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La Gazza Ladra riprende il volo. Nuciari: "Sogno un festival della satira. Nuove querele? Ho san De Minicis"

21 Febbraio 2020

Oggi alle 17 prosegue il programma per il 30ennle della rivista satirica Gazza Ladra. Confronto sulla satira con i colleghi della Gazza, Vittorio Lattanzi di Lercio, Giorgio Montanini e contributi video del Ruggito del coniglio. Domani invece alle 17 la presentazione di Piermarximo Macchini e il radical grezze contro tutti, tra cui Lucentini, Putzu e Cesetti.

di Raffaele Vitali

FERMO – Peppe Nuciari, la mostra e gli eventi per i 30 anni di Gazza Ladra sono un ritorno o un amarcord?

“Al momento è un amarcord, ma devo confessare che ci sto riprendendo gusto. Al momento è una sensazione”.

Direttore, cosa servirebbe per convincerla e convincervi?

“Domanda complessa. Ripartire significherebbe puntare sul web e comunque serve un progetto serio. Al momento però è un revival piacevole”.

Che effetto fa rileggere i testi?

“Ripercorrendo gli anni della gazza, ti rendi conto che oggi questi pezzi non avremmo potuto più scriverli”.

Meno libertà d’espressione?

“Credo di sì. Non ci sono politici di professione, salvo qualche eccezione. Ci sono figure di allevamento. Prima c’era la preoccupazione per un articolo della Gazza, ma allo stesso tempo la preoccupazione di non esserci. Oggi non credo che coglierebbero l’ironia, tanto che ho rimediato un paio di querele per uno degli ultimi pezzi. Mancando la scuola di partito, quella dei vecchi democristiani e comunisti, non si è più pronti a ridere di sé”.

Lei è sempre stato il volto conosciuto della Gazza, perché non scegliere l’anonimato?

“Il direttore responsabile serviva. Ma non ho mai avuto difficoltà, anche se in passato qualcosa sul lavoro mi è costato. Poi comprendo i collaboratori che avrebbero avuto ripercussioni serie e hanno scelto pseudonimi. Ma c’è anche chi ha usato un altro nome per aumentare l’interesse”.

La mostra della Gazza Ladra è visitabile fino al 23 febbraio a palazzo dei Priori

Ci sono ancora secondo lei penne per lo ‘stile ‘Gazza’?

“Non ho dubbi, è solo una questione di volontà. Ci sono realtà che crescono, penso a Lercio, a Degrado Post Mezzadrile. Non mancano gli autori. Ci sarebbe un bel tessuto, ma la nostra aspirazione è lavorare per un festival di satira, unendo realtà importanti”.

Oggi è stata donata la collezione Interlenghi a Fermo (LEGGI), potrebbe essere un ulteriore spunto?

“Senza dubbio. Perché è un grande tra tanti grandi attuali, come Marco Marilungo, matita di Smemoranda, Daniele Ripani, Petrax. C’è una realtà che fiorisce attorno a noi”.

Avete proposto all’Amministrazione?

“Avanzai questa idea quando assessore era Zazio. Oggi Calcinaro e Trasatti lo sanno che è il nostro sogno. E partendo proprio da Danilo Interlenghi si può solo crescere”.

Ritorno prematuro, ma già si vedono vignette contemporanee sui social made in Gazza Ladra. La voglia è davvero tanta.

“Non ci precludiamo nulla. Ma non è solo Peppe Nuciari che decide, siamo un nucleo dinamico e capace di organizzare grandi eventi. Siamo partiti per scherzo e siamo arrivati a una mostra”.

Pronto a rischiare nuove querele?

“Non lo so. Un punto di domanda, ma potrei farne anche a meno. Intanto dico grazie all’avvocato Francesco De Minicis, un vero santo che ci ha sempre difeso gratuitamente, che mi ha permesso di vincerle tutte. Di certo lavorare sulla satira, anche al di fuori di un giornale sarebbe interessante”.

Gazza Ladra di sinistra?

“Qualcuno è stato candidato, è vero. Ma la nostra è stata una satira a 360 gradi. Lo prova che le iniziative più forti le abbiamo fatte verso l’era Fedeli e Brambatti. Etichettarci è sciocco. E poi – conclude Nuciari – a fine anni 80 impaginavamo sotto la curia e stampavamo da don Vinicio, che ricordo una volta ci censurò una copertina, quella di ‘Fermo città del c…’ che infatti uscì con i puntini”.

Raffaele Vitali - via Leopardi 10 - 61121 Pesaro (PU) - Cod.Fisc VTLRFL77B02L500Y - Testata giornalistica, aut. Trib.Fermo n.04/2010 del 05/08/2010
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