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Intervista. "Io sono Bruniera, il vice che lavora e tiene alta l'intensità". E la Fermana vola

20 Gennaio 2021

FERMO -  Andrea Bruniera è il viceallenatore della Fermana. Cosa è cambiato nel gruppo, non dal lato tecnico?

“Non so come fosse prima. Posso dire quello che si è fatto da quando è arrivato Giovanni Cornacchini. I ragazzi lavorano tantissimo e con grande abnegazione. Abbiamo trovato un gruppo ben allenato. Cornacchini ha portato tanta intensità e abbiamo trovato risposte di volontà e caratteriali. Aggiungiamo serietà e fortuna ed ecco i risultati”.

Striscia importante. impatto molto tangibile. Non capita spesso.

“Il cambio porta queste situazioni. O tanto bene subito o un proseguimento di un periodo negativo”.

Dal settore giovanile alla prima squadra, come vive l’esperienza?

“La vivo molto bene, perché ho trovato una persona perbene, competente, semplice che sa quello che vuole. Diretto nella comunicazione, messaggi semplici da trasmettere. E nel rapporto tra le persone questo aiuta, si collabora e si agisce”.

IL giocatore Bruniera aveva piedi buoni e grinta. L’ha agevolata questo con Cornacchini?

“Non avevo mai lavorato con lui, ma sapevo che persona andavo a trovare. Il mio essere stato un calciatore non influisce in realtà”.

Tanti punti, ora avete ambizioni diverse? Siete pronti per sfidare squadre più importanti?

“Abbaio una serie di gare con chi ha una classifica migliore e magari anche più tecnica. Per noi è una sfida importante, i punti sono gli stessi di quelli che c’erano in palio con il Legnago. Noi stiamo vedendo una crescita di questa squadra. Possiamo dare del filo da torcere a tutti. L’importante è non pensare di avere risolto tutto e di essere fuori dalla polvere. Il Mantova, prossima avversaria, va affrontata come se fosse il Ravenna. Se resteremo umili e carici di agonismo daremo del filo da torcere a tutti. Poi i valori sono indiscutibili, la classifica ha un senso”.

Come impatta un vice allenatore sulla squadra, su cosa incide?

“Sono un supporto completo a Cornacchini, che è una persona che condivide molto a livello di allenamento. Dobbiamo essere sempre pronti a incitare, non volendo mai cali di pressione. Ogni esercitazione è intensa e dobbiamo tenere quel livello. E poi lo supportiamo in alcune fasi dell’allenamento, dal riscaldamento ad alcuni esercizi”.

Come si allena… il mercato?

“Non aspettandosi nulla, ascoltando le voci di corridoio. Ma noi alleniamo le persone, quindi chi arriva al campo. Un esempio è Graziano, in campo non per scelta dovuta ma per quello che aveva visto in due giorni di allenamento il mister. È stato molto bravo e diligente, ha disputato un’ottima partita entrando in un contesto nuovo”.

E ora il Mantova. Boateng ko, più Neglia o Palmieri per la squadra?

“Posso dire che tutti stanno lavorando bene. E questo rende complesse le scelte. Ogni cambio nella formazione è qualcosa di ponderato e non facile da fare. Questa squadra ha equilibri e molta competitività al suo interno. Per un mister è importante poter scegliere”.

Si ricorda di D’Anna, le piacerebbe averlo in suqadra?

“Un esterno offensivo. Predilige giocare dalla metà campo in su, piuttosto che sacrificarsi. Molto tecnico e veloce, un buon giocatore. Certamente potrebbe servire. La Fermana gioca in un modo, non è obbligatorio che debba tenere lo stesso modulo fino alla fine”.

Perché le piace più fare il secondo?

“Una questione di carattere. Non ho problemi a stare nell’ombra di allenatori. Ho saputo apprendere e dare un supporto. Fare il vice sembra una stupidaggine, qualcosa di dovuto. E invece è un ruolo importante. Se si è consapevoli del ruolo, si può lavorare molto. Non bisogna partire pensando poi di poter fare il primo. Ho avuto la fortuna di collaborare con persone che mi hanno gratificato”.

Si vede con Cornacchini anche in futuro?

“Abbiamo un rapporto che cresce. E’ una brava persona, mi ci trovo bene. Non so quale sarà il futuro, ma intanto sono contento di averlo conosciuto. Poi se vorrà continuare a lavorare con me, mi farebbe piacere. Sono a disposizione della persona con cui lavoro. professionalmente mi piacerebbe allenare qui o in altre piazze con lui”.

r.vit.

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