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Interlenghi e il Pd vogliono vincere: "Fermo merita di più: c'è un clima di destra nascosto sotto le civiche"

26 Agosto 2020

FERMO – Il Partito Democratico a Fermo non ha alcuna intenzione di fare il ‘non protagonista’ e con la sua lista, 32 nomi, si presenta. “Una lista rigenerata, con molte novità, con militanti che si sono messi in campo e conferme come Malvatani, come Vallasciani, come me” esordisce il segretario cittadino Paolo Nicolai, che torna a metterci la faccia per sostenere Renzo Interlenghi.

“Qui c’è un clima di destra nascosto sotto liste civiche. Rischiamo di far arretrare la città di fermo, da sempre progressista in un fronte reazionario. Sono preoccupato che le destre, come cani rabbiosi, stanno cercando di appropriarsi del Governo regionale senza aver mai dato nulla. E invece - tuona Renzo Interlenghi - questa città tanto ha avuto da una buona amministrazione regionale. A Fermo c’è un esperimento, con un sindaco comunista che piace ai moderati perché uniti dalle problematiche reali: lotta alla povertà, alla precarietà dei giovani, alla mancanza di case. Il Pd, che ha già ritrovato l’orgoglio di mettersi in campo con tanti candidati. Noi abbiamo un programma che guarda al futuro, che ha analizzato ogni tema in maniera scientifica”

Elezioni fondamentali per la riorganizzazione e il rinnovamento del partito locale che ha inciso sul programma di Interlenghi. “Ci riusciremo con una coalizione omogena, lineare e coerente. Ogni lista è un compagno di viaggio, non abbiamo competizioni interne”.

Al suo fianco, con i candidati in sala, ha voluto Pierluigi Malvatani, capogruppo uscente, e Maria Teresa Illuminati, candidata alle regionali ma anche, “per sua volontà”, alle comunali. “Insieme vogliamo riorganizzare il centrosinistra. E Renzo Interlenghi lo rappresenta in meglio. Noi portiamo una idea di città e di cultura diversa da chi parlava di ‘piazze pulite’ e che oggi invece dà il via al civismo di destra. Noi dobbiamo opporci a Calcinaro”.

E l’elenco delle ragioni per opporsi è lungo: “Di Ruscio e Lanciotti, candidati politici, non hanno presentato una lista per sostenere Calcinaro. E lui non ne aveva bisogno, per cui ha scelto. Serve una visione più ampia della città, non ci si può illudere di essere rinati per poi sedersi. Fermo ha bisogno di essere in movimento, di dinamismo per poter guidare la provincia” prosegue.

Protagonismo è una parola che usa spesso il segretario: “Serve nel campo sanitario, delle infrastrutture, nella già buona gestione dei rifiuti. Il sindaco del capoluogo deve essere leader e no in competizione con gli altri comuni. Ma la leadership si costruisce con la stima”.

Non si sentono più belli, m di certo più bravi degli altri: “Tante professioni in lista: infermieri, autisti, volontari Caritas, autisti, pensionati, infermieri, insegnanti, operai. Non c’è un capolista, uno vale uno e tutti si impegnano per portare avanti i valori democratici e fermare le forze sovraniste che rischiano di prendere in mano pezzi delle istituzioni”.

Il capogruppo dopo dieci anni prosegue: “Sono cresciuto nel Pd è anche una questione di coerenza essere in campo in un partito in cui ho ritrovato l’entusiasmo. Paolo Calcinaro è un sindaco molto popolare, ma sui temi importanti su cui noi abbiamo agito con una opposizione costruttiva, è carente. Manca la pianificazione urbanistica della scuola, manca un piano viabilità, ci sono troppi temi irrisolti e credo che – prosegue Malvatani - mai come questa volta serviranno proposte per far crescere la città, andando oltre costosi restyling come quello di piazza Dante”.

Un altro tema è la riorganizzazione degli uffici: “La struttura amministrativa è carente. Fermo dettava la linea guida delle altre amministrazioni, oggi è il contrario. Abbiamo tempi lunghissimi per le concessioni edilizie, come usare il superbonus del 210% in questo modo? Bisogna investire sul personale. Non basta stare in mezzo alla gente, per quanto utile” ribadisce Malvatani.

Dall’ombra alla luce più accecante, ecco Maria Teresa Illuminati e la doppia candidatura: “Le infrastrutture devono essere il punto di partenza, su rotaia e su gomma siamo poco competitivi. E poi il lavoro, perché il territorio deve tornare a essere competitivo. Anche a livello di sanità dove dobbiamo puntare sulla telemedicina che ci permetterà di non ‘abbandonare’ nessuno anche in emergenza. Il tutto tornando vicini alla popolazione, anche nelle periferie disagiate della città”.

Non partono sconfitti: “C’è un riconoscimento di legittimità popolare. Siamo sicuri che ci saranno sorprese. Possiamo vincere, siamo governativi, non abbiamo una impostazione di minoranza, poi quanti consiglieri avremo lo vedremo, non ci diamo un numero” conclude ricordando lungimiranza, consapevolezza, passione e spirito ideale come pilastri. E in caso di ballottaggio? “Le percentuali diranno molto. Noi abbiamo porte aperte sui contenuti, che fino a oggi non hanno avuto riscontro avendo ricevuto un veto a prescindere. Una cosa però è certa, non andremo con la Lega”.

r.vit.

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