
FERMO – Un’opera di 150 anni fa, ancora attuale. È il bello e triste della Carmen di Bizet. Giovedì anteprima giovani, con 650 studenti, sabato il debutto ufficiale dell’opera prodotta dalla Fondazione rete lirica delle Marche: il teatro dell’Aquila di Fermo è pronto. Tre ore e un quarto di musica e canto, per questo l’inizio sabato sera è anticipato alle 20.30 in modo da garantire anche un lungo intervallo.
Per la presentazione, si presenta la stessa Carmen, Teresa Iervolino. “Le Marche sono una grande terra che sto scoprendo, ricca di teatri bomboniere. Con una grande acustica. Quella che ha Fermo è meravigliosa, non potevo desiderare luogo migliore e sostegno per il debutto. La Carmen – racconta la cantante - l’ho sempre guardata con rispetto. Poter cantare la dignità femminile e i valori che rappresenta è un arricchimento. Parliamo di valori profondi, non banali che vanno oltre la sessualità femminile e parlano di diritti. La musica può dare nuova voce”.
Un’opera che vede in azione maestranze marchigiane, tra cui anche quelle quelle del Liceo Artistico Preziotti Licini di Fermo, che ha realizzato il grande ventaglio che domina la scena realizzato dalla classe di scenografia. “Per noi il rapporto con il Comune è speciale, ci dà opportunità, ci permette di esercitare in luoghi magici come il teatro dell’Aquila. Arrivare alla Carmen non è solo realizzare il ventaglio, ma è l’utilizzo del pensiero critico rispetto alla storia di Carmen, rispetto a chi in scena sceglie cosa far emergere. I nostri ragazzi – riprende la dirigente - hanno bisogno non solo di ascoltare e vedere le prove, ma di capire la storia che ancora vive nel presente”.




Tutti soddisfatti gli organizzatori. “La Fondazione nasce con lo spirito di portare i teatri nel futuro, valorizzando i luoghi, le professionalità, le competenze, l’energia di ogni singolo artista e lavoratore. Fare cultura non è solo custodire qualcosa di bello, significa dare a questo mondo meraviglioso una forza viva capace di creare opportunità e rafforzare l’identità” sottolinea l’assessora alla Cultura di Fermo, Micol Lanzidei.
Che rivendica i suoi cinque anni d’amministrazione in cui “il teatro dell’Aquila è cresciuto come luogo di comunità, di incontro”. E per questo il teatro è sempre più aperto, “perché non deve essere luogo d’élite, ma di città”.
La Carmen è una donna passionale e capace di affermarsi. “Unna dona che parla di libertà e scelte radicali. Un’opera adatta a questo periodo storico che vede l’individuo al centro. Con l’arte continuiamo a formare i giovani e le persone in generale. Il nostro rimpegno è far capire che la grande lirica non è il passato, ma un dialogo con il contemporaneo. Reso ancora più tangibile dal lavoro del liceo Artistico”.
Il presidente della Fondazione Rete Lirica, Francesco Ciabattoni, guida quello che definisce “un laboratorio permanete in cui i talenti emergenti possono affermarsi. E lo facciamo con modernità, anche con la Carmen affidata a una grande interprete. Il nostro tempo è fatto di problemi legati alla donna, al rapporto con l’uomo, alla negatività che va superata. E tutto questo sarà in scena grazie a un’opera modernissima che tratta questioni attualissime”.
La Carmen è un grande sforzo, anche di bilancio, ma è una scelta ponderata. “Vivrete un’opera di grandissimo livello. Siamo fieri di poter annunziare l’apertura del nuovo anno della rete lirica, che ha progetti capaci di coinvolgere ogni fascia d’età.
Giovani in platea, ma anche sul palco, partendo da Riccardo Bisatti, 26 anni, il giovanissimo direttore d’orchestra, piemontese di nascita, tra i volti emergenti a livello nazionale, considerato da Fortune uno degli Under 40 più influenti della cultura italiana.
Attorno a lui c’è una macchina importante, decine e decine di persone, tra maestranze e cantanti, di cui cinque marchigiani “Questo dimostra anche l’impatto sul lavoro, 30 tecnici sono marchigiani, della Fondazione” aggiunge Ciabattoni.
Lo ascolta Caterina Pierangeli, direttrice della Rete Lirica: “Noi stiamo dando un palcoscenico unico nelle Marche. Abbiamo creato la Rete Lirica Accademy che punta ancora di più sui giovani e sulle peculiarità dei tre territori fondanti: Ascoli, Fermo e Fano. Sono nate masterclass e nuovi progetti, in via di definizione, legati alla guida all’ascolto”.
La Carmen è stata scelta perché si festeggia il 150ennale dell’opera e perché consolida la collaborazione con importanti teatri nazionali, da Rovigo a Pisa, da Treviso a Padova. “Ci lavoriamo da luglio 2025. Quello che ci preme è abbinare a grandi momi dei talenti emergenti, con tanto di debutti nei ruoli, come nel caso della stessa Carmen oltre che di don José, Micaela e Escamillo” aggiunge.
Il direttore dell’orchestra sinfonica Rossini non è voluto mancare: “Vedremo in azione un direttore con un gesto chiaro e avvolgente come richiede l’opera. Vivere le buche dei tre teatri della rete è qualcosa che ogni musicista si porta dentro. Per una orchestra la Carmen è qualcosa di sublime. Ogni compositore è bravissimo, ma in alcuni periodi l’orchestra è diventata supporto, Bizet invece ha dato pari dignità ai musicisti e agli artisti, lo dimostreranno ad esempio il flauto e le percussioni”.
Le conclusioni sono di Stefania Donzelli, direttrice artistica della Rete Lirica: “Un’opera che ha tutto. Ha una grande orchestra che no si limita ad accompagnare; ha un cast di prima fascia. Un’opera che mi tocca per la sua storia e per la sua attualità. Una Carmen non convenzionale, priva di volgarità e con raffinatezze vocali. Sono certo che vi stupirà”.
