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Innovazione, brevetti e visione internazionale: così Umberto porta le macchine da cucire di Ciucani nel futuro

26 Marzo 2026

di Raffaele Vitali

FERMO – Quella della Ciucani Mocassino Machinery è una storia che affonda le radici nel 1978 e che oggi guarda con decisione al futuro, tra intelligenza artificiale, sostenibilità e mercati globali. È quella dell’azienda guidata da Umberto Ciucani, 36 anni, seconda generazione e attuale titolare e direttore operativo della realtà con sede a Fermo, in contrada San Girolamo.

L’impresa, che ha preso parte alla fiera ABC, nasce dall’intuizione del padre, sarto di professione, che iniziò a sperimentare macchine da cucire fino a trasformare le proprie idee in un’attività strutturata. “Alla prima fiera si presentò addirittura con il calco in cera della macchina”, racconta Ciucani. Un percorso che, negli anni, ha portato l’azienda a diventare un punto di riferimento tecnologico per il comparto calzaturiero.

Oggi la struttura aziendale si articola in diverse aree: direzione tecnica, amministrativo-finanziaria e modelleria. Ma ciò che contraddistingue l’impresa è soprattutto l’approccio: non più semplice fornitura di macchinari, bensì un servizio completo che accompagna il cliente dalla fase progettuale fino alla realizzazione del prodotto finito. “Chi arriva da noi con un’idea – spiega – viene supportato in tutto il percorso per trasformarla in una scarpa”.

Dai brevetti alla sostenibilità

L’innovazione è il filo conduttore della crescita aziendale: sono ben 114 i brevetti sviluppati. Tra questi, il braccio elettrico mobile e l’ago curvo, capace di replicare il lavoro manuale dell’artigiano. A partire dagli anni Duemila, l’attenzione si è spostata anche sulla sostenibilità, con soluzioni che riducono l’uso di forme, colle e chiodi, limitando così l’impatto ambientale.

Al centro resta comunque la persona: “Investiamo sulle competenze, perché il lavoratore diventi il controllore di un processo automatizzato, ma non eccessivamente spinto. Perfetto incrocio tra macchina e umano”.

Oggi l’azienda propone un modello ancora più evoluto: non vende semplicemente macchine, ma risultati, offrendo vere e proprie strategie produttive basate su tecnologie proprietarie. “Un approccio che – è convinto Ciucani - può contribuire a mantenere la produzione sul territorio.

La sfida dell’intelligenza artificiale

Tra le nuove frontiere c’è il digitale e, in particolare, l’intelligenza artificiale. “La stiamo introducendo in modo consapevole – sottolinea – per aumentare la marginalità e continuare a investire”. Gli utili, infatti, vengono reinvestiti interamente in azienda, con l’obiettivo di restare competitivi in un contesto internazionale sempre più complesso.

Il capitale umano rappresenta un ulteriore punto di forza: il personale tecnico è formato anche in modelleria ed è in grado di operare direttamente all’interno dei calzaturifici, rispondendo così al meglio alle esigenze dei clienti.

Un’azienda sempre più globale

L’internazionalizzazione è una componente chiave del business: già dal 1982 l’export rappresentava metà del fatturato, mentre oggi raggiunge il 90%. I mercati spaziano dal Canada agli Stati Uniti, dal Messico al Brasile, fino all’Europa, al Mediterraneo e al Medio Oriente. Presenze anche in Australia, per il settore delle scarpe da golf, e in Cina, dove però l’azienda deve fare i conti con il fenomeno delle imitazioni.

“Ciò che ci distingue – evidenzia Ciucani – è il servizio e il know-how”. L’Italia persa poco, “ma lavoriamo con tutti i top brand” precisa orgoglioso.

L’azienda conta oggi 15 dipendenti, con un’età media di 36 anni, e garantisce assistenza anche su macchinari installati negli anni Ottanta: “Sono così affidabili che non si rompono mai” scherza.

Il futuro tra tecnologia e filiera

Lo sguardo è rivolto a un’azienda sempre più strutturata ma aperta a nuove direttrici. Tra queste, la prototipazione rapida, grazie a scanner e stampanti 3D, e la realizzazione di componenti di precisione. Centrale anche il rapporto con la filiera artigianale: “I piccoli produttori riescono a fare cose perfette, noi siamo un loro strumento essenziale”.

In un mercato dominato dalle economie di scala, la strategia è puntare sul valore aggiunto: “Il servizio è ciò che ci salva dalla competizione sui prezzi. Dobbiamo lavorare dove c’è il vero valore”.

Cervello di ritorno

Il percorso di Umberto Ciucani è fortemente internazionale: studi al Politecnico di Milano in Ingegneria dei materiali, esperienze in Inghilterra, specializzazione e dottorato a Copenaghen, oltre a un Erasmus a Stoccolma e un periodo in Cina. Durante il Covid ha collaborato anche con imprese legate al settore nucleare. Il ritorno in azienda non è stato immediato: “Mio padre mi diceva che non avrei messo piede qui senza creare qualcosa di nuovo”. Un ingresso segnato da difficoltà e confronto con l’esperienza interna, ma che ha portato nel tempo a un equilibrio: “Abbiamo trovato la nostra strada, costruendo un vero patto generazionale”.

Raffaele Vitali - via Leopardi 10 - 61121 Pesaro (PU) - Cod.Fisc VTLRFL77B02L500Y - Testata giornalistica, aut. Trib.Fermo n.04/2010 del 05/08/2010
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