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Infermieri e Oss, i 900 volti silenziosi della sanità fermana. Scialè: fondamentali sul territorio

11 Aprile 2020

FERMO - Infermieri e Oss, gli anelli finali della catena, quelli che rendono la malattia meno violenta: “Chi è vicino al malato, persone coinvolte dal punto di vista emotivo. Non va mai dimenticato che parliamo di persona malata, non solo di malattia” sottolinea Licio Livini. Quel mondo ha come responsabile Renato Rocchi: “Rappresento 900 operatori della salute che stanno dando il massimo”.

DENTRO E FUORI DAL MURRI

Anche per loro l’emergenza coronavirus ha significato strategie nuove, approcci differenti: “Abbiamo ripensato le strategie, ridisegnato la geografia degli ospedali e dei distretti riorganizzando l’impegno assistenziale. Sono in campo 250 infermieri in ambito ospedaliero, dentro il Murri, e oltre 40 quelli che garantiscono la presa in carico nei distretti. A questi si aggiunge la pattuglia di 50 Oss (operatori socio sanitari)”. Rocchi aggiunge: “Quello che seguiamo, un centinaio, è un paziente che non conoscevamo e che non sapevamo come trattare. Ma l’organizzazione ha retto ed è partita la controffensiva grazie all’ottimo rapporto con i medici anche di base”.

L'IMPEGNO SUL TERRITORIO

La difficoltà è stata soprattutto umana: “Pariamo di pazienti soli e in difficoltà, il team assistenziale ha dato il meglio di sé facendo da ponte con ogni mezzo”. Ancora di più a livello territoriale, all’interno delle strutture residenziali, che sono 20 spalmate in provincia, 7 dell’Asur e tredici private ma convenzionate. “Gli infermieri hanno tra i 4 e 500 contatti al giorno con questo mondo” ribadisce il dottor Scialè, responsabile della medicina sul territorio.

“Un sistema che ha retto. Parliamo di 622 persone all’interno delle strutture, erano una possibile bomba. Ma le scelte hanno pagato, a cominciare da quella fatta in anticipo di blindare le Rsa bloccando le visite e poi fermando, salvo emergenze, le movimentazioni, ovvero nessun paziente dimesso e nessuno ammesso” prosegue Scialè. Che con onestà conclude: “Devo dire grazie ai medici di base, che ci hanno permesso un controllo territoriale puntuale, e a infermieri e Oss che garantiscono assistenza domiciliare”.

r.vit.

Raffaele Vitali - via Leopardi 10 - 61121 Pesaro (PU) - Cod.Fisc VTLRFL77B02L500Y - Testata giornalistica, aut. Trib.Fermo n.04/2010 del 05/08/2010
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