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Intervista. Genga: "Inrca in prima linea. Oggi il primo dimesso Covid". A Fermo parte la dermatologia online del dottor Morresi

7 Aprile 2020

di Raffaele Vitali

FERMO – “Tutto il sistema sotto stress, un livello inimmaginabile. Le misure ora stanno funzionando ed è fondamentale per tutti”. A parlare è Gianni Genga, direttore dell’Inrca di Ancona e di Fermo, la struttura nata per la ricerca e diventata polo di riferimento per la post acuzie degli anziani, con riabilitazione anche a livello cardiopolmonare.

Genga, l’Inrca che per tutti è collegato alla terza età, è diventato un riferimento nella gestione dell’emergenza Covid. Come si è organizzato?

“Fin dai primi giorni di marzo, quando l’emergenza ha colto tutti, si è aperta la discussione sulla gestione. Era chiaro che l’attività ordinaria si sarebbe per un periodo rallentata se non bloccata. Siccome a Fermo l’unica struttura nelle vicinanze dell’ospedale in grado di fare una post acuzie era villa Maria, abbiamo subito aderito al progetto regionale”.

Quindi quale è il vostro compito?

“Seguiamo la post acuzie, i post critici. Non ci siamo inventati un mestiere, faremo quello che abbiamo sempre fatto. Nel frattempo le attività ordinarie si sono quasi bloccate”.

Attività bloccate, quando ripartiranno?

“Impossibile dirlo oggi. In prospettiva è da capire fino a quando le persone reggeranno, il sistema sanitario sta rimandando molte attività tranne le indifferibili e le emergenze”.

Il personale è sufficiente?

“Nell’immediato abbiamo inserito il personale che era in azione al Murri, che aveva bisogno dei nostri spazi per rispondere al Covid 19. Purtroppo la prima fase ha portato alla positività di 11 nostri sanitari, tra medici e infermieri. Stanno tutti completando il periodo di quarantena. Con il personale a disposizione, che ringrazio, siamo riusciti a partire quasi subito con un primo piano di venti posti. Oggi abbiamo 14 ricoverati”.

Potenzialmente 40 letti, li userete?

“La domanda di post critici sta arrivando adesso, le degenze sono lunghe. La permanenza media di un paziente tra pronto soccorso e reparti diretti, terapia intensiva e malattie infettive, è di quasi un mese. Per cui oggi stanno emergendo le necessità del post acuzie. Nel frattempo la Regione ha avviato anche Villa Pini e Campofilone, per restare a due realtà vicine a Fermo. Chiaro che per aumentare i posti dovremo recuperare innanzitutto il nostro personale, nel mentre continuiamo a cercare figure, ma non è semplice, spesso in molti non accettano. La difficoltà maggiore è trovare gli Oss, le graduatorie sono vecchissime. Il decreto non ha fatto chiarezza sugli Oss, contratti e prestazioni, mentre è una figura chiave per il Covid, le persone hanno bisogno di assistenza globale”.

Come ha vissuto il passaggio da Inrca a post Covid?

“Timori e paure inziali. Discussione. Ma è normale, questo è un virus che fa paura. Però abbiamo nel giro di pochi giorni messo in sicurezza la struttura, un’opera straordinaria da un punto di vista tecnico con un sistema di ricircolo dell’aria con filtri assoluti. Villa Maria oggi è ingabbiata di tubi che non fanno altro che rassicurare un ricircolo dell’aria. Tutto certificato”.

Sistemi di protezione garantiti ai sanitari?

“Abbiamo un canale diversificato di ordini, anche se poi tutti passiamo per la Protezione civile sono in difficoltà. Ognuno di noi si arrangia. Ci sono aziende locali che si stanno riconvertendo, un modo di rivedere un domani. Abbiamo fatto un primo ordine a un’azienda che faceva camice a Camerano. La settimana scorsa vivevamo alla giornata, ora abbiamo una fornitura per i camici che ci fa stare tranquilli da qui a cinque giorni. L'assillo c’è. Purtroppo il percorso certificazione complesso, ho preso anche materiale non garantito pur di tutelare il personale, ma chi ha responsabilità deve prendersele”.

Genga, è fiducioso?

“Neanche in un incubo avremmo immaginato questa situazione. La buona notizia è che oggi c’è stato il primo paziente dimesso e altri sono entrati nel percorso di certificazione, quello dei due tamponi che devono essere negativi”.

Direttore, a proposito di servizi da garantire, è vero che partirà un servizio di telemedicina per la dermatologia a Fermo con il dottor Morresi?

“Stiamo partendo, siamo pronti. Ci siamo dati una modalità e sarà semplice. Una trasmissione per via elettronica di immagini con regole chiare per la riproduzione e garantendo anche chi non ha un pc attraverso nostri strumenti. Pre triage telefonico, supporto, consigli e riorientamento presso il medico o verso il percorso più corretto. È un modo per stare vicini ai pazienti, non sapendo quando si tornerà alla normalità. Il progetto coinvolge tutto l’Inrca, i suoi quattro dermatologi di Ancona e, tra qualche giorno, il dermatologo di Fermo, Morresi”.

Altri servizi sanitari che non si fermano?

“Penso alla riabilitazione che abbiamo spostato a Porto San Giorgio ma che in parte riporteremo dentro la struttura id Fermo, visto che abbiamo esperti di riabilitazione polmonare”.

Genga, secondo lei la sanità cambierà?

“Di certo su Fermo apriremo la discussione, questo periodo ha portato a una maggiore interazione tra Asur e Inrca. Ma a livello regionale dovremo confrontarci. Nulla potrà essere come prima, lo dice l’emergenza stessa. Una volta superata ragioneremo su quello che non ha funzionato, su quello che sarà giusto cambiare per non farsi più trovare in difficoltà. varrà per Fermo, per le Marche e per tutto il sistema sanitario italiano”.

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Raffaele Vitali - via Leopardi 10 - 61121 Pesaro (PU) - Cod.Fisc VTLRFL77B02L500Y - Testata giornalistica, aut. Trib.Fermo n.04/2010 del 05/08/2010
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