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Insegnanti di sostegno: in 1400 al Fermo Forum tra banchi distanziati e sacchetti gialli. "Cento posti, spero di farcela"

1 Ottobre 2020

FERMO - Erano in 1.400, stamattina, davanti al Fermo Forum. Arrivati da mezza Italia, aspettavano di entrare per partecipare alla preselezione del corso di specializzazione al sostegno per le scuole superiori, organizzato dell’Università di Macerata.

Il sogno di aiutare gli alunni più fragili li ha tenuti due ore buone sotto il sole. Un serpentone che, dalla strada, era impossibile non vedere. Giovani e meno giovani, al primo tentativo, ma anche al terzo, che, uno dopo l’altro, entrano nel centro fiere di Molini Girola, dove è stata allestita l’aula per la prova. Con banchi a un metro uno dall’altro. Sopra, una bottiglietta d’acqua e un pacchetto di fazzoletti. Si entra in ordine alfabetico, a scaglioni. «Ho aspettato in macchina il mio turno – dice una ragazza ormai sulla soglia –, l’altra volta, prima di cominciare, ho atteso due ore a braccia conserte. Stavolta, ho preferito ripassare».

L’altra volta è quella della preselezione per il sostegno alle scuole medie, sempre al Fermo Forum. Prima, c’erano state quelle per la primaria e l’infanzia, per medicina e per insegnare all’asilo e alle elementari, tutte a settembre. Sessanta le domande a numero chiuso a cui i 1.400 candidati stanno rispondendo. Arrivano da tutte le Marche, dal centro e dal sud Italia.

All’ingresso, hanno dovuto consegnare l’autocertificazione anti-Covid, sanificarsi le mani e mettere borse e zaini dentro sacchetti gialli trasparenti. Nel parcheggio, a regolare il traffico c’è la Polizia locale. Protezione civile e Croce Rossa controllano che non ci si assembri più di tanto. «Speriamo sia la volta buona. Ho provato anche l’anno scorso, ma non è andata bene. Ho pagato 150 euro, speriamo di non averli sprecati», spiega una ragazza arrivata da Ascoli.

Si raggruppano in capannelli, gli aspiranti prof. di sostegno. Parlano attraverso le mascherine. Le esperienze si assomigliano tutte: laurea, supplenze e la speranza del posto fisso. «Faccio la supplente. Mi chiamano anno per anno. Sto preparando il concorsone. Sono qui per arricchire il mio bagaglio culturale e, magari, fare punteggio», dice una donna in fila.  

C’è anche chi, in questo momento, non lavora. E chi, dopo la laurea, s’è messo a fare tutt’altro. Quello di stamattina è solo il primo step. I duecento che passeranno la preselezione dovranno poi affrontare la prova scritta e l’orale. Al corso, che partirà entro fine anno e che costa tremila euro, saranno ammessi in cento. Alla fine, saranno abilitati al sostegno nelle scuole superiori e inseriti nella graduatoria regionale di prima fascia. Poi, per loro, si apriranno le porte dell’insegnamento.

Francesca Pasquali

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