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Istituti professionali e tecnici danno lavoro: "Assumiamo e paghiamo bene"

10 Dicembre 2019

Cna e Confartigianato danno il via a una camapagna di sensibilizzazione nelle scuole medie per avvicinare i giovani a meccanica e non solo.

FERMO – Formazione professionale e orientamento scolastico. C’è bisogno di artigiani nel Fermano e così le associazioni di categoria entrano nelle scuole. Con una brochure e con i loro esperti per ‘sensibilizzare’ chi dovrà scegliere il percorso scolastico secondario.

Con Cna e Confartigianato ci sono alcune aziende sponsor, quelle che davvero vogliono manodopera qualificata. “Quando collaboriamo sono soddisfatto: massa critica per superare le problematiche. Parliamo agli adolescenti che devono decidere cosa fare da grandi. Diventa fondamentale quindi creare un buon rapporto con le scuole” spiega Paolo Silenzi. Le associazioni di categoria hanno il polso della situazione, “sappiamo quali possono essere i lavori del futuro o come le professioni tradizionali, attraverso innovazione e formazione possono evolversi”. Insieme, scuola e associazioni di categoria, per far trovare lavoro ai giovani:” La sinergia con gli istituti professionali sta producendo discreti risultati. Le percentuali dicono che chi segue determinati indirizzi scolastici viene assorbito più facilmente nel mondo del lavoro”. saranno numerosi gli eventi nelle scuole per cercare di dare sicurezze agli alunni delle Medie.

Lorenzo Totò, numero uno della Confartigianato, è sulla stessa lunghezza d’onda: “rispondiamo a un appello delle aziende. Il confronto con la Cna è stato naturale. Soprattutto la meccanica di precisione, l’impiantistica e la moda hanno bisogno di figure. Chi può investire non trova persone qualificate e quindi finisce per scegliere altri luoghi per il proprio potenziamento”. I macchinari sono sempre più tecnologici, per cui è necessaria una formazione lunga, una reale preparazione. “Riteniamo per questo che gli istituti professionali siano adatti a questo mondo che cambia”.

Insieme vogliono provare anche a cambiare la percezione dei Professionali: “Troppi genitori vedono in queste scuole una scelta non qualificante. In troppi sognano avvocati e ingegneri, ma il mondo è cambiato. Chi entra oggi nei Professionali, nei tecnici trova tecnologia, trova un rapporto vero con la realtà lavorativa” ribadisce Totò.

Bracalente rappresenta la Trismeccanica è un imprenditore che crede nell’Alternanza scuola lavoro: “La base tecnica è buona, ma ci sono sempre meno persone. Servirebbero il doppio di alunni con capacità per entrare subito nel posto di lavoro. E questo riguarda tutto il settore metalmeccanico. Vi assicuro che in tre mesi gli alunni possono trovare lavoro, che è abbinato a strumenti di alta tecnologia ed è ben remunerato, almeno 1400 euro al mese”. Si entra dopo l’Alternanza,” periodo fondamentale per far capire al ragazzo cosa significa lavorare in quell’azienda”, poi il tirocinio, poi si arriva all’assunzione: “Ne ho assunti tre negli ultimi anni”. Un assunto anche da Enrico Matteucci della Tormac: “A settembre ho preso il primo alunno dall’Ipsia. Un buon inizio. Mi dispiace, e questo è vero, che troppi genitori ancora puntino sul titolo di studio, sulla laurea, più che sulla vera strada che porta lavoro. Una persona qualificata vi assicuro che guadagna dopo qualche anno anche più del titolare”.

Obiettivo semplice: “Garantire il futuro del territorio” ribadisce il direttore Alessandro Migliore. “Andiamo all’attacco, da Porto Sant’Elpidio a Montegranaro, da fermo a Monterubbiano passando per Servigliano: vogliamo scuole dinamiche, come le imprese e insieme, intanto con otto incontri, ce la faremo”. Paolo Tappatà conclude: “Ho sbagliato lavoro, starei meglio economicamente se avessi scelto questo percorso nel mondo artigianale”. Strappa il sorriso, ma dice una verità. “Ci mettiamo insieme per voi” conclude parlando ai giovani. Insomma, se dalle medie si sceglie il professionale il lavoro è dietro la porta, e spesso in zona senza dover cambiare regione o stato. “Bisogna capire che i mestieri tecnici ormai hanno conoscenze superiori, dall’uso del computer alla lingua inglese. Non parliamo più solo di tute sporche di olio”. E il volantino che verrà distribuito nelle scuole medie aiuterà a capirlo.

r.vit.

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