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La Cina traina la Tod's. Della Valle vola con il dragone: "Dove i negozi sono aperti, i prodotti funzionano"

12 Maggio 2021

di Raffaele Vitali

SANT’ELPIDIO A MARE – Il ruggito del dragone. La Cina è in questo momento la miglior alleata di Diego Della Valle. A migliorare i conti della trimestrale, chiusa con a 178,7 milioni di euro e una crescita del 17% rispetto al primo trimestre 2020, è proprio la Cina, l’Eldorado del lusso.

“I numeri del trimestre riflettono il diverso impatto della pandemia. Abbiamo registrato una crescita a tripla cifra in Cina (+136%, ma la Cina nel gennaio 2020 era in piena pandemia, ndr), bellissimi i risultati del marchio Roger Vivier. Molto forte anche il canale e-commerce, con una crescita molto sostenuta, superiore anche alle nostre aspettative” commenta mister Tod’s.

Se la Cina è frutto di un miglioramento anticipato dal punto di vista pandemico, la seconda voce, quella dell’online, è merito di un percorso avviato ormai da alcuni anni che Tod’s sta concretizzando. E che ora è destinato ad accelerare con l’ingresso di chiara Ferragni nel board dell’azienda.

L’amministratore delegato del gruppo di Casette d’Ete i dati li ha letti con attenzione: “Abbiamo registrato risultati eccellenti in quelle aree del mondo in cui abbiamo potuto tenere aperti i negozi, mentre sono stati più deboli i risultati nei paesi occidentali, penalizzati dai lunghi periodi di chiusura”.

Per capire, i negozi sono stati aperti solo per l’84% del periodo, percentuale di operatività che scende al 67% se riferita all’Italia, e addirittura al 47% in Europa. “Al 31 marzo 2021, la rete distributiva è composta da 300 Dos e 99 negozi in franchising, rispetto ai 291 Dos e 114 negozi del 2020” precisa l’azienda.

Di fronte a questo quadro commerciale ancora incerto, Della Valle guarda al lato positivo: “Siamo molto contenti dell’andamento del marchio Tod’s e dell’ottimo feedback dei clienti sulle nuove collezioni, che sempre meglio coniugano artigianalità a creatività ed innovazione”.

È fondamentale la ripresa del brand principale, da solo vale 76,7 milioni, da troppo tempo senza segno + davanti. E invece, “eccellenti i risultati delle nuove collezioni dei marchi, sia nel core business delle calzature che nelle nuove famiglie di pelletteria ed accessori”.

Per la prima volta Tod’s inserisce un raffronto o anche con il 2019, quello pre pandemico almeno nelal prima metà dell’anno. In questo caso, la nuova trimestrale presenta un calo del 16%, a riprova dell’ottima performance che sta caratterizzando il 2021.

Della Vale parla di marchi tornati attrattivi e aspirazionali, Fay incluso. “Consapevoli di quanto sia determinante la comunicazione digitale, stiamo facendo importanti investimenti in mezzi e uomini, per avere una struttura molto forte e di qualità. Le nostre fabbriche sono in ordine e tutti i nostri dipendenti hanno dimostrato dedizione, professionalità e grande coraggio nel gestire un periodo così duro. Per questo faccio a loro, a nome di tutti, un grande ringraziamento” ribadisce il patron.

Nella nota Diego Della Valle ha ricordato la cessione del pacchetto azionario a Lvmh, che è arrivata così al 10%. “Lo ribadisco, con Bernard Arnault c’è una vera amicizia da oltre 20 anni. La condivisione dei valori del lusso, della qualità e della desiderabilità dei prodotti potrà essere un ottimo motivo per pensare ad eventuali opportunità da cogliere insieme nel futuro”.

@raffaelevitali

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