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Interlenghi: "Noi, eroi della Marvel che si rialzano"

24 Settembre 2020

Caro Direttore,

ho letto il Suo, come sempre, apprezzabile punto di vista nell'articolo dal titolo "Il voto che parla" (mi si conceda di darLe del Lei, ove decidesse di pubblicare queste poche righe).

Mi ha colpito, come potrà immaginare, una frase, su tutte: “Anime spente per un centrosinistra che si è fatto un film più fantasioso di quelli della Marvel. Immaginava il ballottaggio Interlenghi e invece si è ritrovato con il Pd all'8 per cento. Immaginava il gol in zona Cesarini il candidato governatore Maurizio Mangialardi e invece si è ritrovato la manina di Totti davanti alla faccia. Tradotto, ma chi ascolta il centrosinistra per illudersi così?”.

La storia la fa chi vince e spesso, chi la racconta, è affascinato dai grandi numeri (solo qualche mese fa qualcuno voleva festeggiare la marcia su Roma). Lei scrive di anime spente, io ho visto occhi lucidi di emozione di giovani e meno giovani, vecchi e nuovi militanti che hanno riscoperto il sapore della competizione democratica.

C'è un problema nel PD fermano? Se ne accorge presto, così come se ne accorge (oggi?) Fabrizio Cesetti (lui ne fa parte io no), ma da qui a denigrare lo sforzo di quanti hanno cercato di dare voce ad una opposizione di cui la democrazia ha bisogno (non Interlenghi il visionario amante della Marvel, che adoro tra l'altro) ce ne passa.

Veda, caro Direttore, di fare uno sforzo di analisi perché nella mia storia ne ho visti tanti di grandeur poi dimenticati da tutti ma, soprattutto, di maneggiare con cura quelle "anime" che lei definisce "spente" perché sono dei corpi vivi e vegeti invece, magari duramente colpiti e ci leccheremo le nostre ferite, ma già pronti a fare il nostro dovere istituzionale (che non è uno scherzo, per nessuno).

Se anche Lei ama la Marvel saprà che i super eroi ogni volta che vengono colpiti si rialzano, sempre e all'infinito. Noi non siamo personaggi di fantasia, siamo di carne ed ossa. Ci mostri rispetto, allora perché altrimenti farebbe la fine di quel proverbio che dice: “Al leone ferito anche gli asini tirano calci”. Lungi da me ritenere che Lei ci consideri dei leoni, a meno che non voglia tirarci dei calci.

Cordialmente.

Renzo Interlenghi, FermoFutura

Caro avvocato Interlenghi,

in politica la storia la fanno le idee, è vero. Ma il presente e il prossimo quinquennio è nei numeri. Non è un modo irrispettoso raccontare il dato elettorale, soprattutto dopo una campagna intensa in cui le Sue idee e quelle della sua coalizione sono state degnamente messe a disposizione dei lettori di questa piccola ma seria testata giornalistica.

Non so se siete dei leoni feriti, di certo non apprezzo la poco velata allusione al fatto che io sia un asino. Ma anche questo è un modo di approcciarsi alla realtà, considerando qualcuno sempre un gradino sotto l’altro. Per me Lei, avvocato, ha rappresentato un interessante percorso politico. Non ha pagato, almeno nei numeri. Ma di certo, Lei lo saprà meglio di altri avendo incontrato le persone, quello che ha seminato con le sue idee.

Il rispetto comincia dal riconoscimento dei ruoli. Lei fa il politico, io il giornalista: un’analisi, anche critica, non è denigrare. Non lo dimentichi, altrimenti saranno anni molto lunghi e difficilmente costruttivi e di confronto su temi e idee, come avvenuto in campagna elettorale.

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