei calzaturieri: attirare i giovani in fabbrica. Doucal's al Pitti: 'Serve un piano di formazione con le griffe'

12 Gennaio 2022

di Raffaele Vitali

FIRENZE / MONTEGRANARO - Gianni Giannini al Pitti Uomo è di casa, anche nel look. Lo stand di Doucal’s, azienda calzaturiera di Montegranaro, con il suo giallo ocre spicca. Non c’è più di fronte il big dei big, Brunello Cucinelli, ma poco cambia, le scarpe che tra le prime hanno saputo unire cuoio e gomma attirano sempre. Come le idee dell’imprenditore, anche per quanto riguarda i giovani e la formazione.

Giannini, cosa significa il Pitti per la sua azienda?

“Fiducia, positività. Bisogna esserci a Firenze, senza se e senza ma. Noi per primi dobbiamo essere un simbolo nei momenti difficili”.

Questo periodo ha fiaccato molte imprese, Doucal’s come sta?

“La prima riflessione è sul fatto che le aziende devono tornare a farsi largo da sole. Spesso la difficoltà è data da scelte non divisione, magari da un passo troppo lungo. A quel punto ci vuole la capacità di tornare indietro, se può servire. Non è un arretrare, è lavorare al meglio nella dimensione giusta. Anche perché in questo periodo le banche non sono di grande aiuto. O meglio, aiutano chi forse ne ha meno bisogno. E quindi, meglio non esagerare”.

Vorrebbe di più da stato e regione?

“Le occasioni non mancano, dobbiamo anche essere pronti a cogliere le opportunità. Che devono però essere semplici. Quello che chiedo è compartecipazione nei progetti, non mi piacciono ristori e aiuti a pioggia. Il pubblico deve essere parte dello sviluppo del privato finanziando progetti di crescita, che stimolano di nuovo le capacità dell’imprenditore”.

Pensando alla Regione, che bandi vorrebbe venissero pianificati?

“intanto vorrei una tempistica migliore. capisco che il cambio di guida nelle Marche ha complicato alcun passaggi. ma un imprenditore i suoi budget e piani li sviluppa a luglio per l’anno seguente, quindi non possiamo aspettare che i bandi escano a gennaio, quando tutto dovrebbe essere definito. E poi, nel contenuto, bisogna sempre più trovare modi per proseguire il percorso di innovazione delle aziende, ma soprattutto di ingresso dei giovani”.

Ricambio generazionale, come procede?

“I giovani vanno formati, questo è il punto chiave. Ma non può essere l’azienda a farlo. No si può pensare che tutti si creino una propria Accademy, il sistema non regge. Così come lo Stato non può farlo senza coinvolgere le imprese. Ogni imprenditore che lavora ha bisogno di personale, ancora di più di giovani”.

Ma i giovani vogliono l’azienda calzaturiera?

“Qui si apre un problema, per cui torno a chiedere aiuto della regione in primis. Sempre più i ragazzi hanno percorsi di studio alti che li portano a pensare di poter lavorare in grandi multinazionali e magari, così facendo, in smart working. Oppure c’è la parte meno stimolata che si accontenta del reddito di cittadinanza. Dobbiamo agire e subito per non perdere una generazione”.

Le imprese sono pronte a fare squadra per formare?

“Qui c’è tanto da fare. Prendiamo l’esempio delle griffe. Arrivano nel nostro distretto e siamo tutti contenti. Ma vanno coinvolte in un percorso di crescita, bisogna evitare che il loro ingresso sul mercato locale depauperi chi c’è, magari creando una corsa al rialzo degli stipendi per gli operai. Ecco, la politica su questo deve fare squadra con le imprese, creando tavoli di confronto e soprattutto progetti di filiera più strutturati. Bene il passo di Fendi che ha creato un rapporto diretto con una scuola superiore, investendo quindi sul futuro dei giovani, formandoli e senza cercare la via semplice del ‘ti do di più, vieni da me’ come spesso accade”.

Secondo lei servirebbe un politecnico della moda?

“Può essere una strada. Di certo serve un percorso comune tra i vari livelli di produzione. L’Its? Per ora non ho mai avuto contatti, vediamo in futuro”.

Tornando a Doucal’s, come va l’azienda?

“Abbiamo chiuso un buon 2021. La pandemia si è fatta risentire solo negli ultimi mesi dell’anno, altrimenti era davvero un ritorno alla normalità. Per il 2022 abbiamo l’obiettivo di crescere, i presupposti ci sono”.

Aumentano le materie prime, impatto sulla sua produzione?

Inevitabilmente i prezzi dovranno salire. Il meno possibile, ma è inevitabile che la scarpa debba costare un p’ di più. ci sono materiali, come la gomma e l’Eva, che hanno tempi di consegna lunghi e sono più difficili da reperire, ma sono fondamentali perché il mercato vuole comfort, leggerezza e praticità. E questo è solo un esempio delle difficoltà”.  

La sneaker si è presa uno spazio dello stand, modello che cresce?

“Una scarpa immancabile in una collezione. Ma se Doucal’s nel 2023 festeggerà i 50 anni è per la sua tradizione, per le sue linee classiche riconosciute che abbiamo reso più leggere con le suole in gomma. Per cui sneakers sì, ma senza spingere troppo su questo campo, sapendo però che l’aumento del tempo libero e della flessibilità anche di lavoro vanno di pari passo con il suo uso”.

Giannini, per chiudere, rinasce Confindustria Fermo, sarà protagonista?

“Non mi immagino in posti di rilievo, crescono azienda e famiglia e quindi diminuisce il tempo. Ma sono sempre pronto a contribuire con il sistema. È ancora più, necessario oggi”.

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Raffaele Vitali - via Leopardi 10 - 61121 Pesaro (PU) - Cod.Fisc VTLRFL77B02L500Y - Testata giornalistica, aut. Trib.Fermo n.04/2010 del 05/08/2010
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